Un’iniezione di morale per gli informatici

Dagli Usa arriva una ricerca che sancisce una riduzione del tasso di disoccupazione e dimostra come, almeno laggiù, ci sia un certo ottimismo nella valutazione della situazione personale e generale.

Come ogni anno, il settimanale americano Information Week ha pubblicato
l’esito di una propria indagine sullo stato di salute degli informatici,
ovviamente riferita al mercato interno.
Il primo dato che emerge è che, a
fronte di una riduzione dei posti di lavoro che si è determinata negli ultimi
anni, il tasso di disoccupazione ha mostrato un’inversione di tendenza, passando
dal 5,5% del 2003 al 4,3%.
Peraltro, il numero di occupati complessivi resta
superiore a quello del 2000, di un quota stimata sul 2,3%, più alta di quella
riferita all’insieme della popolazione occupata nello stesso lasso di tempo (+
1,7%).
E se i numeri paiono positivi, anche il morale ne risente.

Secondo Cnet, infatti, gli informatici sono quelli con l’atteggiamento più
positivo, rispetto al resto delle categorie lavorative, nella valutazione della
propria situazione finanziaria personale. L’ottimismo, però, ancora si scontra
con fattori avversi, in particolare con la crescente tendenza alle fusioni nel
mondo hi-tech e con la diffusione, più concreta negli Usa, dell’offshore.
La
situazione complessiva pare comunque buona e un conforto arriva anche
dall’andamento dei salari, valutato in crescita dalla seconda metà del 2004.

In Italia dovremo attendere le rilevazioni dell’indagine di Linea
EDP sulle professioni informatiche
di metà anno per avere un quadro del
settore, ma di certo il tasso di disoccupazione appare più alto sia di quello
registrato negli Usa che rispetto a quello medio di categorie professionali
comparabili.

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