Per attivare un sistema di IoT industriale serve un cloud ibrido

Un aspetto essenziale per l’utilizzo di tecnologie di IoT industriale sono i servizi di connettività e di banda larga. Affrontare la questione è uno step assolutamente necessario, dato che rigurdano il fattore che abilita tutte le tecnologie della trasformazione digitale.

Allo scopo ci siamo fatti aiutare da Cristina Crucini, Marketing Manager Italy, Cee, Spain di Interoute, per approfondire i temi centrali da afforntare in vista di un percorso verso l'industrial IoT.

Cristina Crucini di Interoute

Quali sono gli elementi che consentono di implementare una infrastruttura IIOT?

Come ormai è noto, l’IoT rappresenta una rivoluzione per l’industria ed è da molti considerato il propulsore della quarta rivoluzione industriale. La digitalizzazione è un pre-requisito per l’industry 4.0 e richiede certamente delle infrastrutture ICT adeguate allo scopo, ma soprattutto delle reti adeguatamente dimensionate e scalabili. Infatti l’esplosione del numero dei sensori, dei dispositivi di comunicazione e controllo generano un impressionante volume di dati (che si prevede in continua crescita) che necessitano di un’infrastruttura di rete capace di garantirne la trasmissione rapida ed efficace. A questo si deve aggiungere un’integrazione con un cloud sicuro e flessibile per tutti gli aspetti di immagazzinamento e processing così come della gestione di un numero crescente di applicazioni.

A quali aziende deve interessare l'IoT industriale?

Si tratta di un fenomeno prettamente legato al manufacturing ma tutte le aziende alla ricerca di maggiore efficienza e produttività sono sensibili al tema, solo in Italia ci sono casi recenti famosi ad esempio nell’industria alimentare. Secondo un’analisi di Accenture l’IIoT potrebbe aggiungere entro il 2030 all’economia globale 14,2 bilioni di dollari (Accenture, Winning with the Industrial Internet of Things), una cifra che testimonia l’interesse dei potenziali adottatori di questa tecnologia.

Cosa devono fare le aziende delle infrastrutture esistenti?

Le infrastrutture esistenti vanno integrate con le nuove in ogni caso dove questo è possibile, il contrario rappresenterebbe un ostacolo per lo sviluppo dell’IIOT. Un recente studio commissionato da Interoute che ha raccolto le risposte di 820 CIO in Europa (Italia inclusa) ha dato un risultato molto chiaro su questo. Per il 55% dei rispondenti l’integrazione di tecnologie legacy con i nuovi modelli rappresenta una priorità (e in Italia lo è per il 40% degli intervistati, il dato più alto in Europa). Le aziende sono consapevoli del fatto che dovranno cambiare ma stanno cercando di decidere autonomamente la migliore opzione tra quelle disponibili per ogni singola applicazione o servizio che devono migrare in cloud o comunque rivedere in ottica di digital tranformation.

Quale tipo di cloud devono scegliere per fare IIOT?

Sulla base della domanda precedente partire da una soluzione di cloud ibrido rappresenta il compromesso ideale per una veloce implementazione delle nuove tecnologie. Un modello di cloud ibrido consente alle aziende di mantenere il controllo della propria trasformazione digitale soprattutto in ambiti delicati che impattano sulla sicurezza dei dati, o sugli applicativi core delle aziende, mantenendo allo stesso tempo il controllo dei costi. In questo ambito specifico, la nostra ricerca ha evidenziato un altro aspetto interessante. Per l’89% dei CIO intervistati un fattore chiave è la prossimità fisica delle applicazioni che spostano in cloud sia all’azienda che soprattutto agli utenti finali. È risaputo che la prossimità dell’applicazione garantisce una migliore experience, in termini di tempi di riposta ad esempio, per chi la usa. Le aziende sembrano aver capito che la performance del cloud dipende molto dalla performance della rete che utilizzano per accedere al cloud stesso, e per il 92% del nostro campione è fondamentale che il cloud e la rete siano totalmente integrati.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche iscriviti alla newsletter gratuita.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here