Vultr rafforza il cloud per gli agenti AI con microVM, controllo degli accessi e cluster CPU-GPU

L’esecuzione degli agenti AI nelle infrastrutture aziendali richiede risorse di calcolo eterogenee, ambienti isolati nei quali eseguire codice e strumenti di controllo che permettano di stabilire quali operazioni ogni agente sia autorizzato a compiere. Il nuovo aggiornamento della piattaforma Vultr amplia le funzionalità di gestione delle identità, provisioning dei cluster, storage e connettività per supportare applicazioni di intelligenza artificiale destinate agli ambienti di produzione.

Le novità comprendono componenti già disponibili e funzionalità il cui rilascio è previsto prossimamente. Vultr, fornitore statunitense di infrastrutture cloud, propone un’alternativa ai grandi hyperscaler e ai fornitori specializzati di capacità GPU attraverso una piattaforma che combina processori CPU e GPU, servizi gestiti, tecnologie open source e strumenti di sicurezza.

Le imprese possono scegliere risorse hardware, modelli AI e componenti software in funzione delle applicazioni, limitando le dipendenze da tecnologie proprietarie. La flessibilità infrastrutturale assume particolare importanza per i sistemi agentici, nei quali l’inferenza dei modelli linguistici rappresenta soltanto una parte delle risorse necessarie al funzionamento dell’applicazione.

Agenti AI: CPU, GPU e ambienti di esecuzione isolati

Un’applicazione basata su agenti AI utilizza generalmente le GPU per eseguire i modelli che interpretano le richieste, elaborano informazioni e contribuiscono a determinare le azioni successive. L’esecuzione di queste azioni coinvolge numerosi altri componenti, tra cui CPU, memoria, storage, servizi di rete e sistemi di orchestrazione.

Gli agenti possono generare ed eseguire codice, interrogare database, utilizzare browser, richiamare API o interagire con applicazioni aziendali. Queste operazioni richiedono ambienti controllati, soprattutto quando vengono eseguite autonomamente e con privilegi di accesso a dati o sistemi di produzione.

Le istanze VX1 Cloud Compute, basate su processori CPU di ultima generazione e dotate di supporto alla virtualizzazione da parte del cliente, consentono di creare microVM isolate per l’esecuzione degli agenti AI.

Le microVM sono macchine virtuali leggere che utilizzano l’isolamento della virtualizzazione hardware, mantenendo tempi di avvio e consumi di risorse contenuti. Rispetto all’esecuzione di codice direttamente all’interno di un processo applicativo, permettono di separare gli ambienti nei quali operano gli agenti, riducendo le possibilità che un’operazione comprometta altri componenti dell’infrastruttura.

Il supporto offerto da VX1 consente alle imprese di utilizzare ambienti isolati nei quali gli agenti possono sviluppare, verificare ed eseguire le proprie operazioni, mantenendo separati i relativi contesti di esecuzione. L’isolamento deve comunque essere accompagnato da controlli sui privilegi, sulle comunicazioni di rete e sull’accesso alle informazioni.

Cluster CPU e GPU configurabili senza interventi manuali

La piattaforma Vultr Clusters permette di creare cluster CPU e GPU attraverso un servizio self-service, con risorse configurabili in funzione delle esigenze applicative.

Una nuova interfaccia della console Vultr, disponibile prossimamente, semplificherà il provisioning e la modifica dei cluster, consentendo di adeguare più rapidamente le risorse alle variazioni dei carichi di lavoro.

Per le applicazioni agentiche, la possibilità di dimensionare separatamente CPU e GPU ha conseguenze anche economiche. L’esecuzione dei modelli AI può richiedere acceleratori particolarmente costosi, mentre orchestrazione, gestione delle richieste ed esecuzione degli strumenti utilizzati dagli agenti possono essere affidate a risorse CPU.

Distribuire questi componenti su infrastrutture differenti permette di dimensionare ciascuna parte del sistema in funzione del carico effettivo, senza destinare GPU a operazioni che non richiedono accelerazione.

La piattaforma comprende acceleratori NVIDIA e AMD, istanze cloud CPU, Kubernetes gestito, database, networking e servizi di storage. Le aziende possono costruire architetture che combinano risorse differenti, utilizzando strumenti di orchestrazione e automazione già diffusi negli ambienti enterprise.

Storage avviabile e clonazione delle istanze per distribuire rapidamente gli ambienti AI

Le istanze Vultr VX1 supportano già l’avvio sia dallo storage locale sia da volumi Vultr Block Storage. Questi ultimi possono essere mantenuti anche dopo la dismissione dell’istanza, consentendo di conservare il sistema operativo e la configurazione dell’ambiente.

La clonazione rapida dei volumi di avvio, prevista prossimamente, permetterà di creare più istanze a partire da un’immagine precedentemente configurata. La stessa funzionalità sarà estesa alle istanze Vultr Cloud GPU, rendendo possibile distribuire cluster GPU virtualizzati utilizzando immagini già preparate e verificate.

Lo storage locale delle istanze GPU rimarrà disponibile come scratch space, cioè spazio temporaneo destinato ai dati intermedi elaborati durante l’esecuzione dei carichi di lavoro.

Questa architettura è particolarmente utile negli ambienti agentici che richiedono la creazione frequente di nuove istanze, per esempio quando occorre assegnare a ciascun agente un ambiente di esecuzione separato oppure aumentare rapidamente la capacità disponibile in risposta a un incremento delle richieste.

La clonazione consente inoltre di replicare configurazioni software validate, riducendo le differenze tra gli ambienti e semplificando la distribuzione di infrastrutture omogenee.

OAuth, SCIM e audit log per controllare le attività degli agenti AI

La gestione delle identità rappresenta uno degli aspetti più delicati dell’impiego degli agenti AI nelle aziende, perché un sistema autonomo può accedere a informazioni riservate, utilizzare credenziali applicative ed eseguire operazioni sui servizi cloud.

Il sistema Identity and Access Management di Vultr supporta ora OAuth e SCIM, insieme a nuove funzionalità di registrazione e analisi delle attività.

OAuth permette alle applicazioni di autenticarsi attraverso token temporanei e autorizzazioni definite, riducendo la necessità di utilizzare password o chiavi API statiche. Gli amministratori possono registrare le applicazioni OAuth, stabilirne i privilegi attraverso apposite policy e revocarne l’accesso quando necessario.

SCIM (System for Cross-domain Identity Management) facilita invece il provisioning e la gestione centralizzata degli utenti attraverso il sistema di identità aziendale. In combinazione con il Single Sign-On già supportato dalla piattaforma, permette di amministrare l’intero ciclo di vita degli account utilizzando gli strumenti esistenti.

Per gli agenti AI assume particolare importanza la possibilità di applicare autorizzazioni granulari fino al livello delle singole istanze, limitando le risorse e le operazioni accessibili a ciascun soggetto.

Gli amministratori possono così distinguere le attività autorizzate da quelle che richiedono privilegi differenti, applicando il principio del minimo privilegio anche agli accessi utilizzati dai sistemi agentici.

I nuovi Vultr Audit Logs registrano le attività degli utenti e degli agenti, comprese autenticazioni, interazioni con la console e richieste API.

I registri permettono di ricostruire le modifiche apportate alle risorse, analizzare gli accessi e individuare operazioni potenzialmente anomale. È prevista la conservazione dei log fino a 10 anni, con costi che dipendono dal volume dei dati conservati e una tariffa iniziale di acquisizione.

La tracciabilità delle operazioni è essenziale quando un agente può intervenire autonomamente sull’infrastruttura: conoscere quali risorse siano state utilizzate, quali richieste siano state eseguite e attraverso quali credenziali permette di effettuare verifiche di sicurezza e ricostruire eventuali incidenti.

VPN gestite per collegare gli agenti ai sistemi aziendali

Il nuovo servizio Vultr Cloud VPN, disponibile prossimamente, consentirà di creare connessioni protette attraverso Internet tra i carichi di lavoro ospitati sulla piattaforma e altre infrastrutture, comprese reti aziendali, dispositivi degli utenti e servizi distribuiti presso altri fornitori cloud.

I collegamenti privati gestiti sono particolarmente utili per le applicazioni agentiche che devono interrogare sistemi aziendali esistenti, utilizzare database interni o interagire con applicazioni che non possono essere esposte direttamente su Internet.

Le connessioni VPN permettono di realizzare architetture ibride e multicloud mantenendo il traffico protetto durante il transito sulla rete pubblica.

Per il traffico in uscita è prevista una tariffa di 0,01 dollari per GB dopo l’esaurimento delle quote gratuite associate alle singole istanze.

Modelli open-weight e infrastrutture indipendenti dai singoli fornitori AI

L’infrastruttura Vultr consente di utilizzare modelli open-weight, i cui pesi possono essere distribuiti ed eseguiti su sistemi controllati direttamente dalle aziende, nel rispetto delle relative licenze.

Rispetto all’utilizzo esclusivo di API di modelli proprietari, questa possibilità offre un maggiore controllo sulla collocazione dei dati, sulle configurazioni di inferenza e sui costi operativi.

Le aziende possono scegliere modelli differenti in funzione delle esigenze di qualità, latenza e consumo di risorse, eventualmente distribuendo le richieste tra modelli specializzati per attività specifiche.

La flessibilità del livello infrastrutturale permette inoltre di evitare che le applicazioni dipendano eccessivamente da un singolo modello linguistico, considerando la rapidità con cui evolvono le prestazioni, le architetture e le politiche commerciali dei diversi fornitori.

Il supporto a strumenti Infrastructure as Code come Terraform e Ansible, insieme alle funzionalità di Kubernetes e all’approccio API-first della piattaforma, facilita l’automazione delle configurazioni e la riproducibilità degli ambienti.

L’ecosistema comprende partner per la gestione dei dati, tra cui DDN, NetApp e VAST Data, attraverso la Vultr Cloud Alliance.

Il Vultr Marketplace viene aggiornato con procedure semplificate per la distribuzione delle applicazioni e un’offerta più ampia di soluzioni open source, utilizzabili per costruire infrastrutture AI basate su componenti differenti.

Dalla residenza dei dati alla sovranità digitale

Vultr dispone di 33 regioni cloud distribuite in sei continenti, alle quali si aggiungerà una nuova regione a Chennai, in India. In Europa la rete comprende nove regioni, tra cui Milano, inaugurata nel maggio 2026

La possibilità di scegliere la regione nella quale eseguire applicazioni e conservare dati consente alle organizzazioni di definire architetture coerenti con le proprie esigenze di residenza delle informazioni.

Per le imprese europee, tuttavia, la localizzazione geografica delle risorse rappresenta soltanto uno degli elementi della sovranità digitale, che dipende anche dalla giurisdizione applicabile al fornitore, dalle condizioni contrattuali e dal controllo effettivo sulle chiavi crittografiche e sulle modalità di accesso ai dati.

L’infrastruttura Vultr dispone di certificazioni e attestazioni di conformità a diversi standard, tra cui ISO 27001 e SOC 2, e supporta carichi di lavoro soggetti ai requisiti HIPAA, con strumenti per il controllo degli accessi e la registrazione delle attività.

Supporto tecnico direttamente da Slack

Una nuova applicazione Vultr per Slack, che sarà pubblicata prossimamente nel relativo marketplace, consentirà agli utenti di aprire, aggiornare e gestire i ticket di assistenza direttamente dall’ambiente di collaborazione aziendale, senza accedere separatamente al portale del fornitore.

Sono previste ulteriori funzionalità per l’applicazione, ancora da dettagliare.

L’evoluzione dell’infrastruttura necessaria per le applicazioni agentiche si estende ben oltre la disponibilità di acceleratori GPU. Isolamento degli ambienti, gestione granulare delle autorizzazioni, tracciabilità delle operazioni, provisioning automatizzato e connettività con i sistemi esistenti permettono agli agenti AI di operare all’interno dei processi aziendali mantenendo controllabili risorse, accessi e costi.

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