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Tablet per lo smart working, sei modelli per tutti i budget

Dopo il periodo iniziale della novità e dei grandi consensi, per i tablet gli ultimi anni sono stati difficili. Schiacciati tra smartphone di dimensioni crescente e notebook sempre più flessibili, il settore sembrava indirizzato verso un ruolo secondario nel panorama delle tecnologie IT.

Invece, le improvvise nuove esigenze dettate anche dall’emergenza sanitaria hanno riportato i tablet al centro dell’attenzione.

Come conferma IDC, nel secondo trimestre 2020 le vendite in EMEA sono cresciute del 23,8% rispetto all’anno precedente, arrivando a 11,9 milioni di unità.

Con il contributo importante di smart working e didattica a distanza, un tablet è ritornato alleato prezioso nelle attività quotidiane.

Grazie a schermi di dimensioni maggiori, ormai stabilmente intorno ai 10” o anche oltre, prestazioni al servizio anche di comunicazioni audio e video, anche se ancora inferiore rispetto a qualche anno fa, l’offerta appare in netta ripresa.

Apple, dove il tablet ha avuto inizio

Parlare di tablet significa prima di tutto parlare naturalmente di Apple. L’idea è infatti una delle tante lanciate dall’azienda in questi anni e attualmente all’interno dell’offerta iPad Air è il candidato ideale per il confronto.

Il display da 10,9” non fatica a soddisfare la richiesta di una risoluzione almeno Full HD. Nel caso specifico, spingendosi fino a 2.360×1.640 pixel, a 264 ppi. A tutela di una superficie particolarmente soggetta per la nautra stesa a impronte e sollecitazioni, torna utile anche il rivestimento oleorepellente  e quello antiriflesso.

Di fronte alla crescente destinazione d’uso per lo streaming o come supporto alle attività a distanza, importante anche all’occorrenza poter contare su video in qualità massima 4K.

Nella scocca da 247,6×178,5×6,1 mm e un peso di 460 grammi, agisce un processore proprietario A14 Bionic con architettura a 64 bit , affiancato da 4 GB di RAM e una dotazione di memoria fissa di 64 GB o 256 GB.

Anche se meno sfruttata rispetto agli smartphone, per comunicare è fondamentale il ruolo della fotocamera frontale da 7 MP, oltre a quella sul retro da 14 MP, destinata invece alle fotografie e ai video. Il sistema audio prevede una coppia di altoparlanti stereo e due microfoni.

Per un uso prevalente tra le mura di casa, la connessione Wi-Fi è sufficiente. Per chi invece punta alla massima mobilità, allora diventa importante contare anche sulla presenza di uno slot per la SIM, o la compatibilità con le eSIM.

Sempre importante sui dispositivi mobile l’autonomia. Nel caso specifico, dichiarata fino a 9 ore con la sola connessione Wi-Fi, un’ora di meno sfruttando anche la rete cellulare.

L’attenzione ai dettagli e il nome Apple hanno inevitabilmente ripercussioni anche sul prezzo La versione iPad Air da 65 GB costa infatti 669 euro, mentre per averne a disposizione 256 GB è necessario salire fino a 839 euro. Ai quali è necessario aggiungerne circa altri 150 euro per la connessione LTE.

Samsung, protagonista nella nuova ondata

Chi però sta sfruttando al meglio questo rinnovato interesse verso i tablet è la rivale di sempre di Apple. Samsung infatti, ha saputo cogliere l’occasione per assestare un significativo sorpasso e diventare il principale fornitore a livello EMEA.

Il confronto diretto è con il Galaxy 5s. Leggermente inferiore sulla diagonale di 10,5” (risoluzione di 2.560 x 1.600 pixel), si presenta tuttavia anche di poco più leggero, con un peso di 400 grammi. La difesa del sistema è affidata sia al lettore di impronte digitali sia al riconoscimento facciale.

La configurazione  hardware prevede processore da 2 GHz, una maggiore dotazione standard di RAM con 4 GB e una memoria interna da 64 GB o da 128 GB,  espandibile con l’utilizzo di una scheda microSD.

Minima la differenza sul fronte delle fotocamere. Mentre la principale con 13 MP è leggermente inferiore, quella per videocomunicare è invece superiore di poco per definizione, con 8 MP. I video possono essere riprodotti anche in modalità 4K.

Tra i punti dove Samsung punta a fare la differenza, la multimedialità. Il sistema audio infatti prevede quattro diffusori collcoati sui rispettivi angoli. L’obiettivo è avvicinare una riproduzione surround apprezzabile soprattutto con lo streaming, saldamente tra le applicazioni principali dei tablet.

L’obiettivo di competere anche sul piano dell’ecosistema ha portato a un paio di risultati rilevanti. Prima di tutto, l’integrazione con gli Smartphone, rigorosamente della serie Galaxy, e non doversi così destreggiare tra due dispositivi per stare dietro ad aggiornamenti e notifiche. Inoltre, il tentativo di sfruttare il sistema anche come canale per aumentare la portata del riconoscimento vocale proprietario Bixby.

L’insieme misura 245x160x5,5 mm. Grazie alla batteria da 7.040 mAh è possibile puntare a un massimo di 9 ore per l’utilizzo del Wi-Fi, mentre con la semplice riproduzione video si può arrivare anche a 15 ore.

Dove le differenze si fanno nettamente più evidenti, oltre naturalmente al sistema operativo, è come prevedibile il prezzo. La versione da 64 GB ha il prezzo ufficiale attualmente a 339 euro, mentre quella più capiente, chiede di aggiungere 50 euro, con una riduzione ufficiale Samsung nettamente superiore.

Huawei, la scommessa EMUI

Per chi è più attento al prezzo, i margini di manovra non mancano. A partire da un altro dei nomi più agguerriti negli ultimi anni, capace di guadagnare terreno grazie anche al buon rapporto tra qualità complessiva dei prodotti e appunto il costo.

Tra le ragioni del successo Huawei rientra infatti anche MatePad, tablet con display da 10,4”, e dimensioni di 245,2×154,96×7,35 mm, per un peso di 450 grammi, fino a questo punto in linea con la media.

Gli elementi sui cui confrontarsi sono infatti altri. A partire dalla CPU, rigorosamente di produzione interna secondo le più recenti strategia dell’azienda, il Kirin 810 con una dotazione di RAM di 3 GB o 4 GB.

Per ottenere tutti i vantaggi di un prezzo base di 199 euro per la versione da 3GB e 32 GB di storage però, i compromessi non mancano. Prima di tutto, nella dotazione appunto inferiore di memoria di massa. Anche l’alternativa, resta comunque limitata a 64 GB. Nella versione più completa con 4 GB di RAM, significa dover salire a 299 euro per il solo Wi-Fi e a 349 euro per avere anche la connessione LTE.

La vera scommessa però è il sistema operativo. MatePad rientra infatti tra i dispositivi chiamati da HUawei a giocarsi le carte di EMUI. In pratica, la versione personalizzata di Android, al punto da limitare drasticamente il numero di app disponibili e la relativa compatibilità. Se oggi la scelta può apparire per certi versi ancora prematura, non è da escludere che la situazione in futuro venga risolta in maniera definitiva e portare alla luce quindi solo i benefici.

Ci sono però anche altri dettagli sui quali accettare un compromesso. Per esempio, la risoluzione vicina al Full HD standard, vale a dire 2.000×1.200 pixel. Analogamente, le fotocamere, entrambe da 8 MP. Quella principale però, dotata anche di flash a LED, non sempre scontato sui tablet.

Qualche differenza di senso opposto emerge però sul fronte audio. Dove gli speaker integrati sono quattro, così come i microfoni, rendendolo quindi un ottimo candidato per la videocomunicazione con una maggiore libertà di azione.

In linea invece la batteria da 7.250 mAh. Grazie alle prestazioni video meno spinte, con un’autonomia indicata in 12 ore.

Lenovo, anche l’occhio vuole la sua parte

Il minimalismo intrinseco di un tablet, difficilmente si sposa con investimenti sul design o anche solo sull’ergonomia. L’unica ad aver investito su queste potenzialità in modo costante nel tempo è Lenovo, i cui risultati nel tempo non si sono fatti attendere.

Tra i più significativi, la linea Yoga, con alcuni accorgimenti originali per rendere il dispositivo mobile diverso ta tutti gli altri, almeno nell’aspetto.  Aspetto ancora più importante, se in origine questo incide in misura importante con il prezzo, più vicino alle richieste Apple, oggi è più allineato alla media.

Di conseguenza, elemento distintivo di Yoga Smart Tab 10  a prima vista è la parte inferiore visibilmente arrotondata, in modo creare un’asimmetria e soprattutto inserire un supporto a scomparsa. Questo permette di usarlo nella maggior parte delle situazioni comuni anche senza bisogno di una custodia, o addirittura spingersi ad applicazioni impensabili con gli altri modelli, compresa la possibilità di appenderlo.

Tutta questa ricerca si compensa leggermente con la scheda tecnica. La risoluzione dello schermo da 10,1” è infatti di 1.900×1.200 pixel. Il processore Qualcomm Snapdragon 439 può essere affiancato da un massimo di 4 GB di RAM e 32 GB di memoria  solida integrata.

Dove però, la scelta progettuale ha le ripercussioni più evidenti è nel peso di 580 grammi, conseguenza anche di un ingombro di 242x166x8,5 mm nella parte più sottile, per arrivare a 24 mm sulla base, dove tra l’altro sono inseriti in modo non scontato i due speaker. Tre invece i microfoni integrati.

Qualche limite emerge sulla parte ottica, dove la fotocamera posteriore arriva a 8 MP, mentre quella frontale si ferma a 5 MP.

D’altra parte, anche il prezzo non va troppo in alto. Si parte infatti da 249 euro, abbassati attualmente a 211,65 euro, per salire a non più di 329 euro se si viole la connettività completa. Per tutti, la batteria da 7.000 mAh promette un’autonomia massima di 11 ore.

Mediacom batte il tasto del risparmio

Lavorando ulteriormente sui singoli componenti, si può contare su una configurazione comunque equilibrata, riuscendo a guadagnare ancora qualcosa sul fronte della spesa. Nel caso di Mediacom, significa riuscire a sfruttare la lunga esperienza maturata nel settore arrivando a modelli interessanti come SmartPad Azimut2.

A fronte di qualche rinuncia sulla dotazione di serie, si può arrivare infatti a prezzi tra i più competitivi per la categoria, intorno ai 180 euro o poco più. Aspetto da non sottovalutare, comprensivi di custocdia rigida con tastiera integrata.

Il risparmio è quindi da ricercare altrove. Non però sul processore 8-core Spreadtrum Cortex-A55 SC9863A con frequenza di 1.6 GHz. Semmai, qualche riflessione in più merita la dotazione di memoria RAM fissa a 3 GB, così come una capacità di storage non oltre i 32 GB.

Il display da 10,1” con risoluzione di 1.900x.1.200 pixel rispetta i termini del confronto e non si discosta neppre più di tanto dalla media. Leggermente più marcata semmai, la differenza sulle dimensioni di 623x243x88 mm e soprattutto nel peso di 547 grammi.

Da valutare anche la componente multimediale. Non tanto per le fotocamere sono da 8 MP sul retro e da 5 MP per la frontale, la prima completa di flash a LED, quanto invece per la presenza di un singolo speaker e un solo microfono.

Sufficienti comunque per una videocomunicazione informale. Anche perché proprio questa è la destinazione d’uso indicata come principale, confermata dall’abbonamento semestrale a Infinity compreso nel prezzo.

Alldocube, uguale ma diverso

Sono diverse le ulteriori alternative di tablet Full HD che si possono trovare online. In prevalenza, modelli venduti direttamente da produttori cinesi. Limitando però l’analisi a quelle riconducibili a un sito Web ufficiale si può prendere a riferimento l’offerta Alldocube. Di conseguenza, informativa e documentazione sono disponibili solo in inglese e le consegne partono nella migliore delle ipotesi dagli USA, con le relative spese di spedizione.

Nonostante questo però, il prezzo di iPlay 20 resta inferiore ai 180 dollari, poco più di 150 dollari salvo scossoni improvvisi nel cambio ufficiale. E proprio questo lo rende un’alternativa interessante.

Anche perché la configurazione è di tutto rispetto, a partire dal display da 10,1” con risoluzione di 1.920×1.200 pixel e il trattamento superficiale del cristallo Gorilla Glass per proteggere dai segni delle impronte e migliorare al tempo stesso la resa visiva.

Le prestazioni sono affidate al consolidato processore Spreadtrum SC9863A e una dotazione di memoria leggermente superiore alla media, per i 4 GB di RAM, più in linea invece sul fronte dei 64 GB massimi di storage.

Leggermente inferiore la capacità della batteria da 6.000 mAh, sulla cui autonomia l’azienda non si sbilancia. Pagano pegno anche le fotocamere, con quella frontale da 2 MP e quella principale limitata a 5 MP.

D’altra parte, sono integrati due speaker audio e soprattutto il case non è in plastica ma in metallo, sinonimo di maggiore solidità d’insieme, senza incidere sul peso complessivo. Alle dimensioni di 245x149x7,95 mm corrisponde infatti un peso di 450 grammi.

Infine, un aspetto decisamente insolito quando si parla di tablet. Nella dotazione di serie, iPlay 20 prevede anche una radio FM integrata. Quindi, in grado di funzionare in odo del tutto autonomo, senza la necessità e il consumo di una connessione.

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