Stipendi e contratti tornano a crescere

I 986 partecipanti all’indagine evidenziano livelli economici medi più elevati rispetto allo scorso anno. Età, sesso, periodo di permanenza e area aziendale influenzano la busta paga

L’analisi delle figure professionali dal punto di vista dei percorsi individuali, pubblicata nella prima parte dell’indagine esclusiva Ict Professioni e Carriere, giunta alla sesta edizione (si veda il numero 29 di Lineaedp), lascia spazio all’approfondimento sugli aspetti economici e contrattuali. La retribuzione costituisce, infatti, un parametro fondamentale, e assolutamente non trascurabile, nell’analisi e valutazione di ogni posizione lavorativa.

Da un lato, rispecchia il valore di mercato del ruolo professionale coperto, dall’altro dipende dalle performance aziendali e dal rendimento della singola risorsa. Rappresenta, quindi, per molti versi una misurazione tangibile e concreta del livello di soddisfazione relativa all’impiego. Per la maggioranza dei 986 partecipanti all’indagine è risultato che la composizione della retribuzione totale annua è data dalla somma di una quota base più una variabile, oltre a una serie di benefit.

Le risposte date dal panel mostrano, per quest’anno, livelli medi di retribuzione più elevati rispetto a quelli rilevati nel 2007. Infatti, la cifra media annua risulta pari a circa 40.200 euro, contro i 37.000 dell’ultima edizione dell’indagine.

Analizzando la composizione del panel per classi di reddito da lavoro, la situazione appare sostanzialmente allineata rispetto a quella di 12 mesi fa, a conferma dell’aumento del peso delle fasce di reddito più ricche a scapito di quelle più basse.

Anche l’analisi della variazione rispetto al passato recente conduce a risultati tutto sommato migliori rispetto a quelli della scorsa edizione. È cresciuta, infatti, la percentuale di salari che hanno goduto di un aumento (da 35% del 2007 all’attuale 36,6%) e, contestualmente, è diminuita quella che ha subìto una contrazione o si è mantenuta stabile (complessivamente il 63,4% contro il 65% del 2007).

I livelli più elevati caratterizzano, nella prevalenza dei casi, le risorse con ruoli di responsabilità, impiegate nelle aree di direzione e gestione. In questi ambiti, oltre il 25,5% dei partecipanti ha dichiarato una retribuzione superiore ai 70.000 euro annui contro una media complessiva del 12,4%. Le funzioni con competenze direttive o, comunque, dirigenziali sono caratterizzate da un’anzianità maggiore e da un livello di scolarizzazione avanzato, cui si accompagna una strategicità rilevante delle attività svolte ai fini aziendali. Ciò spiega perché tali persone risultino, complessivamente, più pregiate e, come tali, più costose.

Al contrario, gli impiegati nelle aree tecniche, in particolare manutenzione e assistenza, ma anche sviluppo e programmazione, sistemi reti e sicurezza, dichiarano cifre più basse. Addirittura, poco meno del 39% di chi si occupa di manutenzione e assistenza percepisce redditi inferiori ai 20.000 euro e nessuno supera i 60.000. Le risorse più tecniche, come evidenziato nella prima parte dell’analisi, sono anche quelle più giovani e con percorsi formativi più brevi. Tali elementi, uniti all’operatività delle attività svolte, determinano livelli retributivi complessivamente più contenuti.

Per quanto riguarda le aree consulenziali e commerciali, la distribuzione delle risorse per classe reddituale appare sostanzialmente allineata alla media complessiva. Rispetto alle altre aree, non si evidenziano polarizzazioni significative in relazione a determinate fasce di età o a specifici livelli di scolarizzazione.

L’analisi per età conferma quanto emerso. Sono, infatti, i più anziani a ricevere redditi superiori, con il picco della fascia tra i 50 e i 55 anni in cui oltre il 30% supera i 70.000 euro. In contrapposizione, i più giovani, in particolare chi non è ancora trentenne, si distinguono per salari più bassi: oltre il 60% di chi ha meno di 25 anni cita cifre inferiori a 20.000 euro; la percentuale si riduce, pur mantenendosi significativa (31,1%), nel gruppo tra i 26 e i 30 anni.

Un’altra chiave di lett5+1,85ura dei risultati per fascia di età è costituita dal periodo di permanenza della singola risorsa nella medesima impresa o nello stesso ruolo.

Al progredire dell’età anagrafica, infatti, aumenta generalmente anche l’anzianità aziendale o di professione e, quindi, cresce la retribuzione media, sia come riconoscimento di una maggior competenza professionale sia come risultato dei normali adeguamenti contrattuali. Per chi si trova all’inizio del percorso, invece, la media si attesta su livelli economici più contenuti.

Un altro elemento rilevante per determinare il livello di retribuzione totale è rappresentato dal sesso. In linea con le conclusioni della scorsa edizione, l’appartenenza al genere femminile continua a influenzare in modo negativo il riconoscimento economico. Le donne del panel, infatti, si caratterizzano per aver dichiarato, con frequenza superiore alla media, redditi più bassi, indicativamente inferiori ai 25.000 euro.

La posizione determina lo stipendio

Le tendenze tratteggiate precedentemente, che vedono un forte legame tra retribuzione, età ed area aziendale, trovano un riscontro pressoché puntuale nell’analisi dei salari medi delle principali figure professionali. Al di là di logiche e dinamiche particolari all’interno della stessa zona d’impresa o dei diversi ambiti lavorativi, riconducibili essenzialmente alla natura casuale del campione, i livelli retributivi più elevati riguardano le risorse con funzioni direttive e di gestione e, in particolare, quelle a capo dei sistemi informativi o attive nelle divisioni commerciale e marketing, nonché nella consulenza. Al di sotto della media complessiva si collocano, invece, le figure con compiti prettamente tecnici e operativi.

Anche quest’anno, la maggiore retribuzione media è percepita dal Cio (oltre 69.000 euro all’anno), seguìto a breve distanza da una serie di figure manageriali, tra le quali l’It manager (circa 50.500). Amministratori delegati, direttori generali e titolari d’azienda si posizionano al di sotto della maggioranza delle figure di direzione, sebbene con uno scarto inferiore rispetto all’anno scorso.

Un’analisi più approfondita di Cio, responsabili dei sistemi informativi e titolari d’azienda per età e tipologia di azienda consente di evidenziare che i Chief information officer sono caratterizzati da un’età media (45 anni circa) superiore a quella dei responsabili It (42) e che appartengono a imprese caratterizzate, nella maggioranza dei casi, da un livello di fatturato piuttosto elevato, tra i 100 e i 499 milioni di euro. Questo dato si traduce in una disponibilità di spesa superiore e, quindi, in grado di applicare condizioni economiche maggiormente favorevoli per i dipendenti. I titolari d’azienda provengono, invece, nella gran parte dei casi, da imprese con un livello di fatturato contenuto, inferiore a 3 milioni di euro. Ciò spiega il minor livello retributivo di questa tipologia di figura professionale all’interno del panel.

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