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Test: Surface Pro 6, una valida alternativa al notebook

È un tablet. È un personal computer. È entrambi. Fin dalla presentazione da parte dell’ex CEO di Microsoft Steve Ballmer della linea Surface ben sei anni fa, è risultato evidente come Microsoft avesse voluto competere nel mondo dei personal computer con un prodotto nuovo, diverso e in un certo senso innovativo. Per competere con l’iPad, all’epoca lanciato da poco più di due anni, il colosso informatico decise di proporre un tablet che sfruttasse appieno le caratteristiche del suo sistema operativo di punta, permettendone l’uso con le dita, ma senza limitare le potenzialità del dispositivo e la sua usabilità.

Quello che abbiamo in prova, grazie al partner Microsoft Var Group, è il Surface Pro 6, l’ultima incarnazione di questa famiglia di computer convertibili. Viene venduto praticamente privo di accessori, se si esclude l’alimentatore: all’interno dell’elegante confezione bianca troviamo infatti solo un tablet pesante poco più di 770 grammi e spesso appena 9 millimetri; lo schermo touch da 12,3” occupa tutta la parte frontale, incorniciato da un bordo dove si nascondono la webcam Hello, le casse da 1,6 W e due microfoni.

L’impressione è quella di un oggetto robusto, il cui vetro frontale si fonde in un telaio unibody in lega di magnesio, le prese di aerazione ben nascoste alla vista. La parte posteriore offre sotto al logo Windows serigrafato con effetto lucido un’aletta che permette una volta aperta di sorreggere in posizione inclinata a piacere il tablet senza la necessità di ulteriori accessori; il sostegno è ben ancorato e può essere inclinato a piacere fino a trovare la posizione più comoda, ora verticale per leggere il giornale online o esplorare un foglio di calcolo, ora reclinata per disegnare e prendere appunti.

Il display

Lo schermo è luminoso, dinamico e ben contrastato: offre una risoluzione di ben 2.736 x 1.824 pixel con densità pari a 267 ppi e una proporzione fra i lati pari a 3:2, impiegata da Windows in maniera predefinita con testo ed elementi al 200% della loro dimensione per garantire la miglior leggibilità. Abbassare il livello di zoom apre uno spazio enorme sul tablet dove documenti possono essere affiancati e letti nella loro interezza pur mantenendo dimensioni dei caratteri ben distinguibili; i più probabilmente manterranno la modalità doppia o qualcosa nel mezzo, anche per non stancare inutilmente la vista.

La tecnologia PixelSense di Microsoft permette di vedere il 100% dei colori generati nello spazio sRGB con un contrasto di 1.500:1; la barra delle applicazioni, di colore nero se non modificato dall’utente, riesce a fondersi con il nero della cornice quasi in totale continuità, risultando veramente impegnativo riuscire a notare il punto di raccordo fra i due. Il valore di contrasto è un importante miglioramento rispetto alla precedente incarnazione del Surface Pro che diventa così sempre più ambito nel mondo della grafica e dell’illustrazione.

Surface Pro 6Le icone e gli altri oggetti sullo schermo possono essere toccati usando anche tutte le dita delle due mani, grazie al supporto all’input multi-tocco a 10 punti. Il tocco è sempre preciso, ci siamo stupiti per la naturalezza con la quale abbiamo potuto destreggiarci con i principali gesti, dallo zoom al trascinamento, disponibili tanto in Windows in modalità tablet, tanto nell’uso tradizionale.

Il sistema operativo installato è la versione Pro di Windows 10 aggiornata al primo avvio all’ultima release disponibile (al momento del test la 1903); pur essendo lo stesso software presente in ogni altro dispositivo Windows, viene lanciato all’avvio nella cosiddetta Modalità Tablet ottimizzata per l’uso con il tocco. Il desktop è in secondo piano, quasi sparito, la barra delle applicazioni si semplifica e diventa più accessibile, mentre le applicazioni vengono lanciate a schermo intero; l’esperienza d’utilizzo è focalizzata, lineare, ma basta connettere mouse e tastiera o disattivare la modalità dal centro notifiche per ritrovarsi con la piena operatività offerta dal sistema operativo di Microsoft.

Gli accessori, come i citati dispositivi di input, possono essere collegati all’unica porta USB 3.0 che il Surface Pro 6 offre ai suoi utenti; questa è di tipo full size, compatibile con le vecchie periferiche USB 2 come forma oltre che nel protocollo. Manca però stranamente una porta USB Type C che ci saremmo aspettati di trovare in un prodotto professionale come questo. La scocca integra anche una Mini DisplayPort per pilotare monitor esterni, il jack per le cuffie che tanto apprezzamento ancora trova in molti utenti, uno slot per schede microSDXC nascosto sotto all’aletta di supporto e infine la porta per accessori Surface.

La cover

Quest’ultima porta permette di collegare la Cover con tasti Signature (184,99 euro), uno degli accessori più comuni e apprezzati per i tablet Surface Pro. La cover, disponibile nei colori Platino, Blu Cobalto, Bordeaux e Acqua per una maggiore personalizzazione, è realizzata con copertura di lussuoso Alcantara ed è pensata anzitutto per proteggere il vetro del display.

Surface Pro 6Si aggancia magneticamente alla porta dedicata disposta al centro di uno dei lati lunghi e integra una tastiera QWERTY italiana, un trackpad e il lettore di impronte digitali per controllare l’accesso ai dati del computer. I tasti sono di dimensione standard, con una corsa simile a quella dei più recenti portatili sottili; dopo i primi minuti le nostre dita si sono abituate alla posizione e alla risposta dei tasti e ci hanno permesso di completare l’articolo senza particolari difficoltà.

Surface Pro 6Occorre confrontare l’esperienza con quella dei portatili di pari dimensione visto che per evidenti necessità di spazio alcuni tasti sono stati ridotti, per esempio le frecce verticali. La tastiera è retroilluminata, così da diventare efficace anche al buio, e integra insieme ai tasti funzione anche i controlli multimediali tipici, quali il volume, la luminosità dello schermo e quella della tastiera stessa. Il trackpad è efficace e preciso e risponde a tutti i gesti tipici effettuabili con più dita: seppure lo schermo touch risulti essere estremamente pratico per molte operazioni, l’uso dell’ormai “classico” trackpad resta uno strumento fondamentale in tutti quei casi in cui la selezione di testo o contenuti preveda che la mano non copra parte dello schermo.

Ogni volta che il Surface Pro 6 viene collegato alla Cover con tasti Signature, il sistema operativo propone all’utente di disattivare la modalità tablet, rendendo così il computer un portatile a tutti gli effetti. Appoggiati su un tavolo o altra superfice piana si riesce così a lavorare in modo molto produttivo; un difetto a tutta questa portabilità risulta essere la difficoltà di utilizzo della tastiera in estremo movimento, per esempio in piedi o appoggiando il computer sulle gambe: si sgancia troppo facilmente dalla porta magnetica e occorrono almeno 3 punti di appoggio complanari per avere una stabilità sufficiente. Tale limitazione viene però mitigata dall’uso come tablet puro, ancora più indicato rispetto a un laptop tradizionale nelle casistiche esposte.

La penna

L’altro accessorio fondamentale che abbiamo potuto provare insieme al Surface Pro 6 è la Penna per Surfacedi ultima generazione (114,99 euro). Anch’essa disponibile in quattro diverse varianti di colori, Platino, Bordeaux, Nero e Blu Cobalto, si aggancia magneticamente al bordo sinistro del tablet ed è sempre pronta all’uso. In una estremità ha la punta di precisione, perfetta per disegnare: la risposta del tablet è pressoché istantanea e riesce a riconoscere estremamente bene le differenze di pressione applicate così come l’inclinazione data alla punta, per esempio per applicare delle ombreggiature nel disegno a matita. L’altra estremità ha un puntatore largo che si comporta esattamente come la gomma delle matite tradizionali. Il display del Surface Pro ha ben 4.096 punti di contatto sensibili alla pressione e permette di riconoscere la penna da altri oggetti su di esso appoggiati: siamo riusciti a prendere appunti in Microsoft OneNote appoggiando la mano allo schermo esattamente come avremmo fatto con un taccuino cartaceo.

Molteplici sono le applicazioni già pronte per il lavoro con la penna: oltre al già citato OneNote, tutta la suite di Office 365 giova con l’integrazione con l’accessorio, così come Adobe Photoshop, Autodesk SketchBook e molte altre. Windows 10 Pro per Surface preinstalla, oltre alla versione di prova 30 giorni della suite di programmi da ufficio di Microsoft, anche Paint3D e Sketchable di Silicon Benders, quest’ultimo di ottimo livello per esprimere al meglio le proprie capacità artistiche impiegando il Surface Pro 6 con la Penna.

All’interno

Il cuore elettronico del sistema da noi provato è il processore Intel Core i5-8350U di ottava generazione con velocità di clock base a 1,70 GHz e ben quattro core e tecnologia Kaby Lake Refresh; Microsoft vende anche una versione potenziata con il Core i7-8650U a 1,90 GHz di frequenza. La memoria RAM può essere scelta nei tagli da 8 o 16 GB, mentre lo storage interno su dischi SSD è configurabile in tagli che partono da 128 GB e arrivano fino a 1TB. La scheda grafica installata è la Intel UHD 620 integrata nei processori Intel, adatta a gestire flussi in 4K a 60 Hz mantenendo i consumi elettrici ridotti al minimo; grazie all’accessorio Surface Dock può pilotare fino a due monitor esterni 4K in aggiunta al display integrato.

La durata della batteria del Surface Pro 6 è un punto di forza del prodotto: Microsoft dichiara ben 13,5 ore di utilizzo continuativo, la nostra esperienza è stata similare pur notando come i risultati dipendano fortemente dalla sensoristica accesa, dal tipo di elaborazione, da quanta luminosità viene attivata su schermo e tastiera e così via. In un uso dove a documenti Office abbiamo alternato e-mail e navigazione web siamo riusciti senza problemi a uscire di casa la mattina con la batteria carica, lavorare tutto il giorno e rientrare con ancora dell’autonomia residua; la carica della batteria cala rapidamente avviando per esempio compilatori come Android Studio, software di mining o strumenti grafici complessi quali Adobe Photoshop con documenti di grande dimensione, pur mantenendo una durata superiore alla media di molti dispositivi portatili di dimensioni comparabili.

Le nostre impressioni

Abbiamo sostituito il nostro portatile di lavoro per due settimane con il Microsoft Surface Pro 6 per provare a fondo le sue caratteristiche e imparare a conoscerlo. È stato così possibile apprezzarne la qualità costruttiva, le performance, la semplicità di utilizzo tanto come tablet in movimento con la Penna quanto come da potatile sulla scrivania, insieme alla Cover con i tasti. In più di una occasione siamo usciti lasciando a casa l’alimentatore senza paura di rimanere privi di carica a metà giornata e riducendo il peso nella borsa.

Surface Pro 6L’uso come tablet ci ha convinto: Windows 10 Pro si comporta egregiamente e, pur non avendo un ampio parco di applicazioni pensate esplicitamente per questa modalità, tranquillizza il sapere che in qualsiasi momento si può accedere al sistema operativo nella modalità più estesa. Il confronto principale in questo caso viene fatto con l’iPad, che risulta più leggero e quindi adatto all’utilizzo per tempi prolungati in movimento, ma che manca di un sistema operativo completo.

Il confronto più azzeccato però fra il Surface Pro 6 compreso di Cover e Penna rispetto a computer laptop: pur perdendo in connettività – la porta HDMI e un paio di USB in più sarebbero state decisamente comode – il Surface Pro 6 risulta più pratico nel lavoro quotidiano, soprattutto quando questo predilige mobilità e durata della batteria in confronto a espandibilità e capacità computazionali estese.

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