Vacanze last minute: al turismo servono sistemi always on

In Italia è ormai consuetudine prenotare le vacanze online e last minute.

Secondo un recente studio, ben oltre la metà degli italiani prenota le vacanze su siti online, e il processo avviene tutto in rete: dalla ricerca, alla selezione delle località fino al pagamento. Spesso gli utenti usano i siti più noti solo per conoscere le offerte migliori e successivamente contattano direttamente le compagnie aeree e/o gli hotel.

Il 45% di chi prenota una vacanza è convinto di poter ottenere tariffe più basse visitando direttamente i siti web degli hotel. Anche in questo ambito, una posizione di rilievo è occupata dalla tipologia last minute: un italiano su 5 predilige infatti questo tipo di opportunità (il 22%), con prenotazione nelle due settimane che precedono la data di partenza.

Albert Zammar, Veeam

Nel corso di questo tipo di prenotazione, osserva Albert Zammar di Veeam, Vice President Sewmea Veeam, il timing è fondamentale: è necessario acquistare l’offerta giusta al momento giusto, visto che si tratta di offerte limitate al giro di pochi minuti. In questi momenti particolarmente concitati, può capitare che le piattaforme di siti ed hotel non siano in grado di accettare le richieste e quindi di completare la prenotazione.

Non sempre però i siti del turismo sono all’altezza e, in caso di mancato accesso ai dati e alle applicazioni, l’utente si vede costretto a scegliere un’alternativa. Inoltre i siti sono spesso strutturati in maniera troppo difficile, al punto che un italiano su sei ammette di non sapere come funzionano.

Ciò comporta uno svantaggio sia all’utente, ma soprattutto all’hotel/agenzia che perde un guadagno per colpa dell’inefficienza della propria infrastruttura IT. L’utente infatti si ricorderà delle difficoltà riscontrate, e tenderà a cercare servizi alternativi a quel brand.

Nel comparto turistico oggi più che mai è necessario garantire ai propri utenti l’accesso ai dati e alle applicazioni 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e 365 giorni all’anno.

Il downtime, anche momentaneo, compromette la reputazione delle imprese nei confronti dell’opinione pubblica, in maniera non quantificabile a livello economico. Zammar ricorda come questo è provato dal Veeam Availability Report 2017, ricerca condotta su oltre 1.000 IT manager in 24 nazioni, che ha confermato che in caso di downtime quasi la metà delle aziende intervistate ha rilevato una perdita di fiducia da parte dei clienti, mentre il 40% ha riscontrato un danno all’integrità del proprio brand, con un impatto negativo sia sulla reputazione del brand stesso, sia sulla fidelizzazione dei clienti.

L’82% delle aziende intervistate ammette di trovarsi spesso a convivere con un availability gap, il gap tra la richiesta dell’utente di accedere continuamente ai servizi e ciò che la propria tecnologia è in grado di offrire. L’impatto di tale gap raggiunge ben 21,8 milioni di dollari l’anno.

Il mercato delle vacanze online è un settore destinato ad una continua crescita, la differenza tra chi saprà sfruttare questo trend e chi ne rimarrà fagocitato risiede nella possibilità di accontentare l’utente nei tempi più brevi e senza interruzioni. La digital transformation ha già influenzato notevolmente questo settore, ma c’è ancora molto da fare per attrezzarsi, a partire da valide soluzioni per il backup ed il recovery che garantiscano un business Always-on.

 

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