Home Digitale 5 data service che i responsabili IT devono padroneggiare e fornire

5 data service che i responsabili IT devono padroneggiare e fornire

Umberto Galtarossa, Partner Technical Manager di Pure Storage, spiega quali sono i gli elementi chiave dell’as-a-service per il funzionamento delle app

Avere successo con i dati è uno degli hot topic del momento nel business, ma cosa significa esattamente? Ce ne parla Umberto Galtarossa, Partner Technical Manager di Pure Storage

Le imprese moderne richiedono un’infrastruttura che supporti lo sviluppo e l’implementazione rapida delle applicazioni e che ponga le basi per l’automazione, il provisioning self-service e l’accesso continuativo e ubiquo ai dati. Questo è importante perché rappresenta il percorso per lavorare con i dati in modo tempestivo e intelligente, fattori essenziali per il business di oggi.

Per i CIO, è fondamentale fornire data service che rendano semplice per i team DevOps, per i data scientist e per gli utenti line-of-business l’accesso, l’esplorazione e l’estrazione dei dati per una varietà di applicazioni e usi aziendali. Se entro i prossimi tre anni i CIO non saranno ancora in grado di fornire data service accessibili ovunque, la loro mansione non durerà a lungo.

Ma pensare alla parola “dati” come ad un termine “cappello” non è molto utile. È necessario riflettere sul concetto di dati allo stesso modo di quello dell’infrastruttura per creare strategie per la rete, l’elaborazione o lo storage.

Data Service, un quadro più approfondito

La maggior parte delle aziende moderne è già sulla strada di un’infrastruttura “cloudificata” che permetta all’organizzazione di essere reattiva di fronte alle mutevoli esigenze. In un mondo oramai largamente dominato dalle app (basti pensare a Oracle e SAP), la prossima frontiera per ogni azienda sarà quella di rendere i dati ampiamente disponibili e facili da utilizzare per dipendenti e clienti.

Le aziende più innovative stanno iniziando a riconoscere che il modo migliore per avere successo con i dati è quello di fornire alle app i migliori dati possibili. L’azione si è spostata dal semplice disporre di un’app all’avere a disposizione i dati migliori per alimentarla. Lo scatto ulteriore si ha quando è possibile combinare i dati della propria azienda con quelli globali per ottenere insight in grado di far compiere un balzo in avanti alla propria azienda. Esri, un provider SaaS di location intelligence, ne è un esempio calzante. Si avvale di container e Kubernetes per fornire il proprio servizio a clienti con enormi moli di dati con la necessità di elaborare le informazioni di mappatura relative ad applicazioni come il monitoraggio Covid-19, il controllo degli incendi e la gestione dei disastri.

Secondo Pure Storage i CIO devono fornire data service in grado di supportare lo sviluppo di applicazioni, progetti di machine learning, data exploration e altre esigenze avanzate legate alla gestione dei dati.

A mio parere, prosegue Galtarossa, sono cinque gli elementi chiave dell’as-a-service per il funzionamento delle app che comprendono un catalogo completo di servizi. Ognuno dovrebbe offrire agli utenti una pipeline di dati con un semplice clic, fornita as a service a cui poter accedere facilmente, in modo da potersi concentrare su ciò che conta – la loro applicazione – piuttosto che doversi preoccupare della gestione dell’infrastruttura.

Pure storage
Umberto Galtarossa

Pure Storage, i cinque elementi chiave

  1. Database as a service per fornire repository di dati scalabili disponibili attraverso team e applicazioni.
  2. Data search as a service per query ad hoc con l’obiettivo di comprenderne l’uso e migliorare i prodotti.
  3. Analytics as a service per la business intelligence, utilizzando strumenti come Tableau o anche Excel.
  4. ML/AI as a service per fornire servizi intelligenti e personalizzati e comprendere i modelli di utilizzo che attingono a massicce quantità di dati utilizzando diversi strumenti, come TensorFlow.

5.Dati in streaming e messaggistica as a service per supportare le app che dipendono dai dati in tempo reale per fornire informazioni ai consumatori o per far funzionare le macchine poiché i dati sono ora distribuiti (a livello di edge).

 I database open source come MySQL, MongoDB, Cassandra, PostgreSQL e molti altri hanno ottenuto un’ampia adozione e rappresentano la chiave per abilitare e fornire questo catalogo di data service.

I CIO stanno investendo miliardi di dollari in questa direzione a livello globale.

In sintesi

È avvenuto un passaggio dalla reattività a basso costo, alla velocità smart. Questo non riguarda solo le app, ma anche i dati. Kubernetes e container rappresentano il percorso verso la velocizzazione dei processi, mentre ML/AI e nuovi strumenti as-a-service sono la via per un approccio smart. Negli ultimi dieci anni, il mondo è stato inondato di app. Ora è il momento di prestare lo stesso livello di attenzione ai dati.

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