Unisys taglia 2mila dipendenti

In seguito al piano di ristrutturazione annunciato nello scorso novembre, Unisys ha deciso di tagliare il 5,6% del proprio organico, che equivale a circa 2mila dipendenti sui 36mila totali. Motivazione principale del provvedimento pare la cessione dell …

In seguito al piano di ristrutturazione annunciato
nello scorso novembre, Unisys ha deciso di tagliare il
5,6% del proprio organico, che equivale a circa 2mila
dipendenti sui 36mila totali. Motivazione principale
del provvedimento pare la cessione dell’attività di
system integration (giudicata poco profittevole) fatta
per conto dell’amministrazione americana. Il piano
prevede un reimplementazione delle attività sul polo
dei server di fascia alta (ClearPath e Es7000 sotto
Windows 2000), che peserà circa per il 20% del giro
d’affari. Altro asse strategico sarà la
ricentralizzazione dell’integrazione dei grandi
sistemi sui settori della finanza, dei trasporti,
dell’editoria, del settore pubblico e delle
comunicazioni, che raccoglierà il restante 80% del
giro d’affari.
Secondo Unisys, 750 posti di lavoro saranno soppressi
negli Usa già entro la fine dell’anno in corso, in
generale via prepensionamenti. I restanti 1.250
dipendenti saranno tagliati nel corso del 2001, ancora
negli Usa, ma anche in altri paesi. Queste misure
avranno senz’altro un impatto sul giro d’affari per il
2001, che l’azienda ha calcolato nell’ordine del
miliardo di dollari, pur ritenendolo un, passaggio
obbligato per ritrovare la via della crescita, già a
partire dal primo trimestre del 2001. Per arrivarci,
saranno importanti le partnership, come quella con
Dell, appena siglata e che porterà all’integrazione
dell’architettura multiprocessore Cmp sulla gamma di
server PowerEdge a 32 vie. Un altro settore giudicato
cruciale sarà quello della sicurezza dei pagamenti,
che dovrebbe generare 800 milioni di dollari di nuovi
ordini e un miliardo di fatturato nei prossimi dieci
anni.

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