Toner illegali: il canale chiede etichette più chiare

La sfida ai toner per stampanti contraffatti si vince anche con la richiesta per ottenere dai produttori etichette più chiare.
Lo dice Context nel report ChannelWatch all’interno del quale più del 70 per cento degli oltre 2 mila imprenditori e dirigenti di imprese di canale interpellati in Europa Occidentale ha decretato che un’etichettatura chiara sui prodotti legali rigenerati e compatibili rappresenterebbe la migliore delle soluzioni contro la contraffazione delle cartucce per stampanti.

Con un netto 55 per cento, i rispondenti al report hanno richiesto a gran voce ai produttori del mercato printing di impegnarsi di più nella lotta ai materiali di consumo illegali, con un ulteriore 37 per cento, tra fornitori, rivenditori e distributori, pronti a riconoscere un ruolo attivo, in termini di responsabilità, anche a se stessi, mentre un ulteriore 35 per cento del campione ha richiamato i Governi alle proprie responsabilità, anche se il 30 per cento di chi ha invocato un intervento istituzionale non ha poi saputo dettagliare il ruolo che lo stesso dovrebbe assumere in questo contesto.

Sempre in merito all’annoso fenomeno delle cartucce d’inchiostro illegali, la metà degli intervistati si dice convinta che una serie di campagne di sensibilizzazione dell’audience sul problema potrebbero essere d’aiuto nel contrastare chi taglia fuori dal business OEM e terze parti e si guarda bene dal sostenere i costi di logistica e ricerca e sviluppo.
Tanto più che il costo non va calcolato solo in perdita di quote di mercato per i produttori legali ma anche in danni tangibili per i clienti che, consapevoli o meno, a fronte dell’acquisto di cartucce meno costose ma illegali, ottengono scarsa qualità di stampa e una resa per pagina ridotta, mentre nei casi più gravi possono veder annullata la garanzia della propria stampante danneggiata dall’uso di cartucce non autorizzate.

Fenomeno in escalation

Un cruccio per i produttori di stampanti che hanno cominciato a introdurre numeri seriali ed etichettature oleografiche per aiutare a distinguere i prodotti originali da quelli contraffatti e che, sempre di più, stanno investendo soldi e risorse per sensibilizzare il mercato e promuovere il sequestro di merci contraffatte.

Stop-1200x1200È il caso di HP che, tra il 2011 e il 2015, ha fatto sapere di aver sequestrato oltre 12 milioni di articoli a fronte di 1800 interventi promossi tra Europa, Medio Oriente e Africa, mentre nello scorso esercizio fiscale Kyocera Document Solutions ha promosso il sequestro di merci contraffatte per un valore di 10 milioni di euro.
Ancora troppo poco considerato che, tra aprile e maggio di quest’anno, lo stesso produttore giapponese ha fatto sapere di aver sequestrato altre merci contraffatte del valore di oltre 5 milioni di euro.

 

 

 

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