Var Group: la parola ai business case

cloud mobilityÈ una Var Group fresca di un nuovo accordo per rilanciare la partnership storica con Microsoft Italia quella che, in occasione dell’annuale Convention a Cervia (Ra), ha scelto di dare la parola ai clienti finali.
Non prima, però, di aver portato all’attenzione con Massimiliano Ortalli, direttore partner Microsoft, «l’accordo per investire nei servizi cloud dell’azienda di Redmond per integrare i propri servizi datacenter, in particolare sia nella piattaforma tecnologia Azure ma anche verso il software as a Service con Office 365 e Crm Online».

Obiettivo: approcciare la media impresa, target di elezione del network di Var Group che, «dopo aver sfruttando nel passato la spinta commerciale delle multinazionali in grado di dettare strategie complete, si è evoluta diventando interlocutore privilegiato di quel mercato intermedio dal quale le Ibm e le Hp del caso si sono ritirate».
Ad affermarlo è lo stesso Giovanni Moriani, presidente di Var Group, al quale, però, Paolo Degl’Innocenti, vice president Software Group, Ibm, risponde che «per essere protagonisti nell’It del 2015 e a venire parlando di cloud, digital e di sicurezza occorrono miliardi di dollari di investimento. Perché – precisa – nessun system integrator può essere di successo se a fianco non ha un partner in grado, nel lungo periodo, di mettere a disposizione, come fattori abilitanti nei progetti rivolti ai clienti, soluzioni e skill per anticipare il mercato».

Ma tant’è.
Nella formula “soluzioni, partner, clienti” in scena a Cervia (Ra), il binomio tecnologia-supporto/consulenza è quanto di più apprezzato dai clienti poteva esserci «perché non è di scatole ma di relazioni che stiamo parlando» ricorda Francesca Moriani, ad di Var Group, sottolineando come «anche le soluzioni più innovative vanno personalizzate in base alle esigenze delle singole aziende».
Il rimando, in qualità di fornitore di consulenza sul territorio «svincolato da quanto accade in casa dei vendor», è a «Ibm che ha venduto a Lenovo i server X86, ad Hp che ha splittato in due l’azienda, a Ricoh Italia che ha comprato Npo Sistemi, mentre Hitachi ha fatto sua Cbt».

A pagare, sempre per Moriani, l’adeguamento della conoscenza It di Var Group in sicurezza e servizi gestiti e gli investimenti nel cloud, ibrido in primis, «per affiancare il nuovo al tradizionale facendo leva sia sull’utilizzo del datacenter di Empoli, sia sull’offerta di cloud pubblico offerto da Microsoft e Ibm, anche per accompagnare i clienti nella loro internazionalizzazione».

È vero per La Marzocco, produttore su commessa di macchine per caffè espresso per il canale professionale, passata da 25 dipendenti e 7 milioni di euro fatturati nel 2009 a una forza lavoro di 120 persone, con 40 milioni di euro fatturati nel 2014 in 90 mercati seguiti inaugurando sei filiali sparse nel mondo. «La svolta internazionale – spiega Massimiliano Valente, Cio della società fiorentinaè coincisa con la scelta di cambiare, nel 2011, il gestionale interno optando per Sap Erp, che meglio si adattava alle nostre esigenze di crescita». Da qui la decisione di optare per un partner, Var Group, «più affidabile e vicino a noi da tutti i punti di vista».

Ci ha creduto anche Fiscatech, realtà internazionale nata negli Anni 50 nel settore della calzatura e pelletteria, che ha scelto di portare in cloud tutti i sistemi informativi sviluppando un progetto di Business analytic su piattaforma Ibm Cognos per avere informazioni e dati aggiornati in tempo reale per intervenire in processi critici, come acquisti e produzione, al fine di mantenere sotto controllo efficienza degli impianti, consumi delle materie prime e scarti, che hanno un’influenza diretta sugli articoli tecnici prodotti.

La dimostrazione che esistono, poi, spazi per progetti specifici arriva da Massimo Domenichini, Ict manager Ds Smith Packaging Italia, in cerca, nei primi Anni 90, di un prodotto per automatizzare la produzione di scatole di cartone ottimizzando gli scarti. «La soluzione è arrivata dall’Università di Pavia – spiega –, poi evolutasi con Sirio Informatica Sistemi, per integrarsi con il nostro Erp aziendale in chiave consulenziale, ben al di là della sola applicazione».

Per Askoll, invece, che negli ultimi due anni è passata dallo sviluppo di soluzioni in ambito motoristico per l’industria del bianco allo sviluppo di una gamma di veicoli elettrici e, a breve, anche di una minicar per la mobilità del futuro, il progetto di espansione su scala nazionale di un centinaio di punti vendita monomarca, in fase di realizzazione, ha portato il responsabile It di Askoll, Mauro Longin, a scegliere Var Group.
«Dopo aver scartato soluzioni tradizionali fatte di server e giornate-consulenza, abbiamo optato – spiega – per chi ci proponeva una soluzione sostanzialmente in cloud ma in grado di funzionare anche offline, con tempi di progetto rispettati e un’interfaccia in grado di incontrare i gusti anche dei retailer che l’hanno sperimentata».

A sua volta, come sottolineato da Francesco Orlando, It manager della realtà dedita alla distribuzione di materiale elettrico Mef, il progetto di social business realizzato con Ibm e Var Group per il corretto scambio delle informazioni «ha permesso di dare valore alle competenze e alle conoscenze dei nostri 500 dipendenti, mentre le app e le piattaforme Ibm Connections consentono alla società da 30mila prodotti gestiti all’anno di fornire supporto dedicato a tutti gli utenti».

Un pensiero condiviso da Antonio Roncaglia, It manager di Vm Motori, realtà che per rispondere alla necessità del dipartimento finance di terminare le chiusure contabili in tempi più stretti, ha dato vita con le tecnologie Ibm e il supporto di Var Group a un progetto di Business intelligence per riclassificare i dati contabili provenienti dal sistema Erp in uso, ottenendo chiusure del periodo entro il terzo giorno lavorativo. In ambito world class manufacturing, il progetto di Business analytic approntato raccogliendo tutti i dati granulari presenti all’interno dello stabilimento in modo disomogeneo ha, invece, portato a una riduzione del 40% dei costi di manodopera del prodotto finito.

Di risparmio, questa volta attraverso un progetto di managed print service firmati Hp con supporto di Var Group nella fase di progettazione e prevendita, ha, invece, parlato Bormioli Rocco che, definito assessment e ottimizzazione del parco macchine, ha installato un centinaio di dispositivi Hp nella sede centrale di Fidenza (Pr), e altrettanti nei 9 stabilimenti produttivi sul territorio. Tra i benefici ottenuti con i prodotti Hp, una riduzione dei costi energetici di circa il 30%, mentre i managed service Var Group hanno permesso un’ulteriore decremento della spesa del 20%, in termini di gestione del parco stampanti, che ha portato a liberare una risorsa del personale It da dedicare a progetti più in linea con il core business della realtà vetraia.

Infine, dove la continuità del servizio ha l’assoluta priorità, spicca il progetto di security in full outsourcing approntato da Var Yarix con il Security operation center di Var Group per Renato De Faveri, responsabile sistemi informativi, Latteria Montello, più conosciuta per il marchio “Nonno Nanni” che, nel prossimo futuro, sta già pensando a un progetto di disaster recovery geografico.

Un argomento che trova diversamente sensibile anche Cantine Farnese, che esporta circa il 95% del proprio fatturato in tutto il mondo e che con Emc e Var Group «ha trovato – come spiega Carlo Piretti, executive director di Farnese Vini – le soluzioni per gestire in continuità tutto il flusso dei documenti e lavorare in tempo reale su tutti e sette i siti industriali garantendo efficienza, sicurezza e continuità operativa, alla base dello sviluppo del nostro business».

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