Un annuncio che fa scuola

Il ministro Brunetta promette 600.000 pc alle scuole. Ma la scuola è pronta a riceverli?

Renato Brunetta quando interviene a un convegno non si limita mai a qualche parola di saluto. Ha sempre un annuncio da fare, una notizia da dare.

E’ stato così anche a Ferrara dove dal palco di Ict trade ha annunciato l’arrivo di seicentomila netbook per la scuola italiana.
Annuncio destinato a fare scalpore, ma che lascia qualche perplessità.

Perché quando in un’azienda arrivano i pc o una nuova soluzione informatica cambia anche l’organizzazione del lavoro, si mettono a punto i processi. Tutto questo dovrebbe essere fatto anche nelle scuole dove non pare che la connessione a Internet, solo per fare un esempio, sia presente ovunque.

Ma c’è di più, probabilmente farebbe comodo il Wi-fi, delle banali “ciabatte” per tenere i pc in carica perché ovviamente non tutti i ragazzi si presenteranno con la batterie al massimo.

Poi si apre il capitolo della didattica.
Quanti insegnanti sono in grado di insegnare con il pc?
Di utilizzare gli strumenti informatici per delle lezioni in cui il computer arricchisca la didattica? Sono già stati previsti dei corsi di formazione? E questi corsi riguarderanno anche chi è vicino alla pensione e dunque meno motivato? E per il software il ministero ha già qualche idea?

Il ministro dice che i pc saranno regalati o incentivati. A tempo debito spiegherà anche come, anche se, probabilmente, si farà affidamento sulle dichiarazioni dei redditi dei genitori (probabilmente il metodo più corretto) che notoriamente in Italia sono molto affidabili.

A Milano si è utilizzato questo metodo per gli accessi agli asili comunali (non c’era posto per tutti) e la faccenda è finita davanti al giudice perché non pochi hanno fatto i furbi.
Sembra che questa volta la casa si sia iniziato a costruirla dal tetto.
Ma si sa, a Brunetta gli annunci piacciono tanto.

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