Un programma triennale per rilanciare Etnoteam

Con un management rinnovato la società si propone come business solution aggregator. Obiettivo Borsa per il 2006.

16 aprile 2004

Con un management completamente rinnovato, Etnoteam si prepara ad affrontare un intenso piano triennale, che dovrebbe portarla a diventare "il principale Business solution aggregator" italiano per lo studio, la realizzazione e la gestione di soluzioni basate sull’Ict, e raggiungere, entro il 2006, un obiettivo che insegue da tempo come la quotazione in Borsa.


Il presidente della società, Roberto Galimberti, ha affidato a Valentino Bravi, operativo dal settembre scorso in veste di amministratore delegato e di direttore generale, il compito di raddrizzare i risultati finanziari di un 2003 un po’ sofferente, penalizzato dalla crisi generale del mercato It e dei servizi in particolare.


L’ultimo bilancio consolidato di Etnoteam parla di un fatturato per 82,957 milioni di euro, in calo di 17 milioni rispetto al 2002, realizzato con 863 dipendenti. A fronte di un utile operativo in attivo per 680mila euro, al netto i valori sono diventati perdite per 14,965 milioni, di cui oltre 9 milioni sono dovuti a oneri straordinari, tra i quali la chiusura di alcuni rami di attività e uffici. Bravi, tuttavia, ha rassicurato che la posizione finanziaria della società è solida in quanto ha accantonamenti per 3 milioni.


Archiviato il 2003, il manager si dichiara pronto a voltare pagina, peraltro già confortato da un inizio di 2004 che si presenta con migliori auspici, visto che nel primo trimestre l’ordinato ha raggiunto i 21,366 milioni di euro, pari a una crescita del 30% sullo stesso periodo del 2003. Per questo, alla luce dei progetti in corso, Bravi prevede di raggiungere i 100 milioni di fatturato a fine anno.


Attualmente del Gruppo Etnoteam fanno parte anche la controllata (al 100%) e-Tree, specializzata nello sviluppo di portali e applicazioni Web, il network application service provider i.Net (controllato al 16,06%), Metis, società che si occupa di lavoro temporaneo (controllata al 12,50%) e Sago che opera nell’ambito delle soluzioni It per il mondo della sanità (controllata al 13,76%).


Ma lo scenario è presto destinato a cambiare in quanto il top management sta già valutando una serie di nuove acquisizioni (con quote di maggioranza, come sottolinea Galimberti) in particolare quattro nell’immediato, che operano in ambito sanità, manufacturing, Tlc e Pa centrale.


Per quanto riguarda i mercati in cui opera Etnoteam, troviamo per importanza al primo posto il telco, seguito da finanza, industria, retail, media e Pa, dove peraltro la società vuole aumentare significativamente l’impegno.


E venendo ora al piano operativo previsto per il prossimo triennio, Bravi ha ricordato che Etnoteam ha avviato da gennaio una nuova organizzazione, con l’impegno di semplificare e chiarire l’operatività, oltre a miglirare la gestione dei costi; è stata creata la Business & Technology Solutions (che comprende i centri di competenza e i team tecnologici) sulla quale poggiano le quattro unit suddivise per tipologia di mercato (Telecom, media & transportation, Financial Services, Public administration e Manufacturing & retail), e sono stati attivati i Service Provider di gruppo.


Ricordando che l’80% del fatturato proviene dai grandi gruppi, Bravi ha sottolineato che sarà dedicato maggior impegno alla soddisfazione dei clienti e allo sviluppo di nuove opportunità.


Questo comporterà anche un rinnovo dell’offerta, che sarà più focalizzata e punterà su maggiori servizi a valore aggiunto; in particolare l’outsourcing e l’application management, nel 2006 dovrebbero contribuire da soli al 40% del fatturato. Tuttavia non viene trascurata la possibilità di aprirsi anche alla media impresa, sempre più bisognosa di soluzioni, per seguire la quale Bravi prevede di acquisire una società che sia già operativa a livello nazionale su questo target di mercato.


In tutti questi progetti, si evince chiaramente che la quotazione in Borsa entro il 2006 sia un obiettivo fondamentale da ragguingere, in quanto l’Ipo consentirà di finanziare i nuovi progetti e anche di acquisire completamente le società che nel frattempo sono entrate nel gruppo, con l’ottica di consolidare il tutto all’interno di un’unica forte realtà sotto il cappello Etnoteam.

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