Teksa “bacchetta” gli operatori Ict

L’informatica è indispensabile… se solo ci fossero dealer preparati

Novembre 2002,
Riguardo le necessità informatiche di un’azienda che opera nel settore
della meccanica, abbiamo preso ad esempio il caso di Teksa, una piccola impresa
che opera nella provincia di Milano, con sede a Ronco Briantino, che costruisce
macchine per l’assemblaggio di elettrodomestici. Tanto per fare un nome, Imetec
è un loro cliente.
Alessandro Angiolini, system engineer in origine ma, da sua ammissione, oramai
sempre più sales manager della società, ci fornisce un quadro
generale delle attività di Teksa Automazione.
«La nostra è un’azienda che opera nel campo dell’automazione
industriale. Progettiamo e costruiamo macchine e linee di assemblaggio per grossi
produttori italiani ed europei di componenti per elettrodomestici, condizionamento
e motoventilazione. La nostra è un’azienda di dimensioni ridotte, flessibile,
dove viene realizzato all’interno tutto l’engineering e il software necessario
al nostro lavoro, affidando a fornitori selezionati la costruzione dei diversi
componenti meccanici e l’assemblaggio delle linee. Insomma, teniamo per noi
le parti migliori del nostro lavoro: progettazione e avviamento, cercando di
sfruttare al meglio le nostre caratteristiche di creatività ed esperienza,
accumulate nel corso degli anni»
. La dotazione informatica di Teksa
Automazione consiste in workstation a marchio Dell, più un plotter Hp
Designjet per la parte di progettazione Cad sia in 2D, sia in tridimensionale.
Negli altri uffici, invece, ci sono vari desktop assemblati, con Pentium 3 e
sistema operativo Microsoft Windows 2000 Pro e Office, quindi qualche notebook
con Pentium 2 e Windows 95 che vengono utilizzati con i software di programmazione
per i sistemi di automazione, come applicativi di Plc (Programmable Logic Control)
e di motion control di varie marche. I modem Isdn sono di Us Robotics, mentre
come programma gestionale viene utilizzato Esatto, di Esa Software. «In
genere non abbiamo necessità particolari di personalizzazione del software,
e i programmi che abbiamo in azienda sono dei pacchetti standard. Anche perché
cerchiamo di avere bisogno il meno possibile dei tecnici dei fornitori. Proprio
il fatto di avere molti dubbi sulla professionalità ed esperienza degli
operatori che ci sono in giro, ci spinge a doverci rifornire da più fornitori,
un po’ perché quello precedente non ci ha soddisfatto, un po’ per la
loro limitata offerta»
.

In un’azienda di dimensioni limitate, come è il caso
di Teksa, non esiste la figura dell’Edp manager. Si arrangiano con chi all’interno
dell’azienda ci capisce un po’, e le competenze, se non ci sono, ce le si fa
venire, come conferma Angiolini, che rimette l’accento sulla mancanza di skill
di molti operatori It: «Ci occupiamo personalmente degli acquisti,
e per forza dobbiamo capirci qualcosa, altrimenti il rischio è quello
di finire in mano a un ex agente immobiliare, un ragazzotto che solo per essersi
a suo tempo rimbesuito di giochini ed essersi cambiato una volta da solo la
scheda video, si mette a vendere e a fare assistenza sui pc. E non si creda
che sia un caso così raro»
. Insomma, quel che manca, innanzitutto,
è la capacità delle terze parti informatiche di essere non solo
propositivi verso i loro clienti, ma addirittura di essere credibili, proprio
a causa di tanti “improvvisati" del mestiere che rischiano di rovinare
la reputazione della categoria.
In definitiva, cosa chiede un’azienda come Teksa ai propri fornitori di informatica?
«Servizio, e poi professionalità – risponde Angiolini
-. Risparmiare 50 euro su un assemblato, per poi essere costretti a bloccare
il proprio lavoro solo perché qualcuno si è divertito a costruire
un computer come se giocasse con il Lego, è la cosa peggiore che possa
capitare»
.
La metafora è un po’ forte, ma Angiolini riesce a rendere l’idea dei
problemi che le piccole aziende metalmeccaniche hanno con l’informatica o, meglio,
con chi gliela vende. E pensare che se molte ancora sono le aziende restie negli
investimenti Ict, questa che abbiamo sentito sarebbe invece una che riconosce
il ruolo e l’importanza delle tecnologie.
«Ormai l’informatica è considerata come parte integrante del
nostro lavoro, e rappresenta un punto di non ritorno. Tutti i nostri processi
e il modo stesso di lavorare è integrato con le tecnologie informatiche.
è un nuovo modo di approcciare il nostro mestiere che in Teksa è
stato adottato ormai 10 anni fa, e non è possibile pensare di tornare
indietro».

Anche il Web viene utilizzato per l’attività dell’azienda: «Internet
viene usato sia come strumento per conoscere, sia per farci conoscere agli altri.
Soprattutto per la posta elettronica, ma anche per acquisire notizie e informazioni.

Visitiamo periodicamente i siti dei produttori di componenti industriali e di
sistemi di automazione, oltre ai motori di ricerca e banche dati. Per quanto
riguarda, invece, il nostro sito Internet, rappresenta una pura vetrina per
la clientela e… giusto per mettere il nostro indirizzo Web sui biglietti da
visita: le nostre macchine non possono essere vendute da un sito»
.
E quali saranno i prossimi investimenti? «Dobbiamo essere oculati
nelle spese It. Anche perché si tratta di un investimento che somiglia
molto a quelli degli optional, che in realtà diventano obbligatori, delle
automobili. Anche per l’informatica, il "modello base" non basta:
nuovo software richiede un nuovo sistema operativo, che richiede del nuovo hardware,
il quale, a sua volta, necessita di nuovo software, e così via. Ma noi
siamo una piccola azienda, e non possiamo permettercelo»
.

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