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Stampanti fotografiche portatili, sette modelli per immagini in movimento

Abbinare stampa e fotografia nell’era di smartphone, tablet e altri dispositivi digitali, potrebbe sembrare anacronistico. D’altra parte, le ragioni per non affidare le proprie memorie solo al mondo virtuale non mancano.

In più, grazie alla nuova generazione di stampanti fotografiche portatili, si può andare oltre le semplici esigenze di sicurezza, trasformando un’operazione all’apparenza ordinaria in un’originale attività sociale.

Le opportunità sul mercato probabilmente non son tantissime, indice di un settore se non di nicchia quasi. I protagonisti però, sono di quelli importanti, a significare anche un livello di attenzione elevato e un occhio sempre attento alle novità.

Perché in effetti, buona parte delle caratteristiche delle stampanti fotografiche portatili inducono a parlare di novità. Elementi quali praticità, qualità e versatilità sono molto lontani di principi guida di una stampante tradizionale.

Il settore può dividersi in due parti. Il principio di fondo resta simile, stampare immagini di qualità fotografica  e nient’altro, usando solo suporti dedicati. La differenza è prima di tutot nel formato, con solo un paio di modelli in grado di arrivare al formato standard 10×15 cm e sulla effettiva portabilità, legata alla presenza di una batteria interna,

Stampa fotografica come da definizione

Nel primo caso si parla sostanzialmente di due modelli. Uno dei quali, in realtà ibrido. L’altro è HP Sprocket Studio. In entrambi i casi, la ragione principale di un’alimentazione esterna è la disponibilità del formato 10×15 cm. Per raggiungerlo infatti, una stampante fotografica portatile deve per forza di cose raggiungere certe dimensioni. Inoltra, maggiore è la superficie di stampa, più energia serve a produrre una copia.

L’ingombro è infatti di 169x273x68 mm. Poco più di quanto serve per un vassoio di alimentazione di 20 fogli e la relativa meccanica ed elettronica necessaria a stampare.

Per superare la necessità di cartucce di inchiostro, con relativi problemi di dimensioni, peso e praticità, HP ha sviluppato la tecnologia a sublimazione ZINK Zero Ink per ottenere una risoluzione di 300 dpi.

Il vero obiettivo di questi prodotti è però la mobilità, intesa a tutto campo. L’idea è offrire la possibilità di prendere un’immagine, da PC, da smartphone o da tablet, eventualmente elaborarla e quindi ottenere una o più copie all’occorrenza da scambiare con gli amici.

Importante quindi la compatibilità anche con Android e iOS e le relative app. Non solo per stampare, ma anche e soprattutto per aggiungere elementi e personalizzare le immagini e per gestire tutte le operazioni.

Le prestazioni in questo caso non possono naturalmente essere a livello di quelle di un documento generico prodotto da una comune stampante. Si parla infatti di almeno un minuto, per la precisione 61 secondi per produrre l’immagine.

Al costo della stampante, 119,97 euro, va aggiunta anche la spesa per i supporti, in genere dedicati. Il caricatore da 80 fogli costa circa 30 euro. Nella dotazione di serie un pacchetto da 10 unità.

Fotografia per vocazione

L’unica vera rivale nel campo della stampa 10×15 è Canon con la SELPHY CP1000. Il principio di fondo è simile, tuttavia l’interpretazione ha elementi nettamene distinti. A partire dalle forme più compatte, inserendo slitta e vassoio richiudibili. Canon al riguardo indica solo le dimensioni chiuse di 178x135x60,5 mm.

La differenza più evidente a livello visivo è però un display a colori da 2,7” per gestire le operazioni. Utile per esempio quando si voglia stampare direttamente da scheda di memoria o chiavetta USB senza passare da un’app.

Il display non è touch. Quindi, il sistema di interfaccia è completato da tutta una serie dei relativi comandi sulla parte superiore del telaio.

La risoluzione resta a 300 dpi. Scende però a 47 secondi il tempo necessario per una stampa. In più, oltre al Bluetooth è anche disponibile la connettività diretta via USB.

In questo caso, il prezzo proposto da Canon è 103,99 euro. I supporti però, sono totalmente a parte. La confezione più piccola da 36 fogli 10×15 cm costa 24,99 euro, mentre quella per 108 stampe costa39,99 euro.

 

L’essenza della portabilità

Più articolata invece l’offerta per le vere e proprie stampanti fotografiche portatili. Quelle cioè, in grado di stampare ovunque, grazie a una batteria integrata e una connessione wireless, spesso Wi-Fi. A farne le spese, prima di tutto le dimensioni delle immagini.

Si tratta infatti di dispositivi per natura compatti, quindi con formati inferiori al tradizionale 10×15 cm. Inoltre, in genere si va oltre la stampa di una fotografia pura e semplice

La stessa Canon infatti, nella SELPHY Square QX10, utilizza supporti adesivi, nel formato quadrato di 6,8 cm di lato a 287×287 dpi, con un piccolo spazio aggiuntivo in verticale a disposizione per eventuali didascalie. Si tratta quindi di dispositivi più orientati al design e maggiormente rivolti a un’utenza giovanile.

Acquistano di conseguenza importanza aspetti come la scelta tra quattro colori e la semplicità d’uso. Nel caso specifico, i supporti racchiusi inuna cartuccia e la relativa app come unico sistema di controllo. In più, dimensioni 102,2×143,3×31 mm per un peso di 445 grammi, all’insegna della mobilità.

La ricarica, sufficiente per una ventina di stampe, viene effettuata via USB. La comunicazione è invece Wi-Fi, mentre per produrre una fotografia sono necessari circa 43 secondi.

In questo caso, compresa una cartuccia, il prezzo è di 159,99 euro. Il ricambio da venti stampe costa inoltre 16,49 euro.

Una stampa sempre a portata di mano

La risposta HP è sempre nella famiglia Sprocket, con il modello Select. Decisamente più compatta, racchiude in un volume di 88×130,4×17,5 mm e un peso decisamente inferiore di 180 grammi, la possibilità di stampare immagini da 5,8×8,5 cm con le più tradizionali forme rettangolari.

La velocità in questo caso è inferiore, e neppure di poco. Si arriva infatti a superare il minuto, per arrivare a 63 secondi. C’è però un aspetto importante da tenere in considerazione. La risoluzione infatti è maggiore, arrivando nell’opzione migliore a 321×600 dpi.

L’utilizzo dell’app, Android o iOS come unico sistema di interfaccia è in questo caso praticamente scontata. Più importante può essere semmai valutare la connettività solo via Bluetooth, aspetto che può incidere sui tempi complessivi di processare un’immagine.

Come in definitiva facile aspettarsi, dall’insieme scaturisce anche un costo inferiore, di 119,97 euro per l’unità comprensiva di cartuccia per 10 stampe, disponibile anche separatamente a 11,99 euro.

Fotografia e creatività

L’importanza di un settore come le stampanti fotografiche portatili è confermato dalla presenza di tanti protagonisti storici nel mondo della fotografia e/o della stampa.

Non si tira infatti indietro neppure Fujifilm. Oggi marchio oggi noto soprattutto per i sistemi di stampa professionale, può vantare anche un passato, e un presente, nel mondo della fotografia digitale. Per gli appassionati di lunga data inoltre, è ancora vivo il ricordo di pellicole tra le più versatili e affidabili.

Oggi, quando si parla di stampa consumer Fujifilm è anche instax mini Link, uno dei tre modelli di una serie dedicata, affiancata a un’offerta di macchine fotografiche istantanee digitali.

Con misure di 90,3×34,6×124,5 mm per un peso di 209 grammi, il sistema si allinea alla media dei rivali. Paga però qualcosa in termini di dimensioni di stampa, arrivando al massimo a 62×46 mm. In linea invece la definizione di 318 dpi.

Abbondante invece l’autonomia, dichiarata fino a un centinaio di stampe. Un tempo utilizzabile per un utilizzo non scontato dell’app. Abbinata allo smartphone, la instax mini Link è in grado di agire in tempo reale. Vale a dire avviando la stampa direttamente dall’app non appena premuto il pulsante di scatto.

Interessante anche la possibilità di selezionare un singolo fotogramma all’interno di un video, così come da valutare è l’ampio ventaglio di funzionalità per personalizzare e condividere le immagini.

Non si discosta più di tanto dai prodotti con caratteristiche tecniche simili il prezzo intorno ai 120 euro, con circa 17 euro per la cartuccia di ricarica dei fogli da venti pezzi.

Dove c’era un rullino ora c’è una stampante

In tema di supporti per fotografia, dagli storici rullini ai più moderni fogli di stampa, praticamente impossibile dimenticare un nome come Kodak. Anche se oggi l’anima dell’azienda è profondamente cambiata, resta una certa attenzione proprio alle stampanti fotografiche portatili.

Almeno, ufficialmente, perché quando si cerca di saperne di più sulla Mini Photo Printers Mini 2, uno dei cinque modelli in catalogo, iniziano le difficoltà.

Dal sito Web ufficiale Kodak infatti, difficile scoprire i dettagli tecnici. Per un confronto l’unica è quindi affidarsi alle informazioni disponibili sull’e-commerce.

Il sistema misura quindi 78,2×132,4×25,4 mm per un peso di 238 grammi. Non molto diversamente dai rivali, con una superficie di stampa di 5,3×8,6 cm. A parte variazioni minime nel rapporto delle dimensioni, praticamente allineato.

Dove si può notare la differenza è nelle connessioni. Non solo per il Wi-Direct in aggiunta al Bluetooth. Anche per la presenza del modulo NFC, utile per ritocchi istantanei, naturalmente sfruttando l’app.

Per ottenere una stampa sono necessari 50 secondi, mentre l’autonomia è sufficiente per eseguire una ventina di lavorazioni.

Si discosta dalla media il prezzo. Tenendo presente come si parli sempre di vendite online, quindi non di un listino ufficiale, si parla di cifre comprese tra 86 euro e 100 euro, con quattro varianti di colore. Più impegnativo invece l’acquisto della cartuccia di ricambio, intorno ai 30 euro. Sufficiente però per 50 stampe.

L’idea in più

Quando si parla di stampanti fotografiche portatili difficile non pensare anche a Polaroid. Pioniere delle macchine fotografiche istantanee come sostituto o integrazione allo storico rullino, oggi il marchio resiste dopo aver naturalmente trasformato l’offerta in sistemi digitali.

Anche se Polaroid non produce una vera e propria stampante, solo per l’originalità è interessante includere nella rassegna Polaroid Lab.

In pratica si tratta di un’applicazione diversa della macchina fotografica istantanea. Un curioso sistema in grado di trasferire immagini direttamente da uno smartphone a un supporto fisico.

Dalle forme allungate per forza di cose verso l’alto, il volume è racchiuso in un parallelepipedo di 150×115,6×177,16 mm. Quindi portatile, ma neppure troppo.

Dimensioni tuttavia indispensabili perché il sistema ottico sia in grado di memorizzare l’immagine visualizzata su uno smartphone e appoggiata sopra a lente superiore.

Anche in questo caso però, Polaroid, così come il distributore escluso in Italia Nital, non si rivelano molto generosi in informazioni. Attraverso la compatibilità con i consumabili, si riesce però a risalire alla dimensione di 8,8×10,7 cm per il supporto, con un’area di visualizzazione di 7,9×7,9 cm.

Difficile di conseguenza valutare la qualità di stampa. Anche perché, per le caratteristiche intrinseche, dipende anche dalla risoluzione del display dal quale viene acquisita l’immagine.

Ben chiaro invece il costo di 129,99 euro. Da considerare anche il prezzo di 16 euro per una ricarica limitata a 8 fotografie.

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