Software illegali più vulnerabili ai malware

Settings_Installazione_Software_ErpÈ un legame inequivocabile quello tra l’impiego di software illegale sui computer e le infezioni da malware. Lo dicono i dati di una ricerca commissionata da Bsa, The Software Alliance, alla società di ricerca Idc secondo cui, più è elevato il tasso di pirateria in una nazione, più è probabile che i computer di quel Paese vengano colpiti da codice maligno.

Rapportando i tassi di software privo di licenza installato in 81 nazioni con il dato degli attacchi malware subiti sui computer dei medesimi Paesi, rispettivamente censiti in occasione della Bsa Global Survey condotta a giugno dello scorso anno e del Microsoft Security Intelligence Report antecedente di pochi mesi, si è, infatti, riscontrata una forte correlazione positiva tra tasso di utilizzo di software illegale e incidenti legati al malware.

Tanto da lasciar intendere che il tasso di pirateria è, in buona misura, una previsione attendibile degli attacchi malware in cui potranno incorrere i computer di quella nazione.

Italia in primis, visto che nel nostro Paese il tasso di pirateria riscontrato dalla principale ricerca di Bsa è pari al 47%, ben al di sopra della media mondiale che, seppur del 43%, è ovviamente comprensiva anche delle economie in via di sviluppo.

Varrebbe, dunque, la pena di cavalcare la consapevolezza messa in luce dalla stessa ricerca, secondo cui il 69% degli utenti di computer in tutto il mondo associa ai software pirata il timore di accessi non autorizzati di hacker, e un altro 59% il rischio di subire perdite di dati.

Forte di queste ulteriori evidenze, il suggerimento della principale organizzazione software è di eliminare le soluzioni prive di regolare licenza dai propri sistemi informativi e di dotarsi di una valida soluzione di asset management allineata con gli standard Iso per ridurre i rischi sulla sicurezza informatica.

A remargli contro, almeno in Italia, sarebbero però, il rischio di depotenziamento della legge n. 67 del 28 aprile 2014 e il decreto legislativo recante disposizioni in materia di “non punibilità per particolare tenuità del fatto”, attualmente all’esame delle Commissioni Finanze di Camera e Senato in merito ai diritti di proprietà intellettuale e industriale.

 

 

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