GrowITup: 7 settori per promuovere la open innovation italiana

È un percorso in più tappe quello che ha portato, con l’inizio del merse di luglio, al varo ufficiale del programma per l’imprenditoria innovativa GrowITUp.
L’annuncio dell’iniziativa era stato dato il 12 novembre scorso da Carlo Purassanta, amministratore delegato di Microsoft Italia, in occasione della visita in Italia del Ceo Satya Nadella.
Due mesi fa il secondo, importante passaggio: trovare casa a GrowITUp. In questa occasione, oltre alla scelta della sede in Base Milano, gli spazi milanesi che un temo furono sede di Ansaldo e che oggi si stanno trasformando in una fucina di innovazione, anche l’annuncio della collaborazione con Fondazione Cariplo e con Cariplo Factory.
Ora il via ufficiale.

Chi è già a bordo

10 milioni di euro in tre anni, è l’investimento previsto.
A bordo, oltre a Microsoft e Fondazione Cariplo, sono già saliti Alpitour, Barilla, Enel, Generali, l’Innovation Center di Intesa Sanpaolo, New Holland Agriculture, Technogym, insieme ad Accenture, Avanade e Hewlett Packard Enterprise, che fungono da partner tecnologici, Quadrivio, Invitalia Ventures, Assolombarda e le Business Schools del Politecnico di Milano e dell’Università LUISS – Guido Carli.

Spiega Carlo Purassanta: “Con GrowITup ci muoviamo lungo cinque principi chiave:
- attrarre e mantenere i talenti imprenditoriali italiani
- promuovere la open innovation facendo incontrare aziende ben affermare e nuovi attori
- far crescere e facilitare gli investimenti nelle startup da parte di venture capital sia italiani sia internazionali
- aiutare le startup a crescere con progetti più importanti e internazionali
- creare occupazione, creare una nuova e più attraente percezione dell’ecosistema italiano delle startup, promuovendo nel contempo la digital transformation nel Paese”.

Sette settori di focalizzazione

Gli obiettivi sono chiari: nei tre anni creare 10.000 posti di lavoro
Seguendo le indicazioni di Satya Nadella, che a suo tempo aveva invitato a identificare i settori sui quali indirizzare questi progetti di open innovation, per GrowITup ne sono stati tracciati sette, considerati chiave per il nostro sistema-Paese: Manufacturing, Fashion & Design, Turismo, Food & Agricolture, Energia, Servizi finanziari, Salute.
E visti i sette ambiti, si spiega automaticamente la presenza di partner come Alpitour, come Barilla, come New Holland, come Enel o ancora come Quadrivio e Technogym.
Non saranno i soli, visto che l’obiettivo è arrivare a una ventina di partner a bordo e a una trentina entro un anno.
Non di più”, spiega Purassanta, che parla della necessità di non sovraffollare l’iniziativa.

Focus sul Business to Business

GrowITup spinge su un modello di fortissima collaborazione tra il sistema delle imprese, quello della formazione e le startup, alle quali non verranno chieste né equity né fee: “L’iniziativa è finanziata in toto”.
Il focus sarà sul Business to Business e la selezione delle startup avverrà, come spiegano i promotori, “sulla base della corrispondenza del loro focus di business con la trasformazione digitale che avverrà nei sette settori indirizzati”.
A guidare l’iniziativa, Anders Nilsson, già direttore Innovazione di Microsoft Italia, ed Enrico Noseda, già responsabile delle Partnerships di Skype a livello globale.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche iscriviti alla newsletter gratuita.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here