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Test – Verbatim ExpressCard SSD 16 GB

La stragrande maggioranza dei possessori di MacBook Pro ignora quasi l’esistenza dello slot ExpressCard/34: nonostante sia presente da qualche anno sui portatili Apple di fascia professionale sono ancora ben pochi i dispositivi che vi si possono collegare.

Questa interfaccia è caratterizzata da una velocità massima di trasferimento dati di 2,5 Gbit al secondo, più di tre volte superiore a quella offerta dalla FireWire 800, e ben si presta quindi per il collegamento di dispositivi di storage ad alte prestazioni, come i sistemi RAID o i più recenti Solid State Drive (SSD). A questa categoria appartiene la serie ExpressCard SSD di Verbatim – disponibile con capacità di 16, 32 e 64 GB – caratterizzata da una velocità di lettura nominale di 120 MB/s e di 30 MB/s in scrittura.

Come se non ci fosse
L’ExpressCard SSD entra completamente nello slot di un MacBook Pro e la sua presenza è tradita solo dalla colorazione nera della parte terminale. L’inserimento può essere effettuato a caldo mentre per l’espulsione occorre rispettare la solita procedura utilizzata per tutti i dispositivi removibili. Per fare in modo che la scheda sia riconosciuta da Mac OS X è però necessario installare un driver da scaricare dal sito di Verbatim. L’indirizzo riportato nella scarna documentazione fornita a corredo si è rivelato inesatto, ma navigando nella sezione Assistenza è stato possibile trovare il driver necessario.

Il driver per Mac OS X è contenuto anche sul dispositivo stesso, assieme al software Nero BackUp 4 Essentials utilizzabile solo in ambiente Windows XP o Vista, sistemi operativi che non richiedono l’installazione di un driver specifico. Se sul proprio Mac è installato Boot Camp, o un software di virtualizzazione, è quindi possibile recuperare il driver avviando Windows, una soluzione non proprio elegante, ma che almeno non richiede il collegamento al sito della Verbatim.

Una volta installato il driver, l’Express­Card SSD viene riconosciuta da Mac OS X come se fosse un controller IDE al quale è collegato un disco di tipo Parallel ATA. La formattazione originaria utilizza il file system FAT32 e per le prove abbiamo riformattato il disco con il file system Mac OS Journaled.

Prestazioni alterne
I risultati ottenuti con Xbench 1.3 evidenziano una velocità di lettura sequenziale superiore ai 100 MB/s (20 MB/s in scrittura) per file di grandi dimensioni, sostanzialmente concordi con i valori dichiarati dal fabbricante. Piuttosto deludenti sono, invece, le prestazioni di scrittura con accesso casuale a file di piccole dimensioni, inferiori a quelle tipiche di un buon hard disk. Per confermare questo risultato abbiamo provato a duplicare una cartella da 10 MB contenente circa 1.700 file precedentemente registrata sull’SSD: l’operazione ha richiesto circa 12 secondi tra lettura e scrittura.

Per verificare il comportamento con file di grandi dimensioni, abbiamo poi provato a salvare un’immagine da 400 MB da Photoshop, operazione che ha richiesto circa 16 secondi, mentre l’apertura della stessa immagine è stata completata in poco meno di 10 secondi: tempi simili sono stati ottenuti con l’hard disk interno, nel nostro caso da 7.200 rpm.

In pratica, le prestazioni in condizioni d’uso normale sono simili a quelle offerte da un buon hard disk da 7.200 rpm. Resta però il vantaggio che le ExpressCard SSD della Verbatim sono senz’altro più robuste di un qualsiasi hard disk, non avendo alcuna parte mobile al loro interno.

L’altro elemento a favore è l’ingombro supplementare, pari a zero quando il drive è inserito nello slot ExpressCard/34 di un MacBook Pro. Il lato negativo è rappresentato dal prezzo: il costo per GB di questo tipo di dispositivi è ancora di gran lunga superiore a quello di un qualsiasi hard disk e prima che sia confrontabile dovranno passare ancora parecchi anni.

Scheda riassuntiva

Punteggio
3,5/5
info
Verbatim
www.verbatim.it
02 95301115
prezzo
89 euro

Pro
ingombro inesistente
– buo­ne prestazioni

Contro
richiede un drive

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