Tecnodiffusione non venderà la quota di Algol

Sergio Utili, neodirettore generale della società toscana, smentisce le indiscrezioni di stampa

25 febbraio 2003 Vendere la quota di Algol? “Non ne abbiamo nessuna intenzione”. Sergio Utili neodirettore generale di Tecnodiffusione smentisce così le indiscrezioni di stampa che davano per sicura la cessione di quel 6,94% di Algol acquistato qualche mese fa. A parte la conoscenza di lunga data con Liverani, Utili motiva così la decisione. “Sono in questo settore da due mesi ma condivido l'idea che si andrà verso un ulteriore consolidamento. Per questo considero importante l'alleanza con Algol. In secondo luogo, viste le dimensioni del nostro indebitamento e (133 milioni di euro, ndr) e il valore della partecipazione in Algol anche vendendo non miglioreremmo di molto la nostra situazione”. Diversa la situazione riguardo al possibile acquisto delle attività estere di Vobis che il gruppo toscano ha la possibilità di acquistare entro luglio. “Bisogna vedere se ce lo potremo permettere”, osserva Utili che ammette “al momento non abbiamo piani finanziari per un'acquisizione onerosa”.
Intanto la società sta procedendo alla negoziazione dei debiti con le banche, “alla potatura di alcune attività come Dsi ed e.Club” ed è impegnata con i sindacati nella discussione degli esuberi per la fabbrica di Scarmagno, tra l'altro, rimasta orfana della produzione dei pc a marchio Olivetti. L'accordo siglato con la società di Ivrea qualche mese fa non è mai passato alla fase operativa.
Nei momenti di crisi si torna al core business, afferma Utili, per questo la Tecnodiffusione che uscirà dal processo di ristrutturazione non sarà più quel “digital global player” di qualche mese fa ma un operatore concentrato sulla produzione di pc e la distribuzione. Intanto qualche risultato confortante inizia a vedersi. Pur non potendo rivelare cifre Utili anticipa che il 4° quarter è andato abbastanza bene.

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