I QR code tornano a essere usati in Italia

Sono ancora molti gli scettici su un possibile ritorno dei QR code sul mercato dopo il sostanziale fallimento e l’applicazione impropria della tecnologia degli scorsi anni.

Nonostante ciò la tendenza all'utilizzo dei QR Code sta crescendo (25% in più rispetto ad un anno fa secondo Google) e sempre più aziende ci credono nuovamente.

Risulta anche ad AmonCode, azienda specializzata in QR code dinamici, ha realizzato uno studio sulla “Distribuzione geografica dell’interesse nei QR code”.

Dalla ricerca risulta che la zona del mondo in cui la tecnologia QR code è maggiormente diffusa e utilizzata è l'Asia.

Tra tutte le aree geografiche esaminate da Google, in totale 62, i primi cinque posti sono occupati dai Paesi asiatici: Hong Kong, Taiwan, Singapore, Cina e Malaysia.

Per utilizzo l'Italia si trova al 19esimo posto mondiale, ed è settima a livello europeo.

Quindi nonostante il nostro Paese non occupi i primi posti, non si trova nemmeno in coda e si sta avvicinando ai Paesi leader che adottano tecnologie innovative.

I QR code piacciono in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna

AmonCode in questi anni ha raccolto e analizzato molti dati ed è in grado di indicare anche a livello italiano come si presenta la distribuzione dell'interesse verso la tecnologia QR, suddi divisa per aree geografiche.

La società milanese ha realizzato una mappa dell'adozione dei QR code nelle regioni italiane, utilizzando indicatori di colore diverso: blu per le regioni con l'interesse maggiore;
azzurro per le regioni con l'interesse medio ma con il potenziale crescente; grigio per le regioni con l'interesse ancora poco espresso.

Vincono Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, seguite da Piemonte, Toscana, Campania e Puglia.

La ricerca dimostra molta prontezza all’innovazione digitale nelle imprese del Nord Italia e rivela però come l’atteggiamento positivo verso l’innovazione e in particolare verso i QR code sia condiviso anche con le regioni del Centro e Sud d’Italia.

In particolare AmonCode sottolinea come territori particolarmente impegnati nella promozione del mercato alimentare, come Campania e Puglia, cerchino di tenere testa alle Regioni con più spiccato orientamento alla tecnologia come Lombardia e Emilia-Romagna.

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