Sottotono la richiesta di professionisti It nel primo trimestre 2002

I dati relativi alla ricerca di figure specializzate nell’ambito dell’informatica evidenzia, in rapporto allo stesso periodo di un anno fa, un calo molto più evidente sul cartaceo rispetto al canale online. Varie le cause che possono essere alla base di questo rallentamento.

Èstato un inverno davvero freddo quello che ha letteralmente gelato il mercato delle inserzioni informatiche in questo primo trimestre del 2002. Purtroppo, contrariamente a quanto era avvenuto per lo scorso anno, la tendenza negativa, più ancora della crisi, ha interessato sia il settore cartaceo sia quello telematico: l’unica differenza riguarda, infatti, la consistenza di questo calo. Le rilevazioni di Jobpilot, azienda di spicco nell’area del recruitment online, hanno in effetti confermato un andamento oggettivamente poco brillante, ma ancora accettabile, se paragonato all’ulteriore crollo delle inserzioni pubblicate sui maggiori quotidiani e sulla stampa specializzata.

Difficile fare previsioni


Il 2001 ci aveva lasciato con un dicembre pieno di speranze, ma, smorzatasi velocemente la fiammata di inizio anno, la contrazione del mercato è diventata via via più incisiva, fino a toccare i minimi proprio nel mese di marzo, a conferma che, nella attuale situazione congiunturale e occupazionale in particolare, è diventato quasi impossibile fare delle previsioni, che vadano al di là dell’"immediato domani". Troppi sono i fattori che condizionano la normalizzazione del mercato del lavoro: conflitti sociali; tensioni internazionali; ripresa economica sempre annunciata, ma non ancora consolidata e forse nemmeno realmente partita; instabilità di alcune economie, che creano crisi in diverse parti del mondo; evoluzioni economiche, che devono ancora prendere consistenza e quindi creare una vera strategia congiunturale, sono tutti aspetti che si muovono e cambiano in continuazione, creando così quella insicurezza, che non facilita certo la ricerca di una politica davvero convinta nel legare i propri sviluppi al potenziamento delle risorse umane. In questo quadro, non proprio incoraggiante, c’è tuttavia qualche sintomo positivo. Innanzitutto il dato generale relativo all’occupazione, che recentemente ha fatto registrare un significativo miglioramento; c’è poi la convinzione che l’informatica sia comunque il settore trainate in termini occupazionali, supposizione peraltro confermata dalle stime, che assegnano al nostro settore un buon 30% dell’intero mercato del lavoro. Infine è giusto sottolineare la tendenza da parte delle aziende a elevare i contenuti qualitativi, relativi alle ricerche di personale fatte attraverso le inserzioni. Questo dunque lo scenario nel quale vanno collocati i risultati relativi a questa prima parte del 2002, per cui non è certo facile capire i motivi di questa ulteriore contrazione delle richieste, nè tanto meno azzardare previsioni per il futuro. Tuttavia, per cercare di capire un po’ meglio i problemi tipicamente informatici, vediamo di analizzare alcune delle ipotesi più accreditate relative alla situazione attuale.


La prima riguarda l’euro, che, esaurita la sua spinta, ha fatto chiudere molti lavori e numerosi progetti, lasciando inoperosi quanti erano coinvolti in queste attività: ciò non vuol dire che le persone siano state lasciate a spasso, ma semplicemente che sono state utilizzate per altri progetti, senza quindi alcun bisogno di ricercare nuove risorse. Secondo questa tesi, dunque, sono stati il riciclo e la ricollocazione di queste persone a causare questa nuova frenata: in sostanza una specie di rientro nei ranghi, dopo un boom momentaneo.


La seconda ipotesi riguarda, invece, una contrazione degli investimenti informatici, dopo che le aziende sono state costrette a "dissanguarsi", prima con l’Anno 2000 e poi con l’euro. Secondo questa tesi, le attuali scarse risorse disponibili sono state, quindi, indirizzate verso altri settori aziendali, maggiormente prioritari rispetto all’informatica, vera "sanguisuga" degli ultimi due anni.


La terza ipotesi è quella di un assestamento più che del mercato, delle figure professionali vere e proprie. In altre parole, una volta terminati i lavori di massa (millennio ed euro), si sta tornando verso una scelta molto più oculata delle caratteristiche professionali relative ai candidati prescelti: dai "molti" ai "pochi, ma buoni" il passo è teoricamente breve, ma in realtà le conseguenze sul mercato del lavoro sono sensibili e consistenti. Fin qui le possibili spiegazioni di questo primo e poco gratificante trimestre del 2002.

Riclassificazione delle figure


Ma, prima di entrare nel dettaglio delle singole posizioni, dobbiamo precisare che, proprio per meglio rispecchiare le continue evoluzioni in termini di contenuti professionali, abbiamo pensato di aggiornare la definizione delle posizioni rilevate, dando più spazio alle nuove professioni, accorpandone altre, oramai simili fra loro e sopprimendo quelle che hanno perso interesse e quindi peso in termini di mercato del lavoro. Ovviamente, per quelle nuove non è possibile avere dati di confronto col passato, per cui limiteremo il nostro giudizio ai dati rilevati nel periodo preso in esame.


Iniziamo, come sempre dai responsabili Si, che, sia nel cartaceo sia nel telematico, sono andati, tutto sommato, abbastanza bene. Insuccesso, invece, per i capi centro, che sono rimasti "al palo" di partenza.


I capi progetto/consulenti aziendali hanno mantenuto le proprie posizioni nelle rilevazioni Jobpilot, mentre sono in calo nelle inserzioni sui quotidiani e stampa specializzata.


Decisamente male invece gli analisti programmatori/esperti applicativi e gli sviluppatori di siti/applicazioni Internet. Questi risultati potrebbero, almeno in parte, avvalorare l’ipotesi di un calo per lo più quantitativo delle inserzioni, in quanto sono proprio queste le due figure professionali che "fanno numero".


I responsabili reti/Tlc si sono, invece, salvati sul cartaceo, ma sono andati male sul telematico, al contrario dei security manager.


Partenza negativa anche per i Web master, mentre tecnici di assistenza/manutenzione ed esperti di software/database sono, in qualche modo, restati "a galla".


Buona l’area dei personal computer, sia per gli addetti che per gli sviluppatori: in particolare il canale Jobpilot è stato decisamente positivo. In espansione, infine, l’area commerciale/marketing, sintomo questo di una volontà da parte delle aziende del settore di tornare a spingere sul prodotto sia dal punto di vista commerciale che da quello tipicamente gestionale.

Conclusioni


Come era prevedibile, dunque, aspetti positivi e negativi continuano ad alternarsi sullo scenario generale, condizionando l’intero mercato del lavoro e quindi anche quello Edp. Se dovessimo seguire il trend oggettivo, che vede il calo progressivo di febbraio su gennaio e marzo su febbraio, dovremmo dire che l’imminente primavera non ci riserverà certo una stagione facile. Ma troppi sono i fattori di incertezza per accettare in toto una ipotesi completamente pessimistica. È indiscutibile che molte aziende stanno comunque cercando personale informatico, utilizzando i canali che reputano più affidabili e più adatti a quella data figura professionale.


Pertanto, in qualche modo, il mercato si muove e lo fa abbastanza velocemente. Certo non più con quella frenesia che aveva caratterizzato gli anni scorsi, ma pur sempre con una discreta vitalità.


Quindi "l’informatica c’è" e c’è anche come settore trainante dell’intero mercato del lavoro. Sicuramente sono cambiati i presupposti delle ricerche: fine del 2000 e dell’euro, quindi meno assunzioni di massa, ma più assunzioni mirate e soprattutto qualitative, perché i contenuti professionali sono di nuovo tornati a essere l’aspetto determinante in fase di selezione e scelta finale.


Un "ritorno al futuro" dunque? In un certo senso sì, perché sarà attraverso questi presupposti che dovremo giudicare gli sviluppi occupazionali del nostro settore.

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