Ordine del giorno: supercomputing

Microsoft perfeziona il proprio Os per l’Hpc, Cisco punta su InfiniBand e Linux conta i successi.

Si parla sempre più spesso di supercomputing, e a ragione. La nuova frontiera delle infrastrutture computazionali, quelle deputate ad abilitare la diffusione popolare del software come servizio riceve cadenzati scossoni e assestamenti che consentono di delinearne lo stato dell’arte.


Uno di questi è il Supercomputing 2005, momento di incontro che si tiene da oggi a Seattle, ovvero in casa di Microsoft.


Sarà un momento in cui si farà il punto su dati, come quelli di Idc, che ha stabilito che nel 2004 la massa critica dell’high performance computing è cresciuta del 70%, con una media di cluster dipartimentali che costano 50mila dollari (prezzi “popolari”, tutto sommato) e in cui sarà fatto il punto anche sulla presa che hanno i sistemi operativi sui supercomputer, come ha recentemente fatto top500.org, che ha stabilito che il 72% dei più potenti 500 supercomputer al mondo monta Linux.


Sarà anche per questo che ci si attende un “benvenuti a Seattle” da Bill Gates in persona.


Al Supercomputing 2005, infatti, Microsoft presenterà ufficialmente la seconda beta di Windows Compute Cluster Server 2003, ovvero il sistema operativo per trasformare una pletora di sistemi in un unico potente centro di calcolo.


La nuova beta avrà il necessario per girare sotto Windows Server 2003 Sp1 x64 Edition e per andare a comporre una piattaforma integrata di high performance computing.


Quello dell’Hpc è un mercato che attrae tutti i grandi vendor oltre a Microsoft, da Ibm ad Hp, da Dell a Sun, passando per Cisco.


Proprio la “regina delle reti” ha appena rilasciato un paio di soluzioni di taglio Hpc. Si tratta degli switch Cisco Sfs 7012 e 7024, che utilizzano la tecnologia InfiniBand per fornire un’infrastruttura unificata di connessione su Lan e San fra server che fanno parte di una griglia condivisa di risorse di computing.

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