Cinquemila metri quadrati in Italia per riprodurre ambienti industriali, raccogliere dati dalle attività dei robot umanoidi e addestrarli attraverso migliaia di simulazioni: partirà da questo hub la rete di Physical AI Data Factory di Generative Bionics, presentata a CES Unveiled Milan. L’operatività del primo sito è programmata entro il quarto trimestre del 2027; seguiranno una seconda struttura in un’altra area d’Europa e una terza al servizio dei mercati globali.
L’azienda italiana, specializzata in robot umanoidi per applicazioni industriali, indica il primo hub come la futura più grande struttura europea di addestramento per umanoidi basati sulla Physical AI. AMD sarà il partner per l’infrastruttura AI: la sua piattaforma Helios fornirà la capacità di calcolo per elaborare dati fisici e sintetici, addestrare i modelli ed eseguire in parallelo le varianti degli scenari riprodotti nei gemelli digitali.
La rete riunirà in Europa la generazione dei dati, l’addestramento e la validazione dei modelli, mantenendo nel continente le competenze e il know-how alla base degli umanoidi industriali. L’infrastruttura proprietaria collegherà il lavoro dei robot negli ambienti fisici, la simulazione e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, accompagnando la configurazione di GENE.01 per gli impieghi presso i clienti.
I dati che servono ai robot per lavorare
Per apprendere come agire nel mondo fisico, gli umanoidi hanno bisogno di esperienze che descrivano il rapporto tra il proprio corpo, gli oggetti e l’ambiente. I grandi modelli linguistici possono attingere alle enormi quantità di informazioni disponibili online; per il lavoro dei robot manca una fonte di dati di dimensioni paragonabili. La Data Factory dovrà generare queste esperienze facendo eseguire a GENE.01 attività industriali reali, per poi ampliarle attraverso la simulazione.
Il dataset comprenderà dati visivi e di movimento, insieme ai segnali acquisiti dalla pelle multimodale del robot. Contatto, forza, prossimità e temperatura saranno rilevati insieme ai vincoli delle attività e alle interazioni con le persone, così che l’apprendimento avvenga in condizioni rappresentative dei luoghi di lavoro.
Nel primo hub saranno ricreati ambienti selezionati insieme ai partner industriali, nei quali flotte di GENE.01 potranno operare continuativamente. I dati fisici ad alta fedeltà così raccolti serviranno ad addestrare i World Action Models, i modelli AI dedicati alle azioni del robot nel mondo fisico, e a validare l’intero sistema prima dell’impiego presso i siti dei clienti. Le verifiche comprenderanno percezione, controllo, comportamento di sicurezza ed esecuzione delle attività.
Dal lavoro reale ai gemelli digitali e di nuovo sul campo
Ogni ambiente fisico e ogni configurazione del robot avranno un corrispondente digital twin, un gemello digitale nel quale ripetere le stesse attività modificando le condizioni di esecuzione. La simulazione permetterà di esplorare migliaia di varianti di layout, oggetti, materiali, condizioni operative e modalità di guasto, comprese situazioni che sarebbe poco pratico riprodurre fisicamente.
Il processo seguirà un ciclo continuo dal reale alla simulazione e di nuovo al reale: i modelli addestrati e testati negli ambienti digitali saranno reintrodotti nei robot per la validazione sul campo, mentre i dati delle successive operazioni fisiche alimenteranno un nuovo ciclo di apprendimento. Lo stesso meccanismo comprenderà le informazioni raccolte dalle flotte già operative presso i clienti.
La Data Factory consentirà quindi di configurare e validare GENE.01 per uno specifico ambiente industriale prima dell’installazione, verificandone le capacità attraverso il lavoro fisico e le sue varianti simulate.
“Stiamo replicando il mondo, fisicamente e digitalmente, per addestrare robot umanoidi su larga scala prima ancora che vi entrino. La Physical AI Data Factory è il modo in cui lo facciamo: le flotte di GENE.01 apprendono dal lavoro industriale reale, mettiamo alla prova queste capacità attraverso migliaia di varianti di digital-twin usando la capacità di calcolo di AMD e riportiamo sul campo i World Action Models validati”, ha dichiarato Daniele Pucci, CEO di Generative Bionics.
“È questa l’infrastruttura che rende possibile il livello di Action Intelligence della Physical AI in ambienti reali dei clienti. Con AMD al nostro fianco fin dal primo giorno, a bordo di GENE.01 e ora al centro della Data Factory, stiamo costruendo questa rete proprio qui in Europa, affinché i dati, i modelli e l’infrastruttura alla base dei nostri robot umanoidi siano sviluppati e gestiti nel continente”, ha aggiunto Pucci.
AMD Helios e i team per l’intero ciclo dei dati
La collaborazione estende il rapporto strategico tra le due aziende dall’elaborazione a bordo di GENE.01 all’infrastruttura delle Data Factory. Con la sua architettura rack-scale, nella quale le risorse di calcolo sono integrate a livello di intero rack, AMD Helios sosterrà l’addestramento dei modelli di Physical AI, la gestione dei dati fisici e sintetici e le simulazioni parallele dei gemelli digitali.
La piattaforma si inserisce nel percorso delle infrastrutture AI integrate di AMD, già al centro del reference design sviluppato con Schneider Electric per le AI Factory, che affronta congiuntamente calcolo, alimentazione e raffreddamento. Nel progetto di Generative Bionics, le capacità scalabili di calcolo saranno affiancate dai team di robotica, AI e data engineering dell’azienda.
Questi gruppi gestiranno il flusso che trasforma i dati multimodali grezzi dei robot in dataset pronti per l’AI, quindi in modelli validati e distribuiti alle flotte. Ambienti fisici, preparazione dei dati, simulazione, addestramento e impiego operativo confluiranno così in un’infrastruttura condivisa e distribuita sui tre siti.
Keith Strier, Senior Vice President, Global AI Markets di AMD, ha sottolineato il ruolo della Physical AI nell’automazione e nell’innovazione industriale: “Con AMD Helios ad alimentare la prima Physical AI Data Factory in Italia, mettiamo a disposizione l’infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni e scalabile necessaria per trasformare questo potenziale in realtà. La nostra collaborazione con Generative Bionics segna un passo importante verso il rafforzamento della sovranità europea in materia di AI e industria, consentendo lo sviluppo di una nuova generazione di robot umanoidi per l’industria e rafforzando al contempo la capacità d’innovazione dell’Europa”.
Il percorso industriale di Generative Bionics
Nata dalla ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia e con sede a Genova, Generative Bionics combina robotica, intelligenza artificiale, biomeccanica e design. Le sue piattaforme sono progettate per operare in sicurezza in ambienti industriali complessi, integrandosi nei processi produttivi esistenti senza richiedere infrastrutture dedicate, con obiettivi di miglioramento della sicurezza, dell’ergonomia e della continuità operativa.
Tra le tappe recenti figura il Memorandum of Understanding con Eni, che prevede attività di analisi, sperimentazione e valutazione su possibili impieghi industriali, materiali e componenti, opportunità produttive e supporto informatico. L’intesa comprende la valutazione di applicazioni come ispezioni, teleoperazione e assistenza remota, oltre alla possibilità di utilizzare le capacità di calcolo ad alte prestazioni del gruppo energetico. Si tratta di filoni esplorativi definiti da quell’accordo, mentre la nuova Data Factory avrà AMD come partner per l’infrastruttura AI.
La società, presente anche nella classifica LinkedIn Top Startups Italia 2026, ha raccolto 70 milioni di euro in un round seed guidato da CDP Venture Capital, con la partecipazione di AMD Ventures, Duferco, Eni Next, RoboIT e Tether, per sostenere lo sviluppo della propria Physical AI destinata alle applicazioni industriali.







