Kubernetes dalla teoria alla pratica

Abbiamo già spiegato i vari modi in cui è possibile implementare Kubernetes. Indipendentemente dalla strada che si è deciso di seguire, quello è solo il primo passo. Quello successivo è iniziare ad attivare e gestire i nostri primi container testando configurazioni che siano simili a quelle che vogliamo ottenere nella pratica. Il vantaggio da sfruttare in questo senso è che il materiale per eseguire test non manca.

La strada più semplice è probabilmente avviare una installazione locale con Minikube e seguire il tutorial "ufficiale" per capire come muovere i primi passi tra i container.

Il tutorial è generico e con un raggio d'azione limitato: crea un singolo nodo con container che esegue un'applicazione Node.js. Basta comunque a capire i meccanismi di Kubernetes.

Ora che ci siamo fatti un po' le ossa possiamo passare a esempi più complessi in cui non c'è un solo container ma, come nella realtà, diversi container che insieme realizzano un'applicazione.

In questo modo possiamo familiarizzare con i concetti più evoluti della piattaforma. Anche in questo caso si può restare nell'ambito degli esempi "ufficiali" con una implementazione di WordPress e MySQL usando i container.

Esempi come questo mettono in pratica molti degli elementi che poi caratterizzano le implementazioni reali di Kubernetes.

Alcune delle chart disponibili su Kubeapps

L'idea di installare una piattaforma anche complessa usando una struttura predefinita di container in Kubernetes sorge spontanea.

Infatti esiste un approccio del genere attraverso Helm, un sistema che permette di delineare delle "configurazioni" (chart) di Kubernetes apposta per attivare ambienti specifici. Molte chart sono disponibili attraverso Kubeapps.

Quando abbiamo fatto abbastanza pratica con Kubernetes conviene esplorare il modo in cui la piattaforma di gestione dei container viene vista e gestita da framework di livello più alto che si occupano più ampiamente di infrastructure management.

Questi tool, come ad esempio Puppet, hanno una visione più estesa e possono passare attraverso Kubernetes per definire in maniera programmatica come attivare e disattivare container nel tempo. Ciascuno ha le sue specificità, tra cui proprio un livello diverso di dialogo con Kubernetes.

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