Talend, nelle imprese è aperto il dibattito sulla qualità dei dati

Meno di un terzo dei data specialist (31%), tra cui analisti, data scientist e responsabili della qualità dei dati, è pienamente fiducioso nella capacità di fornire rapidamente dati affidabili all’interno della propria azienda.

Lo rivela una survey di Talend condotta da Opinion Matters dal titolo "Data Trust Readiness" e che ha coinvolto 763 professionisti dei dati (dirigenti e operativi) di tutto il mondo.

Divario tra management e operation

Secondo l'indagine, c'è un significativo divario di percezione tra i professionisti più senior e il middle management It (i professionisti dei dati a livello operativo): i primi sono sostanzialmente più sicuri nelle capacità delle loro aziende. Nonostante l'importanza di garantire velocità e affidabilità dei dati, solo l'11% degli intervistati ritiene che la propria azienda abbia raggiunto l'eccellenza sia in termini di velocità sia di integrità.

Nel complesso, le persone che operano a più stretto contatto con i dati confidano meno nelle capacità delle loro aziende di avere fiducia nei propri dati, infatti solo il 31% dimostra alti livelli di fiducia. Per contro, il 46% degli intervistati a livello dirigenziale è fiducioso nella capacità delle proprie organizzazioni di fornire dati affidabili in tempi rapidi.

Per quanto riguarda la conformità normativa, uno dei criteri chiave per valutare la fiducia, il 52% degli intervistati a livello dirigenzialedichiara di essere molto ottimista relativamente al raggiungimento della conformità con le normative sui dati, mentre la percentuale scende al 39% tra i professionisti del dato che possono essere responsabili di apportare concretamente delle modifiche per garantire la conformità.

La fiducia nella qualità dei dati rimane bassa

L'indagine mostra che solo il 38% degli intervistati ritiene che le proprie aziende eccellano nel controllo della qualità dei dati. Meno di uno su tre (29%) dei professionisti del dato è convinto che i dati della propria azienda siano sempre accurati e aggiornati.

Secondo il sondaggio, solo il 34% dei professionisti del dato crede nella capacità delle proprie aziende di portare a termine con successo un processo di integrazione dei dati in tempo reale a 360 gradi. Mentre gli intervistati a livello dirigenziale si sentono di nuovo più sicuri (46%) in merito a questo proposito.

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