The Developers Union, chiaramente, non è un vero e proprio sindacato. È un’iniziativa, come dichiarano gli stessi fondatori, volta a riunire sviluppatori e sostenitori per un App Store migliore per tutti. Per contribuire a risolvere questioni che porterebbero a un migliore supporto per coloro che creano le app.

Nella lettera aperta ad Apple, The Developers Union chiede una maggiore sostenibilità nell’App Store. Il presupposto è il fatto di credere che gli sviluppatori che creano grandi software dovrebbero poter vivere di questa attività. E quindi l’iniziativa nasce per perorare una maggiore sostenibilità dell’App Store.

Le richieste di The Developers Union

Come prima richiesta inserita nella lettera aperta a Apple c’è la possibilità di fornire versioni trial gratuite delle app. Gli sviluppatori dietro l’iniziativa chiedono ad Apple di impegnarsi pubblicamente, entro il prossimo luglio, a renderlo possibile. Nel luglio di quest’anno cade il decimo anniversario dall’apertura dell’App Store. Gli sviluppatori chiedono che Apple si impegni a consentire le free trial delle app entro il luglio 2019. Le versioni gratuite di prova delle app hanno un gran valore per gli sviluppatori. Danno la possibilità agli utenti di conoscere i software che essi realizzano. Le trial sono sempre state uno strumento prezioso per la comunità di sviluppatori Mac.

Dopo di che, The Developers Union inizierà a sostenere una ripartizione dei ricavi più favorevole. Così come altri cambiamenti le cui idee nasceranno dalla community e a sostegno degli sviluppatori. Una visione che spera, a quanto sembra, di introdurre un po’ di democrazia nell’App Store. Che è certamente una piattaforma di un’azienda privata. Ma su cui si basa anche un’ampia economia di realtàindipendenti, dalle più grandi a quelle molto piccole. Fino ai singoli sviluppatori che lavorano in proprio ma che sovente creano app di grande utilità.   

Al momento in cui scriviamo, The Developers Union fa registrare 396 persone supporter e 452 app. I promotori dell’iniziativa sono Brent Simmons, creatore di MarsEdit ora di Red Sweater, Jake Schumacher, Loren Morris e Roger Ogden.

Maggiori informazioni sul sito dell’iniziativa.

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