Innovazione digitale: in Italia è l’ora della consapevolezza

Catti_Paolo_Politecnico_MilanoIl conto alla rovescia è iniziato. Secondo le disposizione del Dl n.66 del 24 aprile 2014, entro il prossimo 31 marzo, anche la Pubblica amministrazione Locale del nostro Paese sarà obbligata a ricevere, e di conseguenza a pagare, fatture esclusivamente presentate in formato elettronico.

Ma come recentemente ricordato da Paolo Catti, responsabile della Ricerca degli Osservatori Mobile Enterprise e Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione del Politecnico di Milano, l’estinzione della fattura cartacea innescata dal “Decreto Irpef” potrebbe condurre a ben altro.

Per quanto a oggi orientato solo sulle fatture dirette alla Pa, l’obbligo di digitalizzazione della fattura riguarda un documento centrale nei processi di business anche delle imprese.
La fattura, come sottolineato da Catti è, infatti, un documento soggetto a regole chiare di conservazione, che chiude il ciclo logistico-commerciale e apre quello amministrativo-contabile. Al suo interno sono riportate le informazioni della relazione di business che si è sviluppata a monte, in merito a ordini, conferme d’ordine, documenti di trasporto o bolle, e attivate le procedure a valle di pagamento. Infine, rappresenta un documento su cui è opportuno procedere alle verifiche di incasso e con cui è possibile richiedere anticipi finanziari.

Da qui la constatazione di come l’insieme di norme e principi che regolano la fatturazione elettronica verso la Pubblica amministrazione dovrebbe convincere le imprese che forniscono la Pa italiana a spingersi oltre affrontando, ad esempio, la gestione dell’archivio digitale, con la conservazione prima dell’attivo e poi del passivo.

Ma non solo.
Per il docente della School of Management del Politecnico di Milano, una volta appreso come inviare in formato elettronico strutturato la fattura, le imprese dovrebbero dotarsi anche di soluzioni per ricevere ordini digitali e per emettere nel medesimo formato anche conferme d’ordine, documenti di trasporto e stati di avanzamento dei lavorida allineare e riconciliare in elettronico con la controparte, integrando in un flusso concatenato la stessa fattura elettronica che, in quanto tale, può poi essere gestita attraverso canali più semplici per l’accesso al credito e la verifica degli incassi”.

Cosa impedisca agli attuali circa due milioni di fornitori della Pa italiana di estendere il modello che prevede la trasmissione dell’Xml firmato e la relativa conservazione digitale a tutte le fatture emesse anche verso altre organizzazioni private non è chiaro.
Ad essere chiari, per Catti, sono, invece, i benefici estendibili, lato emittente, a tutti i documenti fiscali o, per lo meno, a quelli principalmente coinvolti nel ciclo attivo uniformando, di fatto, il processo di fatturazione.
Lato ricevente, infine, significherebbe avere in ingresso file Xml strutturati, decisamente più facili da registrare e inserire a sistema.

Il percorso per recuperare efficienza e incrementare la produttività per modificare la consapevolezza del valore dell’innovazione digitale nel nostro Paese potrebbe proprio partire da qui.

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