Entro il 2010 1,3 miliardi di pc nel mondo

Lo dice Forrester Reasearch, che analizza il diverso tasso di crescita tra i mercati maturi e quelli emergenti. E trova una chiave di lettura anche per Ibm.

E' interessante l'ultimo scenario presentato da Forrester
Research
sul mercato dei pc mondiale.
Secondo la società di analisi,
entro il 2010 il numero dei personal computer in uso dovrebbe praticamente
raddoppiare rispetto alla situazione attuale, passando dagli attuali 575 milioni
a oltre 1,3 miliardi di unità.
Con una serie di variabili non da poco sulla
ripartizione che questo parco installato finirà per avere.
Nel periodo in
esame, i mercati maturi come Stati Uniti, Europa Occidentale e regioni dell'Asia
Pacifico aggiungeranno circa 150 milioni di nuove macchine al loro parco.
I
restanti 566 milioni di nuovi pc, di converso, sono tutti destinati ai mercati
emergenti.
Ed è in questo scenario che Forrester spiega anche la decisione di
Ibm di creare una forte alleanza con Lenovo.
Secondo la società di ricerca,
sui mercati emergenti, per i quali si prevede un tasso medio di crescita vicino
al 31% l'anno, i big player come Hp e Dell finiranno per dover competere non
tanto l'una contro l'altra, quanto piuttosto contro i produttori locali in
qualche caso molto ben posizionati e non
facilmente scalzabili.
Ed è evidente, di conseguenza, che la mossa di
Ibm potrebbe senza troppa forzatura essere letta come precisa volontà di essere
già presente in una delle aree a maggiore potenzialità di espansione. Non a
caso per la Cina si parla di 178 milioni di nuovi utenti entro il 2010, laddove
l'India ne dovrebbe garantire circa 80 milioni e l'Indonesia 40 milioni.
Bene
per Ibm, ma bene anche per Linux, visto che secondo Forrester molti dei
produttori locali si indirizzeranno verso l'open source, da un lato perchè non
vincolati da particolari legami con Microsoft, dall'altro per riuscire a
mantenere i prezzi più bassi sui loro mercati di
riferimento.

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