Un nuovo “standard” per la telepresence

Barcellona. C’è la telepresence al centro degli ultimi annunci di Cisco, forte non solo del lavoro svolto in questi anni, ma anche dell’accordo raggiunto per l’acquisizione di Tandberg, che dovrebbe essere formalizzata, così come confermato nel suo keynote dal Senior Vice President Emerging Technologies Group Marthin De Beer, entro la prima metà di quest’anno.

Ma in un mondo eterogeneo, la telepresence non può nè deve essere un universo chiuso. Per questo motivo, Cisco ha rilasciato un protocollo che consente a sistemi multiscreen differenti di interoperare.

Arriva "Tip"
Telepresence Interoperability Protocol (Tip), questo il suo nome, viene rilasciato in modalità royalty free a tutti i player interessati, come LifeSize, Tandberg e Radvision, che già vi hanno aderito.

L’obiettivo è quello di creare un nuovo standard per le soluzioni di telepresence, simile a quelli già esistenti nell’industria del video, che porti miglioramenti sia dal punto di vista tecnico e funzionale, sia dal punto di vista del contenimento dei costi, sia da quello della sicurezza.

Nuovi endpoint
A questo annuncio quasi “programmatico” si affianca poi il rilascio di nuovi endpoint, tra i quali Cisco TelePresence 3010 e 3210, rispettivamente da 8 e 16 posti, che ben si adattano a nuovi ambiti applicativi quali virtual collaboration, virtual brainstorming, supporto, help desk, streaming ed education.

La Collaboration – spiega Tim Stone, Head of Collaboration Solutions in Cisco Europe – ”è senza dubbio un trend fondamentale per i prossimi dieci anni. Per questo motivo è fondamentale riflettere fin da ora su alcuni concetti cardine, che includono per l’appunto interoperabilità, modelli di utilizzo flessibili, SaaS in primis, sicurezza e governance”.

Sottendono a questi annunci anche importanti riflessioni sul modello di business e di go to market. Perché se sul fronte business fondamentale è e resta l’apporto e il supporto dei partner, molto è ancora da definire su quello consumer. Si parte con Verizon e France Telecom, ma nulla vieta che in futuro possano essere esplorati nuovi canali commerciali.

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