Stanca: l’Ict soffre di nanismo

In un’intervista a Finanza & Mercati il ministro dell’Innovazione tecnologica annuncia provvedimenti per l’high tech

Le imprese italiane che operano nell'Ict offrono degli stessi mali di quelle degli altri settori industriali. Lucio Stanca, ministro per lì'Innovazione tecnologica lo sa e cerca di correre ai ripari.
Così da una parte segue con attenzione il caso Finsiel. “Rischiamo di vendere un altro pezzo importante dell'industria italiana. Con Olivetti abbiamo perduto tempo fa la sfida dell'hardware. Se anche il software va all'estero usciamo completamente da mercato”, dichiara a Finanza & Mercati, e dall'altra annuncia il suo impegno per aiutare l'high tech nostrana. “Le nostre imprese, specie nell'industria del software, soffrono di nanismo. Serve una forte spinta all'aggregazione. Per questo ho proposto un sostanzioso taglio fiscale per favorire le fusioni. E un accordo con le banche per offrire alle imprese che investono in innovazione finanziamenti garantiti dallo Stato Con un contributo per ridurre fino al 0% il costo degli interessi. Il premier mi ha assicurato che nel dl sulla competitività il 30% del fondo rotativo da sei miliardi già previsto in Finanziaria (prestiti a lungo termine e a tassi molto bassi) sarà destinato proprio all'innovazione”.

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