Spesa pubblica, per accelerare la spesa privata

A Ferrara, il ministro Brunetta spiega come l’innovazione nella Pa può rappresentare un driver per il mercato Ict.

Guardare al passato non serve”, è la premessa di Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, intervenuto a Ferrara per il convegno di apertura di Ict Trade 2009.

È un parterre significativo, quello al quale si rivolge il ministro, e, secondo quanto poco prima anticipato da Maurizio Cuzari, amministratore delegato di Sirmi, rappresenta un giro d'affari di oltre 45 miliardi di euro. A loro Brunetta vuol parlare della crisi, di quella reale e quella percepita. Quella raccontata dagli economisti “ai quali non bisogna dar più di tanto credito” e quella che in realtà ha quattro trimestri di vita.

Parla di crisi e dei modi per uscirne. Una delle possibili soluzioni è legata al suo mandato: “Credo che lanciare una spesa pubblica, anche modesta, possa dar vita a una accelerazione di altra spesa e di altro consumo legati anche all'Ict”.

Un booster, lo definisce Brunetta, un acceleratore, che dalla domanda pubblica genera anche una domanda privata. Si riferisce al piano per la dotazione di minicomputer alle scuole primarie, ma anche agli investimenti per la customer satisfaction, per la sanità, dove con le prescrizioni elettroniche conta di risparmiare qualcosa come 6 miliardi di euro, per le reti amiche e, naturalmente, per la Pec.
Dotare ogni luogo dove avvengono contatti tra la Pubblica Amministrazione e l'utente finale di un sistema di valutazione significa creare domanda aggiuntiva: inserire una funzione in più nei rapporti tra cittadino e istituzioni. Sono tutti veicoli ai quali si possono agganciare altri servizi. Ed è un'opportunità proprio per questo segmento di mercato, dal momento che sanità elettronica, scuola elettronica e giustizia elettronica stanno tutte convergendo verso l'utilizzo degli stessi strumenti”.

A metà giugno il ministro presenterà la ridefinizione del piano egov 2012, anticipandone date e obiettivi.
Soprattutto introdurrò il quick win. Ho bisogno assolutamente di risultati per la mia credibilità”. Quattro gli asset sui quali Brunetta intende giocare la sua credibilità: Pec, alla quale si agganciano anche la Carta di Identità elettronica e il passaporto elettronico, scuola elettronica, sanità elettronica, giustizia elettronica.

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