Torna a Bull Integris Italia

Il nuovo presidente del gruppo transalpino si riprende la filiale italiana della società che il suo predecessore aveva intenzione di cedere a Steria.

Pierre Bonelli, nuovo presidente del gruppo Bull, nominato all'inizio dello scorso dicembre, ha riacquisito da Steria la filiale italiana di Integris Europe, ceduta dal suo predecessore insieme al resto della realtà in un'operazione completatasi solo alcune settimane orsono. In realtà, il manager sarebbe stato contrario a tutta la cessione, essendosi reso conto che il business dei servizi informatici, coperto da Integris Europe, era uno dei pochi profittevoli dell'impresa. Al suo arrivo, Bonelli non ha nascosto la propria opposizione ed è già riuscito a bloccare la vendita di Integris Francia. Ora, con la riappropriazione della filiale italiana, è stato recuperato circa il 10% del business in un primo tempo passato a Steria.

Viene da chiedersi da dove nasce questa predilezione per l'Italia, visto che, per esempio, l'Inghilterra è una zona senz'altro più profittevole. La risposta arriva da un portavoce diretto del presidente di Bull: «SI tratta di un Paese che beneficia di un'attività in piena crescita nel settore delle telecomunicazioni. Inoltre, nel 2000 era una realtà comunque in profitto e dovrebbe essere rimasta tale anche nel 2001».

In sostanza, dopo aver pensato di annullare l'intera vendita di Integris Europa, Pierre Bonelli ha preferito negoziare con Steria un'opzione di riacquisto della filiale italiana. In termini amministrativi, Bull ha confermato il contratto di cessione dell'insieme della divisione servizi, aggiungendovi solo una clausola d'opzione per il riacquisto della filiale italiana, facendola poi valere. Steria si è ritrovata con una corda al collo e ha accettato l'opzione per salvare il resto dell'acquisizione. Così però, mentre l'azienda si accinge a ripresentarsi sul mercato con un'immagine di fornitore europeo, viene a mancare la presenza in Italia e un giro d'affari annuale da circa 15 milioni di euro.

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