Snap SPECS, arrivano gli occhiali AR che sfidano smartphone e visori

snap SPECS

Dopo oltre dieci anni di investimenti nella realtà aumentata, Snap prova a trasformare una visione di lungo periodo in un prodotto destinato al mercato consumer. L’azienda ha infatti presentato SPECS, un nuovo dispositivo che punta a ridefinire il concetto di personal computing portando applicazioni, strumenti di lavoro, contenuti e assistenza basata sull’intelligenza artificiale direttamente nel campo visivo dell’utente.

Gli occhiali sono disponibili in preordine a 2.295 euro e rappresentano il tentativo più ambizioso di Snap di creare una nuova categoria tecnologica a metà strada tra gli attuali occhiali AI e i visori per la realtà mista.

Snap punta a una nuova generazione di computer indossabili

Secondo il CEO e cofondatore Evan Spiegel, il principale limite degli attuali dispositivi digitali è il fatto di costringere le persone a interrompere ciò che stanno facendo per interagire con uno schermo.

L’obiettivo degli SPECS è esattamente l’opposto: integrare il computing nel mondo reale, rendendo l’accesso alle informazioni e agli strumenti digitali continuo e contestuale.

La strategia non nasce oggi. Negli ultimi dieci anni Snap ha investito lungo l’intera filiera della realtà aumentata, sviluppando display, ottiche, computer vision, sistemi operativi proprietari e strumenti per sviluppatori. L’azienda dichiara inoltre di aver depositato oltre 7.000 brevetti legati alle tecnologie AR.

Più avanzati degli occhiali AI, più leggeri dei visori

Uno degli aspetti più interessanti degli SPECS riguarda il posizionamento del prodotto.

Il mercato attuale è sostanzialmente diviso tra occhiali AI, generalmente leggeri ma limitati nelle funzionalità, e visori di realtà mista, molto potenti ma spesso ingombranti e poco adatti all’utilizzo quotidiano.

Snap punta a occupare lo spazio intermedio.

Gli SPECS sono completamente autonomi, non richiedono unità di elaborazione esterne né cavi di collegamento e sono realizzati in polimero svizzero TR90 ad alte prestazioni. Sono disponibili in due misure e pesano rispettivamente 132 e 136 grammi, valori significativamente inferiori rispetto ai moderni visori XR.

La presenza di inserti ottici removibili consente inoltre di supportare un ampio numero di prescrizioni correttive.

Display AR con 16 milioni di colori e campo visivo da 51 gradi

Sul fronte tecnico, Snap ha sviluppato una piattaforma proprietaria basata su tecnologia liquid crystal on silicon.

Gli SPECS offrono un campo visivo di 51 gradi e supportano la visualizzazione di 16 milioni di colori. Secondo l’azienda, l’esperienza è paragonabile a quella di un monitor desktop da 24 pollici per le attività produttive o a uno schermo home cinema fino a 115 pollici osservato da circa tre metri di distanza.

Particolarmente interessante il nuovo sistema waveguide sviluppato internamente. La tecnologia utilizza miliardi di nanostrutture invisibili per migliorare nitidezza e fluidità dell’immagine riducendo le distorsioni.

Le lenti elettrocromiche consentono inoltre di passare da una modalità completamente trasparente a una oscurata in circa dieci secondi, utilizzando una tecnologia derivata da quella impiegata nei finestrini del Boeing 787 Dreamliner.

L’intelligenza artificiale esce dalla chat

Uno dei messaggi più forti lanciati da Snap riguarda il ruolo dell’intelligenza artificiale.

Per l’azienda, il futuro dell’AI non consiste in chatbot sempre più sofisticati ma in assistenti contestuali capaci di comprendere ciò che l’utente vede e sta facendo in un preciso momento.

Gli SPECS integrano due processori Snapdragon dedicati rispettivamente alla computer vision e all’esecuzione delle applicazioni AR. Il sistema supporta il tracciamento delle mani ad alta velocità e una latenza motion-to-photon di appena 7 millisecondi, valore particolarmente importante per mantenere gli elementi digitali ancorati in modo credibile all’ambiente reale.

L’assistente AI può fornire indicazioni contestuali, misurazioni spaziali, supporto alle attività quotidiane e informazioni in tempo reale basate su ciò che l’utente osserva.

Dallo streaming al lavoro: il mondo diventa l’interfaccia

L’ambizione di Snap è trasformare qualsiasi ambiente in uno spazio digitale.

Gli SPECS consentono di guardare contenuti in streaming, duplicare lo schermo di altri dispositivi, utilizzare lavagne virtuali e accedere a strumenti di produttività direttamente nel proprio campo visivo.

L’azienda punta però molto anche sulle esperienze condivise rese possibili dalla piattaforma Lens. Tra gli esempi mostrati figurano strumenti per il golf che aiutano a leggere il green, applicazioni musicali interattive e soluzioni educative che rendono visibili concetti normalmente astratti come i campi vettoriali.

Un ecosistema che punta sugli sviluppatori

Come già avvenuto per Snapchat, Snap considera l’ecosistema software un elemento fondamentale della strategia.

Negli ultimi diciotto mesi l’azienda ha rilasciato dieci aggiornamenti di Snap OS e oltre quaranta nuove funzionalità e API dedicate agli sviluppatori. Sono già disponibili centinaia di Lenti compatibili con gli SPECS.

Particolarmente interessante è l’introduzione di strumenti di sviluppo agentico all’interno di Lens Studio. Gli sviluppatori possono utilizzare piattaforme come Claude Code, Codex e Cursor per accelerare progettazione, test e ottimizzazione delle applicazioni AR.

L’azienda ha inoltre presentato lo SPECS Spatial Benchmark per valutare le capacità spaziali dei modelli AI, un Migration Agent per facilitare il porting delle applicazioni esistenti e un Native Development Kit che permette di integrare codice e librerie personalizzate.

Privacy e fiducia come elementi centrali

Consapevole delle preoccupazioni che accompagnano i dispositivi indossabili dotati di telecamere e intelligenza artificiale, Snap ha dedicato particolare attenzione alla privacy.

Gli SPECS richiedono il consenso esplicito per l’accesso alle informazioni sensibili, utilizzano un LED visibile durante la registrazione e privilegiano l’elaborazione locale dei dati quando possibile.

Gli utenti mantengono inoltre il controllo sulle informazioni memorizzate, sincronizzate o condivise.

La scommessa più importante di Snap

Con un prezzo di 2.295 euro, gli SPECS non sono un prodotto destinato al mercato di massa nel breve periodo. Rappresentano però la più concreta manifestazione della strategia che Snap porta avanti da anni nel settore della realtà aumentata.

La vera sfida non sarà dimostrare la validità tecnologica del dispositivo, ma convincere utenti e sviluppatori che gli occhiali possano diventare la prossima piattaforma di computing personale dopo smartphone e laptop.

Se la scommessa dovesse avere successo, gli SPECS potrebbero segnare uno dei primi tentativi credibili di portare l’intelligenza artificiale e lo spatial computing fuori dagli schermi e direttamente nel mondo reale.

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