Ibm scommette sui distretti e sulle Pmi

L’occhio attento ai distretti industriali e il portafoglio prodotti sempre più integrato nella proposta SmarTeam

Per Ibm il 2002 sarà l’anno delle piccole e medie imprese. E per la precisione sarà l’anno in cui le pmi consacreranno il passaggio dalla tecnologia alle soluzioni. Con queste due convinzioni di fondo Ibm si appresta a inaugurare una serie di iniziative strategiche, di annunci, di attività promozionali volte a rafforzare la propria presenza su questo segmento.

La chiave di volta di questo processo si chiama Business Partner, ovvero tutta la rete di Var, software house, system integrator e partner in genere che progettano e costruiscono soluzioni per le Pmi. Attraverso l’architettura di questa rete di partnership Ibm si propone di raggiungere tutta quella fittissima rete di piccole e medie aziende che esprimono una domanda di Information Technology in crescita e che necessitano però non più di tecnologia ma di soluzioni, soluzioni e ancora soluzioni.
Lo ripete Andrea Gambetti, già direttore del business Pmi per Ibm Italia e ora incaricato di seguire l’area dei mercati emergenti a livello europeo, che ricorda i dati di una ricerca effettuata sul mondo delle piccole e medie imprese dalla quale emerge che nel 2000 la spesa It delle pmi era equamente divisa tra tecnologie e soluzioni, ma già nel 2001 si era manifestata una forte tendenza con le soluzioni che pesavano per un 75%. Trend destinato a proseguire e ad accelerare anche nel 2002.

“Non va poi dimenticato – aggiunge Gambetti – che un importantissimo numero di piccole e medie imprese operano in un contesto di distretto industriale dove la presenza in rete sia intesa a livello di partnership sia a livello di “connettività” supportata da soluzioni adeguate è determinante per accrescere il valore competitivo di ciascuna singola impresa e del distretto nel suo complesso”.

Ma di cosa hanno bisogno le Pmi secondo Ibm? Risponde Gianluca Gonella che mette subito l’accento sul tema del Plm ovvero Product lifecycle management. “Il Plm può diventare per le piccole e medie imprese il trampolino di lancio per accelerare la competitività d’impresa senza perdere di vista il business tradizionale. Basti pensare che nelle Pmi il valore è “guidato” dal prodotto per una quota prossima all’85%. Ovvero le varie componenti: come product quality, servizio e riparazione, installazione, vendita, rappresentano la stragrande maggioranza del valore del prodotto stesso e tutte le informazioni relative a queste voci vanno a comporre per l’appunto il product lifecycle management. Disporre di strumenti che permettono, ad esempio, di effettuare proiezioni virtuali, ma realistiche, su nuovi prodotti o su nuovi impianti produttivi permette di minimizzare tutti i costi relativi agli interventi di modifica delle imperfezioni o di razionalizzare correttamente le attività relative alla manutenzione e all’assistenza. Creando nuovo valore sia per l’impresa produttrice sia per quella cliente”.

In sostanza Ibm vede il Plm come il quarto elemento sul quale si appoggia l’intelligenza informativa di una impresa: l’Erp (Enterprise resource planning), l’Scm (Supply chain management), Crm (customer relation management) e appunto il Product lifecycle management. Un piano certamente ambizioso in considerazione delle risorse e delle possibilità di investimento delle Pmi e che dovrà far riferimento al ruolo determinante dei Business Partner, che dovranno mettere a disposizione i prodotti ma più ancora la cultura e le competenze per sfruttare queste opportunità. Inoltre sarà determinante il ruolo svolto dalle associazioni di categoria e dalle logiche di “distretto”. Appare chiaro che il Plm nudo e crudo calato nella realtà di una singola piccola o media impresa rischia di essere fuori portata. Al contrario se questa opportunità viene calata in un contesto di distretto industriale ecco che cambia la prospettiva e il livello di accessibilità.

Ma quali sono poi i prodotti e i tool che trasformano il Plm in realtà? Se come è vero le pmi rappresentano una vera e propria costellazione di realtà tra loro estremamente eterogenee le risposte devono essere molteplici e interoperative. Ecco che Ibm ha disegnato una vera e propria costellazione di prodotti e soluzioni che costituiscono l’universo di SmarTeam con tutti i satelliti più importanti. A partire da quelli legati ai fornitori a quelli per le filiali, a quelli ancora per i clienti.

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