Web Services Tutorial – Lezione 3

Vediamo ora come sviluppare i Web Services.

Quando parliamo di sviluppo di Web Services, intendiamo in genere l’apertura al mondo web di applicazioni già esistenti presso l’azienda, che si vogliono rendere disponibili all’esterno, oppure internamente ma con una nuova interfaccia (tipicamente la Intranet aziendale).

Prima di esaminare in dettaglio le linee guida di uno sviluppo di Web Services, ricordiamo come la natura XML rende questo sviluppo indipendente da piattaforma, linguaggio o architettura (J2EE o .NET) di riferimento.

Per rendere le applicazioni web services based, si deve innanzi tutto adottare un approccio service-oriented, vale a dire occorre scomporre la logica applicativa in componenti indipendenti (data access layer – business logic – presentation layer) e riutilizzabili in contesti distribuiti, combinati con altri componenti. A tale scopo occorre interfacciare la logica applicativa (business logic) delle applicazioni, e successivamente ‘wrappare’ queste funzionalità applicative in servizi riutilizzabili e interrogabili via XML, generando le necessarie interfacce SOAP: queste vanno poi descritte in un file WSDL, del quale parleremo diffusamente nel prossimo capitolo. (Alcuni vendor propongono dei software appositi che automatizzano sia il wrapping che la produzione del documento WSDL).

Una volta definiti e descritti i servizi web, occorre renderli interrogabili e interoperabili con l’esterno, tramite un server dedicato: le architetture di riferimento attualmente disponibili sono J2EE/EJB (tipicamente Unix e Windows) e Microsoft .NET (Windows); per applicazioni legacy (es Mainframe) potrebbe essere inoltre necessario connetterle con il server di riferimento (tramite la scrittura di software o utilizzando prodotti middleware).

I web services così implementati possono essere resi a disposizione ‘pubblicandoli’ su un apposito archivio (pubblico o privato), denominato UDDI registry, in cui descriviamo da un punto di vista di business e tecnico (fornendo l’interfaccia tramite tracciato WSDL) i servizi forniti.

A questo punto, occorre solamente costruire un client che possa sfruttare i servizi: a tale scopo, una volta recepito il tracciato WSDL di riferimento – o perché fornito direttamente, oppure a seguito di un’interrogazione ad un registro UDDI – si costruisce l’interfaccia applicativa (presentation layer) di front-end. Anche in questo caso, siamo indipendenti dal linguaggio di sviluppo utilizzato; sul mercato ci sono vari tool che si possono utilizzare per aiutarci nello sviluppo. Questo semplice sviluppo di client sarà fatto nel medesimo modo da chiunque (interno o esterno) voglia interfacciarsi ai nostri servizi.

Il cerchio è dunque completo: il client, tramite XML e l’architettura scelta, si interfaccia con il server via SOAP e invoca la corretta procedura, ricevendo la corretta risposta.

Per sviluppare web services ex-novo con la produzione di nuove applicazioni, occorrerà sviluppare le applicazioni/servizi direttamente come componenti nell’architettura di riferimento (es. come EJB se J2EE): dopo di che, la sequenza di azioni è la stessa mostrata precedentemente.

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