Un milione per le Pmi milanesi

Supportate le aziende che necessitano di servizi di qualità per l’innovazione

La Camera di commercio di Milano, attraverso Innovhub, la sua azienda speciale per l’innovazione, mette a disposizione un milione di euro per le piccole e medie imprese che hanno bisogno di servizi di alta qualità a supporto dell’innovazione.
I servizi saranno offerti da cinque società specializzate, selezionate da Innovhub, e punteranno a risolvere più o meno specifiche esigenze delle imprese con soluzioni misurabili per diverse aree di intervento. I settori cui i servizi sono destinati sono i seguenti: design, innovazione, ricerca, brevetti, miglioramento di prodotto e di processo.

Chi può partecipare
I soggetti beneficiari, una settantina, dovranno avere i seguenti requisiti: essere micro, piccole e medie imprese; avere sede operativa in provincia di Milano; essere iscritti alla Camera di commercio di Milano o di Monza e Brianza; essere in regola con il pagamento dei diritti camerali.
Il 65% circa del costo sarà a carico di Innovhub mentre la restante parte dovrà essere coperta dalle imprese beneficiarie del servizio. Il costo del servizio a carico dell’impresa potrà variare da un minimo di 3.200 euro a un massimo di 7.000 euro. La presentazione delle domande dovrà avvenire entro ottobre 2008.
Per informazioni:
www.innovhub-sd.com

L’innovazioneinLombardia
Secondo una stima della Camera di commercio di Milano basata sul rapporto “Studio della domanda e dei bisogni dei servizi a supporto dell’innovazione”, realizzato nel 2007 con la collaborazione del Politecnico di Milano, solo il 4% delle imprese lombarde sono innovatrici, più di una su quattro è un’aspirante innovatrice e ben sette su dieci sono inerti, cioè non pongono l’innovazione al centro della loro strategia limitandosi a reagire ai cambiamenti del contesto in cui operano. Tra innovatrici e aspiranti, si tratta di circa 100mila imprese.
Le innovatrici sono più diffuse tra le imprese attive da almeno quarant’anni, di grandi dimensioni, che lavorano con l’estero e nei settori dell’Ict, del design e delle biotecnologie agroalimentari. Le imprese inerti operano invece soprattutto nei servizi, nell’editoria, nel settore meccanico, nelle costruzioni e nella moda. La rinuncia all’innovazione è motivata soprattutto dalla mancanza di risorse finanziarie, ma contano anche lacarenza di risorse umane adeguate e il timore dei rischi connessi.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome