Unioncamere, manifatturiero in calo del 5,3% nel primo trimestre 2013

Le più colpite sono le imprese con meno di 50 addetti e dell’artigianato. Nel Mezzogiorno il calo della produzione raggiunge il 9%. A risentire meno degli effetti del ciclo avverso sono le industrie elettriche ed elettroniche, l’alimentare e la chimica.

Si è chiuso con
un pesante -5,3% il primo trimestre 2013 per la produzione industriale
delle imprese manifatturier
e italiane. Nel Mezzogiorno,
il calo della produzione raggiunge il 9% con la punta estrema della Calabria
che tocca il -15,6%. Questo quanto emerge dall'indagine congiunturale sulle
imprese del manifatturiero realizzata dal Centro studi di Unioncamere.

Le difficoltà del settore auto e dell'edilizia
rallentano l'economia manifatturiera di diverse regioni del Nord e del Centro.
La crisi dei consumi penalizza il settore tessile e, con esso, l'industria del Made in Italy soprattutto della Toscana
e delle Marche. Il bilancio della produzione manifatturiera nazionale del primo
trimestre 2013 segna, in sintesi, una pesante riduzione del 5,3% rispetto allo
stesso periodo dello scorso anno, con punte del -6,5% per le imprese con meno
di 50 addetti e del -7,2% per l'artigianato
. Mentre sulle imprese con oltre
50 addetti la perdita si arresta al -3,9%.

Su scala territoriale
sono sensibili le differenze tra Centro-Nord e Sud e Isole. Nord Est e Nord
Ovest cedono rispettivamente il 4,1% e il 4,6%
, risultati lievemente meno
pesanti della media nazionale, all'estremo opposto il Sud e Isole accusa invece
una flessione del 9%.
Tra le regioni settentrionali oggetto di indagine ad hoc, il Veneto è la meno penalizzata
con una produzione in discesa del 3,6%, mentre il Piemonte accusa la crisi del
settore dell'auto e lascia sul campo il 5,7% rispetto alla produzione
del primo trimestre 2012. Le imprese manifatturiere lombarde e quelle liguri
riportano un segno negativo del 4,2%, mentre in Emilia Romagna i livelli
produttivi scendono del 4,7%. In linea con il risultato nazionale le regioni
centrali (-5,4%): se le Marche riescono a contenere la perdita di circa un
punto percentuale rispetto al dato ripartizionale, la Toscana invece si allinea
ad esso. Tra le regioni del Sud e Isole, in Calabria si assiste a una decisa
contrazione della produzione manifatturiera (-15,6%).

Tutti i comparti sono
coinvolti dalla discesa dei volumi prodotti: la filiera del legno-arredo
(-8,3%
) e quella delle "altre industrie manifatturiere" (-7,8%) sono le più
penalizzate, risentendo più marcatamente delle difficoltà di tutte le attività
legate all'edilizia. Le industrie dei metalli e la meccanica riportano entrambe
battute di arresto superiori al -5%
, soglia su cui si ferma il calo del sistema
moda. Risentono meno degli effetti del ciclo avverso le industrie elettriche ed
elettroniche, l'alimentare e la chimica, ma le flessioni sono comunque
superiori al 2,4%.

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