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Zoom, lo smart working, la comunicazione e l’efficienza

Le 30 applicazioni essenziali

Orientarsi nel mare di app non è un’impresa facile. A volte addirittura così laboriosa da indurre a rinunciare anche quando si parla di un’esigenza di lavoro. Eppure, a differenza di quelle per giocare o per il tempo libero, trovare le soluzioni giuste per la propria aziende è un’operazione ormai imprescindibile per garantire la flessibilità e la reattività dettate dagli scenari attuali. Per questo, abbiamo pensato di passare in rassegna i cataloghi di app alla ricerca di trenta tra le quali trovare l’indispensabile per la propria azienda.

La capacità di cogliere per primi l’improvviso picco di attenzione nei confronti dello smart working ha permesso a Zoom di moltiplicare nel giro di pochi giorni il proprio bacino di utenza. Frutto anche dell’intuizione di mettere a disposizione gratuita di scuole e università una versione gratuita del proprio pacchetto di videoconferenza, nato per gli ambienti aziendali e tutt’ora tra i più apprezzati.

Zoom ha fatto uno dei propri punti di forza anche l’indipendenza della propria soluzione dagli altri principali fornitori di software, a partire da Google e Microsoft, per chi vuole limitare l’attenzione alla comunicazione e collaborazione multicanale online.

Non solo videconferenza

In realtà, anche se conosciuta principalmente proprio per il modulo di videoconferenza, l’offerta Zoom è decisamente più ampia. Si spazia infatti dalle semplici chat all’organizzazione di ambienti di lavoro virtuali, fino all’organizzazione di webinar o allestimento di marketplace.

Meetings è probabilmente il modulo più utilizzato, quello dedicato appunto alla collaborazione e comunicazione. La platea può arrivare a mille partecipanti, 49 dei quali visibili direttamente sul monitor.

Se non è strettamente indispensabile collegarsi via video, è comunque disponibile anche la semplice chat di gruppo, con cronologia dove eseguire ricerche, condivisione file integrata e archiviazione per dieci anni.

Di serie, naturalmente, tutte le funzioni accessorie del caso. Più partecipanti possono infatti condividere i propri schermi contemporaneamente ed eseguire annotazioni congiunte. Le riunioni possono essere registrate in locale o su cloud, con trascrizioni dalle quali successivamente all’occorrenza è possibile eseguire ricerche.

Integrato anche il calendario, con il supporto per la pianificazione o avvio di riunioni anche da Outlook, Gmail o iCal.

Il nodo sicurezza non intacca il successo

Più delicato il discorso relativo alla sicurezza. Zoom oggi garantisce crittografia end-to-end per tutte le riunioni, impostazioni degli utenti basata sui ruoli, protezione delle password, sale d’attesa e messa in attesa degli spettatori. La scorse primavera però, la repentina crescita nel numero di utenti ha messo in luce diverse lacune.

Nonostante tutto, nel 2020 si è rivelata la quinta app per numero di download in versione mobile, scaricata da 477 milioni di utenti.

Il pacchetto base per organizzare una riunione personale alla quale invitare fino a cento partecipanti, con un limite di 40 minuti a meno che sia in modalità 1:1, resta gratuito.

Al crescere della partecipazione, diminuendo i limiti operativi e aumentando le funzionalità accessorie, il canone varia tra 139,90 euro e 223,20 euro all’anno. In più, da considerare sovrapprezzi per opzioni come audio conferenze, archiviazione in cloud e platea superiore alle 500 persone.

 

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