Tecnodiffusione pronta a chiedere l’amministrazione controllata

Entro fine mese dovrebbe essere dato il via al piano elaborato da Franco Tatò & Partner e che prevede duri tagli

6 febbraio 2004 Amministrazione controllata per Tecnodiffusione. Questa è la richiesta che sarà proposta “in via prudenziale” all'assemblea dei soci che potrebbe decidere comunque per altre procedure concorsuali come l'amministrazione straordinaria. Il consiglio d'amministrazione ha rilevato che il capitale sociale si è ridotto al disotto del limite legale per perdite e ha esaminato il piano di riorganizzazione e ristrutturazione finanziaria elaborato con la consulenza dell'advisor Franco Tatò & Partner, che si prevede di iniziare ad attuare verso la fine di questo mese, in vista di un'adesione delle banche creditrici e di altri soggetti a un prossimo aumento di capitale.

Al 31 dicembre 2003 la posizione finanziaria netta consolidata è negativa per 124,1 milioni di euro, in riduzione rispetto ai 127,1 di novembre per operazioni riconducibili alla normale operatività commerciale. Di questi 102,9 milioni di euro spettano alla capogruppo Tecnodiffusione Italia, 17,1 a Vobis e 4,1 alle altre controllate.
Per quanto riguarda il piano che dovrebbe rilanciare il gruppo, sotto il profilo economico prevede il ritorno alla redditività netta a partire dal 2005 e il raggiungimento di un Ebitda positivo già nell'esercizio 2004. Tutto questo a condizione che avvenga una significativa ristrutturazione della rete vendita e del mix dei prodotti con un incisivo intervento sulla struttura dei costi e del personale del Gruppo da operare nell'esercizio 2004.
Una svalutazione delle partecipazioni detenute dalla capogruppo a fronte di perdite di esercizio e di consistente minusvalenze riferibili alle attività e ai marchi delle società controllate.
Una consistente riduzione dell'indebitamento verso le banche creditrici e la “disponibilità di ulteriori risorse finanziarie per il finanziamento dell'attività corrente a reperire in forma di capitale dagli azionisti esistenti o da terzi, ovvero in forma di nuovo credito bancario”.

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