Veritas ha aperto a Linux

Il produttore statunitense di soluzioni di business continuity apre il capitolo Linux chiamando a raccolta partner come RedHat, Oracle, Ibm e Dell.

Veritas Software ha aperto il fronte Linux delle proprie soluzioni e già c'è chi parla di successo (ovviamente, gli analisti). La società americana ha maturato l'idea che Linux sia un sistema operativo "di prima fascia" equivalente, quindi, alle altre piattaforme per le quali fornisce tool e soluzioni di business continuity (Windows, Unix, con particolare predilezione per Solaris).


Di conseguenza, ha rilasciato una versione Linux del proprio Cluster Server e di ServPoint Nas per Red Hat Advanced Server, insieme a Veritas Foundation Suite e veritas NetBackup.


La scelta di Red hat è frutto del pragmatismo: "abbiamo scelto questa distribuzione perché rappresentativa della principale quota di mercato mondiale in ambito Linux", ha detto il pre-sales manager di Veritas Italia, Mauro Toson. E di Suse e Caldera che ne è?. "Stiamo aspettando - ha continuato Toson - che si delineino più chiaramente i contenuti di United Linux. Dopodiché ci sarà anche il supporto per questa piattaforma".


Veritas ha anche dichiarato di lavorare attorno alla declinazione delle proprie soluzioni di clustering Linux per Oracle 9i Real Application Cluster (rilascio previsto per il 2003) e di estendere anche all'area mainframe (quindi zSeries) del supporto Linux per i server Ibm.


Sempre in ambito Linux, con Dell ha certificato tutti i server destinati a operare con RedHat Advanced Server e la Veritas Foundation Suite.


A questo punto viene da chiedersi che cosa ne sarà del mercato Windows di Veritas. "Non è un problema, continua come prima e più di prima" ha risposto Toson, chiudendo con una metafora -. Noi siamo la Svizzera dell'information technology".

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