Stp, stesso regime fiscale degli studi associati

Il Ddl Semplificazioni ha chiarito che per le Società tra professionisti si applica, anche ai fini Irap, il regime delle associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche.

Dal momento che le
Stp (Società tra professionisti)  producono reddito da lavoro
autonomo
ad esse si applica, anche ai fini Irap, il regime fiscale
delle associazioni senza personalità giuridica
costituite tra persone fisiche. Lo ha stabilito il Consiglio dei
Ministri che, approvando il Ddl sulle semplificazioni, ha risolto
alcune incertezze interpretative in merito al
regime fiscale superando una delle principali incertezze della legge
di Stabilità 2012 (n. 183/2011), che ha introdotto le Stp.

Il reddito
prodotto dalle Stp, riporta Confprofessioni, a prescindere dalla forma
giuridica adottata, seguirà le stesse regole di quello prodotto dagli studi
associati: reddito da lavoro autonomo, determinato con criterio di cassa.
L'imposizione si avrà quindi in capo ai soci, che riceveranno per trasparenza i
profitti in proporzione alle quote di partecipazione, mentre l'Irap sarà dovuta
dalla Stp. 

Il nuovo dispositivo interviene per chiarire anche gli aspetti contributivi
dovuti alle Casse di previdenza
. La norma ha infatti accolto l'orientamento
dell'Agenzia delle Entrate, in base al quale la fattura emessa dalla società
sarà gravata dal contributo integrativo
che, una volta incassato, andrà versato
alla cassa di previdenza di categoria. La quota di utile incassata
dall'eventuale socio non professionista seguirà invece un doppio binario: se si
tratta di un soggetto non imprenditore, si resterà nel campo del lavoro
autonomo, con applicazione dell'Irpef; per il socio imprenditore, l'utile (o
perdita) ottenuto dalla partecipazione nella Stp si cumulerà al proprio reddito
d'impresa, secondo le regole della trasparenza fiscale.

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