Ubiqua e pervasiva, la business intelligence fa leva sulla Rete

Si allarga lo spazio di mercato per le applicazioni di Bi, oggi alla portata di un ampio novero di imprese delle categorie più varie. Il supporto a dispositivi mobili, per mezzo di interfacce e servizi Web configura una molteplicità di accessi ad analisi e report, costruiti sulla multicanalità.

Da una ristretta cerchia di decision maker a un’utenza destinata a diventare di massa, da un ambito applicativo circoscritto all’analisi finanziaria a una crescente varietà di settori industriali e di aree funzionali. E’ la parabola evolutiva della Business intelligence, la cui pervasività rappresenta la ragione primaria di una crescita finora ininterrotta, che a livello mondiale dovrebbe portare il giro d’affari, secondo le stime di Idc, a raggiungere i 12 milioni di $ nel 2005: oltre il doppio del valore attuale, attestato attorno a 5,5 milioni di $. Il più consistente e dinamico tra i segmenti del mercato è rappresentato, non a caso, dagli strumenti per l’end user di tipo query & reporting, che valgono grosso modo la metà del fatturato del comparto. I tool Olap e di data mining si ritagliano insieme una quota di poco inferiore, i datamart pacchettizzati seguono a grande distanza, mentre gli Eis (Executive information system) chiudono la classifica in posizione del tutto marginale. "A dispetto di una congiuntura economica sfavorevole — dice Mike Saylor, presidente di MicroStrategy — il mercato della Business intelligence continua nella sua espansione. Perché l’esigenza delle aziende è acquisire strumenti che permettono di tagliare i costi e aumentare l’efficienza operativa". Facendo adeguata leva sugli investimenti già effettuati e sul patrimonio dei dati posseduti. "Inoltre, implementare un pacchetto di Bi richiede oneri economici e tempi ridotti, al contrario di quanto presuppone l’installazione di un sistema Erp. E di norma offre concreti ritorni a breve: un toccasana, visto che la pressione competitiva non consente alle imprese di restare in attesa".


E’ un interesse che a livello strategico si unisce ora all’opportunità di sfruttare una molteplicità di accessi alle informazioni statistiche e ai report, grazie alle interfacce Web e ai dispositivi mobili, pda e cellulari di nuova generazione inclusi.


La strada verso una Business intelligence ubiqua è dunque già segnata. "In parallelo — aggiunge Saylor – si infittiscono le fila di quanti possono fruire della Bi. Allorché si è in grado di distribuirne l’utilizzo via Internet (dando per scontate solidità e scalabilità dell’infrastruttura di back-end, ndr), è possibile da un lato servire un numero di utenti, interni ed esterni all’azienda, comunque elevato e dall’altro rendere l’applicazione disponibile ai partner commerciali e ai clienti, lungo l’intera catena del valore". Abbattendo le barriere interaziendali e giungendo, anche sul fronte del business-to-consumer, a nuove modalità di interazione dalla valenza inedita. Basti pensare al caso di American Express che alle aziende clienti fornisce le evidenze statistiche tramite cui valutare la reciproca convenienza del rapporto, o piuttosto alle compagnie aeree che progettano di offrire report analitici, del tutto trasparenti, ai propri frequent flyer. "Una volta in possesso della necessaria capacità di analisi — osserva Andrea Delvò, amministratore delegato della filiale italiana di MicroStrategy — per le aziende diventa immediato identificare i messaggi opportuni da inviare al momento giusto a ciascuno dei singoli utenti, indirizzandolo sul device che stanno adoperando, desktop o palmare che sia. Le nuove applicazioni permetteranno di aggiungere valore grazie al delivery di servizi destinati a configurare la Business intelligence personale". Che ognuno potrà piegare alla proprie esigenze (report, messaggi, segnalazioni prodotte e ricevute ad hoc) sulla base di elaborazioni condotte su dati puntuali e storici trattati in tempo reale. Una frontiera, questa, cui sembrano guardare anche le amministrazioni pubbliche, impegnate a costruire un’infrastruttura estesa al Web, capace di supportare nuovi servizi alle aziende e al cittadino. In effetti, il mercato evidenzia un rinnovato dinamismo della Pa centrale e locale: "Con il lancio recente di una serie di significativi progetti — dice Antonio Ferri, Business intelligence architect di Computer Associates – pare che il settore Pubblico voglia raccogliere il testimone in possesso di banche e società di Tlc, finora le più attive negli investimenti in Bi".


Tra le aree ‘calde’, in particolare, i servizi sanitari e l’analisi di bilancio di Enti e Amministrazioni. E se i retailer nostrani paiono in attesa di tempi migliori, a muoversi con maggiore decisione sono le aziende di altri comparti: "Le assicurazioni, che erano rimaste pressoché al palo — sostiene Delvò — mostrano di voler recuperare il terreno perduto e, nella fascia più alta del mercato, le imprese del chimico-farmaceutico, soltanto sfiorate dalla crisi e dotate di budget cospicui, stanno procedendo ad implemantazioni diffuse".

Molte le aree coinvolte


In generale, le aree target sono rappresentate non solo dal controllo di gestione, al quale comunque si osserva un ritorno in forze, accelerato dalla congiuntura economica, ma anche il customer management, la catena logistica e le risorse umane. "Il mercato — sottolinea Marco Cremascoli, direttore marketing di Business Objects — va orientandosi verso applicazioni più mirate. Il focus sull’analisi finanziaria rispecchia l’esigenza di maggiore controllo e di risparmi certi. Nell’area marketing e vendite, l’obiettivo è soprattutto la misura dei ritorni delle campagne promozionali, mentre nuove opportunità si aprono per la gestione delle risorse umane, il capitale più importante di ogni azienda".


A soddisfare l’esigenza di soluzioni specifiche, peraltro, è un mercato che oggi può offrire un’ampia gamma di applicazioni verticali. Se in passato il software di Bi era composto da strumenti di reporting generico, tool Olap e di data mining che richiedevano spesso un notevole lavoro di sviluppo per soddisfare le esigenze di un determinato settore di industry, oggi non c’è che da scegliere. "Quando sull’economia tornerà il sereno — aggiunge Cremascoli — un forte impulso potranno subire i progetti legati ai contact center, nel settore pubblico e nel privato, con le utility in prima fila". Progetti che presuppongono la capacità di padroneggiare i flussi informativi multicanale per ricondurli alle attività analitiche. "Si tratta di un’esigenza sentita — conferma Ferri — e riguarda in particolare la gestione combinata di dati strutturati e informazioni non strutturate. Come sono quelle che giungono via Internet, attraverso i call center telefonici o per mezzo di altri canali. L’utente che decide, affidandosi a elaborazioni analitiche, vuole disporre di una base completa dei dati utili che incrociano quanto giunge da tutte le varie fonti". E questo presuppone l’impiego di abilitatori tecnologici per l’accesso e lo scambio delle relative informazioni, su protocolli e con strumenti adeguati, dall’Xml ai Web service. "L’altro fronte applicativo aperto dalla multicanalità è rappresentato dall’esigenza di accedere ai dati non solo da postazioni pc tradizionali (thin client, zero-install client o altro), ma anche per mezzo di computer palmari e simili, dentro e fuori dai confini fisici e virtuali dell’azienda".


Ecco allora lo sviluppo di un supporto progressivamente più robusto alla comunicazione wireless. "Inutile dire — osserva Saylor — che per sfruttare dispositivi con banda ridotta, l’accesso via browser, su Html, appare di rigore. Peraltro, se si vuole mantenere la massima compatibilità con le applicazioni in uso, non si può che ribadire l’impiego di questo formato (puro o dinamico), evitando il download di altro codice, e con esso tutti i relativi problemi di costo e di appesantimento. E’ possibile accontentare anche gli utenti che desiderano un’interfaccia simile a quella di Microsoft Excel, con tanto di drag & drop e menu pull-down senza ricorrere ad ActiveX o Java". Il riferimento è diretto a iniziative come Jolap e Xml for Analysis, che intendono rispettivamente fissare degli standard per l’estensione dei processi analitici sulla Rete. Le quali però non guardano al solo all’ambito intranet ed extranet, ma anche e soprattutto all’ampio bacino applicativo dei Web service. Ora che l’evoluzione tecnologica ha dato corpo a un’offerta di soluzioni di Business intelligence alla portata di un numero sempre più vasto di aziende dei vari settori industriali e dei servizi, il mercato assiste a un forte aumento dell’interesse da parte delle medie imprese. Favorito anche da un cambiamento culturale piuttosto netto. "Questa categoria di aziende — conferma Ferri — sta oggi provvedendo a introdurre gli strumenti di analisi all’interno delle soluzioni già acquisite. A spingere è soprattutto la necessità di avere un maggiore controllo sull’andamento delle attività produttive e di business, che sempre più spesso sono delocalizzate. Ecco che la risposta può essere affidata a cruscotti direzionali cui poter accedere ovunque e con qualsiasi dispositivo".


LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome