SpaceX si prepara al debutto in Borsa con una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni nel settore tecnologico e aerospaziale. La società ha fissato a 135 dollari per azione il prezzo della sua offerta pubblica iniziale, mettendo sul mercato 555.555.555 azioni ordinarie di Classe A. Il valore complessivo dell’operazione supera così i 75 miliardi di dollari, prima dell’eventuale esercizio dell’opzione concessa alle banche collocatrici.
SpaceX punta a raccogliere oltre 75 miliardi di dollari con l’Ipo
L’offerta prevede il collocamento iniziale di 555.555.555 azioni a 135 dollari ciascuna. Il dato più significativo è proprio la dimensione dell’operazione: moltiplicando prezzo e numero di titoli, l’Ipo porta il valore lordo dell’offerta a circa 75 miliardi di dollari.
SpaceX ha inoltre concesso ai sottoscrittori un’opzione di 30 giorni per acquistare fino a ulteriori 83.333.333 azioni ordinarie di Classe A allo stesso prezzo dell’offerta iniziale. Se esercitata integralmente, questa opzione aggiungerebbe altri 11,25 miliardi di dollari circa, portando il perimetro potenziale dell’operazione oltre gli 86 miliardi di dollari.
Debutto il 12 giugno su Nasdaq con ticker SPCX
Le azioni SpaceX dovrebbero iniziare le negoziazioni il 12 giugno 2026 sul Nasdaq Global Select Market e su Nasdaq Texas con il ticker “SPCX”. La chiusura dell’offerta è prevista per il 15 giugno 2026, subordinatamente alle consuete condizioni di completamento dell’operazione.
La società ha comunicato che la registrazione relativa alle azioni ordinarie di Classe A è stata dichiarata efficace dalla Securities and Exchange Commission l’11 giugno 2026. L’offerta negli Stati Uniti sarà effettuata esclusivamente tramite prospetto.
Dieci banche nel ruolo di book-running manager
L’operazione coinvolge un gruppo particolarmente ampio di intermediari finanziari. Goldman Sachs, Morgan Stanley, BofA Securities, Citigroup, J.P. Morgan, Barclays, Deutsche Bank Securities, RBC Capital Markets, UBS Investment Bank e Wells Fargo Securities agiscono come book-running manager.
A questi si aggiunge una lunga lista di co-manager, tra cui Allen & Company, Cantor, Needham & Company, Raymond James, Societe Generale, Stifel, William Blair, BTG Pactual, ING, Macquarie Capital, Mirae Asset Securities, Mizuho e Santander.
Il numero e il profilo degli istituti coinvolti confermano la portata globale dell’operazione e la volontà di intercettare una domanda internazionale molto ampia.
Offerta anche in Europa, Canada, Svizzera, Australia e Giappone
L’annuncio non riguarda solo il mercato statunitense. SpaceX prevede infatti procedure dedicate anche per Canada, Regno Unito, Svizzera, Spazio Economico Europeo, Australia e Giappone.
Nello Spazio Economico Europeo l’offerta pubblica europea è prevista per investitori retail idonei in Germania, Danimarca, Francia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna e Svezia, sulla base di un prospetto europeo approvato dall’autorità tedesca Bafin. In altri Paesi europei, la comunicazione è rivolta soltanto a investitori qualificati, salvo specifiche esenzioni previste dalla normativa.
Il documento segnala inoltre in modo esplicito che l’investimento in azioni comporta numerosi rischi, inclusa la possibile perdita totale del capitale investito.
SpaceX si presenta come infrastruttura integrata per spazio, connettività e AI
Nella descrizione aziendale, SpaceX si definisce come una società impegnata nella costruzione dell’infrastruttura hardware e software del futuro tra spazio, connettività e intelligenza artificiale. Il posizionamento non si limita quindi al lancio di razzi e veicoli spaziali, ma abbraccia una piattaforma industriale più ampia, costruita su tecnologie avanzate e servizi operativi.
Fondata nel 2002, la società rivendica un modello verticale che comprende progettazione, produzione, lancio e gestione di prodotti e servizi. È un profilo che spiega anche il forte interesse del mercato: SpaceX si presenta non solo come azienda aerospaziale, ma come infrastruttura tecnologica trasversale in settori ad alta intensità di capitale e innovazione.
Un’Ipo che misura l’appetito del mercato per infrastrutture spaziali e AI
La quotazione di SpaceX arriva in un momento in cui l’interesse degli investitori per infrastrutture critiche, connettività satellitare e intelligenza artificiale resta molto elevato. La cifra dell’offerta è il dato centrale: 555 milioni di azioni, 135 dollari per titolo, oltre 75 miliardi di dollari di raccolta potenziale iniziale e più di 86 miliardi considerando l’opzione aggiuntiva.
Sono numeri che collocano l’Ipo in una fascia eccezionale per dimensione e visibilità. Al tempo stesso, l’ampiezza dell’operazione renderà il debutto un test importante sulla capacità del mercato di assorbire una nuova grande emissione tecnologica, soprattutto in un comparto dove aspettative industriali, prospettive di crescita e valutazioni finanziarie restano strettamente intrecciate.






