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Le cinque cose che possiamo aspettarci dal 5G

Quest’anno il Mobile World Congress (MWC) di Barcellona è stato in pratica una fiera del 5G: tutti i produttori e gli operatori sembrano aver concentrato i loro sforzi di comunicazione sul 5G.

Lo stesso vale per la corsa a sviluppare e a implementare reti 5G negli ultimi due anni: operatori come ad esempio Verizon negli Stati Uniti, KT in Corea del Sud e DoCoMo in Giappone hanno annunciato test di mercato del 5G nel 2016, dichiarando velocità senza precedenti.

Resta però ancora da fare un piccolo sforzo di ingegneria inversa, in quanto gli operatori che hanno già sperimentato il 5G lo hanno fatto prima che venissero adottati degli standard: gli organismi di standardizzazione come il 3GPP e l’ITU sono ancora in fase di progettazione e sviluppo dello standard di settore per il 5G.

Gli operatori dovranno quindi adottare e rispettare un insieme globale di standard quando verranno introdotti, dopo il 2020.

Per capire cosa attendersi, ne abbiamo parlato con Gianluca Salvaneschi, Head of Strategic Business Development & IoT Southern & Central Europe di Orange Business Services.

Gianluca Salvaneschi, Head of Strategic Business Development & IoT Southern & Central Europe di Orange Business Services
Gianluca Salvaneschi, Head of Strategic Business Development & IoT Southern & Central Europe di Orange Business Services

Attendendo il 5G

La situazione attuale, per Salvaneschi è che il 5G è chiaramente molto promettente e offre enormi possibilità, ma tutte le parti interessate, dagli organismi di standardizzazione ai produttori di apparecchiature originali, dagli operatori alle autorità di regolamentazione, stanno ancora lavorando per definire che cosa, di preciso, sarà il 5G e come funzionerà.

Proprio poche settimane fa l’ITU ha piantato una bandierina per quanto riguarda le specifiche del 5G, affermando che la capacità di download totale di una singola cella 5G deve essere almeno di 20Gbps – un bella differenza rispetto alla velocità massima di trasmissione attuale LTE, che è circa 1Gbps. L’ITU ha inoltre annunciato che lo standard 5G in arrivo dovrà supportare fino a 1 milione di dispositivi collegati per Km quadrato e richiederà ai vettori di avere almeno 100MHz di spettro libero, arrivando fino a 1GHz quando possibile. Inoltre, la latenza dovrà essere inferiore a 1ms per garantire la massima affidabilità del 5G. Cosa significa tutto questo per l’uomo della strada?

Circa un anno fa, alcune voci nel settore avevano predetto che il 5G avrebbe potuto diventare la colonna portante di rete per l’IoT – al punto di sostituire la banda larga, diventando la rete globale de facto. Questo potrebbe anche succedere, ma in questo stadio cosa è ragionevole aspettarci? Cominciamo da queste cinque cose.

Questione di velocità

1 – Il 5G sarà più veloce. Molto più veloce del 4G LTE. La sua capacità di gestire alte velocità per la trasmissione dati lo rende ideale per l’IoT, ma i casi di utilizzo potenziali stanno aumentando; abbastanza veloce da guardare video 4K su mobile, abbastanza veloce per fornire banda larga ad abitazioni e imprese senza la necessità di installare, ad esempio, fibra ottica. Abbastanza veloce da alimentare le applicazioni virtuali remote (VR) per uso aziendale e personale.

2- Il 5G sarà a supporto della mobilità veloce. Con le reti 3G e 4G, gli utenti in viaggio su un treno o in un’auto ad alta velocità spesso faticano a mantenere una connessione costante: la rete non è in grado di passare il dispositivo da una cella alla successiva abbastanza rapidamente. Si intende affrontare questo problema e supportare i dispositivi che viaggiano a diverse centinaia di chilometri all’ora.

Al MWC, lo sviluppatore di videogiochi Rooplay ha dimostrato come il gaming su cloud, se basato su 5G, funzioni anche su un treno ad alta velocità utilizzando una tecnologia sviluppata dal King’s College di Londra di nome Mobility Prediction System, che consente alla rete di prevedere la posizione successiva di un dispositivo in rapido movimento.

Più punti di networking

3 – Avremo più connessioni. Alle reti 5G si chiederà di supportare un numero molto elevato di dispositivi per cella, che includeranno IoT per auto connesse, arredo urbano, sensori ambientali, dispositivi portatili, la casa collegata, per non parlare di aziende e uffici ovunque. Al MWC, il direttore dell’ITU Radiocommunication Bureau Francois Rancy ha affermato che vedremo una densità di connessione di 1 milione di dispositivi per chilometro quadrato – impressionante!

4 – Un’idea interessante con grandi benefici potenziali per le imprese e le multinazionali è il network slicing: la rete viene virtualmente divisa in funzione della necessità e dell’utilizzo. I carrier possono dedicare parti diverse della capacità di rete ad abbonati o ad applicazioni particolari, cioè ad esempio una rete 5G può essere contemporaneamente una rete a banda larga per smartphone e una piattaforma a bassa potenza, bassa latenza e bassi costi per applicazioni IoT specifiche. Nelle reti mobili di precedente generazione questo grado di QoS decentralizzato non era possibile: il 5G potrebbe renderlo una realtà.

5 – E poi c’è la collaborazione tra imprese. L’impressionante scala delle reti 5G significa che tutti diventeranno stakeholder. E con più soggetti coinvolti esiste la necessità di una maggiore collaborazione tra chi fa parte del settore: operatori, fornitori, produttori di apparecchiature originali, governi, istituti di regolamentazione ecc.

Al MWC la GSMA ha sottolineato la necessità di collaborare e ha incoraggiato tutti gli stakeholder di settore a coinvolgere le industrie del settore automobilistico, trasporti, sanità, intrattenimento, servizi di emergenza e tutti gli altri potenziali utilizzatori del 5G per definire le loro esigenze in modo che possano essere inserite già ora negli standard di processo.

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