Scopriamo i segreti di Mavericks

La nuova versione 10.9 di OS X, la decima a comparire dalla versione 10.0 del 2000 e la prima a non portare il nome di un grande felino ma di una spiaggia californiana per fanatici del surf, viene descritta da Apple con abbondanza di particolari e in italiano sulla pagina web http://www.apple.com/it/osx/. Seguendo la pagina è molto facile capire le novità principali di Mavericks. Oltre a ribadire e talvolta approfondire le cose già scritte dalla casa di Cupertino, di seguito compariranno informazioni non sempre di dominio pubblico o emerse solo da chi ha già installato e messo alla prova Mavericks, su Internet o nella redazione di Applicando.
Non si può pensare di coprire in dieci pagine tutti i cambiamenti presenti in 10.9, men che meno quelli inizialmente invisibili all'utente. Ecco perché su Mavericks sono stati già scritti libri interi. Però troverete certamente in questo articolo indicazioni utili e che forse non compariranno neanche nei libri.

AppleScript
Chi fa uso importante del linguaggio di programmazione inserito in OS X affronta sempre con un certo timore una nuova versione del sistema, perché Apple lo mantiene nella dotazione però non si sforza di promuoverlo e c'è chi ne teme la scomparsa o l'abbandono.
Mavericks per AppleScript è un misto per ora di buone notizie e qualche dispiacere, questi ultimi legati alla sostanziale mancanza di supporto dentro Pages, Keynote e Numbers, i programmi che compongono la suite iWork. Può darsi che il rinnovo degli stessi programmi abbia comportato una rinuncia che si spera temporanea alla compatibilità AppleScript, oppure no. Di fatto, chi ha flussi di lavoro AppleScript che si appoggiano a iWork li vedrà probabilmente inutilizzabili.
Le notizie sul linguaggio in sé lasciano altrimenti ben sperare.

Prima di tutto, AppleScript - e Automator - ora sono compatibili iCloud. Al lancio compare la schermata che si vede ad esempio aprendo TextEdit, con la possibilità di aprire flussi di lavoro che si trovano nei server-nuvola di Apple o trascinare nella finestra i flussi che si trovano sul disco locale. Script e flussi presenti in iCloud si sincronizzeranno con tutti i Mac che montano Mavericks e fanno capo alla medesima ID Apple.

AppleScript ha inoltre acquisito la firma digitale degli script. Da Lion (OS X 10.7), Apple ha rafforzato la sicurezza sui Mac con la tecnologia Gatekeeper, che sovrintende all'apertura del software presente nel computer. Le impostazioni di Gatekeeper si trovano nelle Preferenze di Sistema alla voce Sicurezza e Privacy, nella scheda Generali e alla partenza di Mavericks si situano al livello di sicurezza intermedio, Mac App Store e sviluppatori identificati. Così il Mac apre con fiducia solo il software scaricato da Mac App Store e quello di sviluppatori che si siano registrati presso Apple con una propria firma digitale. Questo rappresentava un problema crescente per AppleScript, dal momento che uno script in arrivo da uno sviluppatore occasionale come un amico o un collega, ma non registrato presso Apple, viene bloccato da Gatekeeper.

Per quanto si possa sempre bypassare Gatekeeper manualmente aprendo un programma con un clic destro e adottare il livello di sicurezza più basso, Dovunque, lasciando il computer senza protezione, queste sono soluzioni poco pratiche e rischiose. Molto meglio, come accade in 10.9, che chi sviluppa script abbia la possibilità di apporvi la sua firma digitale, attraverso un menu a discesa che chiede la certificazione al momento di esportare lo script per mandarlo a qualcuno. Per diventare sviluppatori “con firma” occorre iscriversi su https://developer.apple.com a un costo annuale di 80 euro. L'ingresso base nel programma è gratis e permette di accedere alla documentazione Apple per prendere confidenza con la materia.

Altra novità è la compatibilità con il Centro Notifiche, novità di Mountain Lion - la versione precedente di OS X - che decolla veramente con Mavericks. AppleScript ora dispone di un comando Display Notification con parametri come titolo, sottotitolo e messaggio, utilizzabile dagli script come sistema per inserirsi nel flusso di comunicazioni in arrivo sul Mac.
La modifica forse più interessante è l'arrivo delle AppleScript Libraries. In breve, si può inserire in uno script una serie di routine di programmazione ritenute utili e salvarlo dentro ~/Libreria/Script Libraries. Il contenuto dello script può essere usato modularmente da altri AppleScript, che si appoggeranno al documento nelle Script Libraries attraverso un nuovo comando, use. Gli script usati localmente possono così diventare molto più compatti ed efficienti, dato che il codice da ripetere può essere effettivamente steso una volta sola e messo nelle Script Libraries.

La pagina http://www.macosautomation.com/mavericks/index.html documenta più approfonditamente le modifiche ad AppleScript in Mavericks. Un'ultima cosa da notare: gli script che agiscono sull'interfaccia grafica del Mac avranno bisogno di modifiche per funzionare, a causa della nuova architettura di sicurezza secondo la quale occorre indicare esplicitamente al computer - nelle Preferenze di Sistema alla voce Sicurezza e Privacy, scheda Privacy, voce Accessibilità - quali applicazioni possono governare il computer. Certamente occorre abilitare l'applicazione System Events e gli script andranno sistemati secondo le indicazioni della documentazione. Una pagina sul sito di supporto Apple (http://goo.gl/BnoUxE) dettaglia maggiormente i rapporti tra AppleScript e Mavericks.

Automator
Se sono stati attivati gli Elementi vocali alla voce Accessibilità delle Preferenze di Sistema, Automator in Mavericks mostrerà una opzione in più al momento di salvare un flusso di lavoro, per trasformarlo in un Elemento vocale, richiamabile a voce per nome. Una notevole comodità per sfruttare la personalizzazione del sistema e anche un prezioso aiuto ove sia difficile usare gli altri elementi dell'interfaccia.

Applicazioni
È sempre stato facile produrre PDF di un documento su Mac, vero? Comando Stampa, clic sul pulsante PDF in basso a sinistra, comando Registra come PDF. Ora Mavericks ha cambiato radicalmente questa abitudine, in modo talmente immediato che qualcuno non se ne accorgerà immediatamente. Le nuove app disegnate su misura per OS X 10.9 mostrano un comando Esporta come PDF direttamente nel menu File.
Le nuove App Text-Edit o Safari, o Mail, oppure anche i programmi della suite iWork, dispongono del comando. Altre App non aggiornate continuano a funzionare nella vecchia maniera. Non aspettatevi, ad esempio, che Microsoft Word mostri tanto presto il nuovo comando.

Centro notifiche
Gli avvisi che compaiono in alto a destra sullo schermo e restano visibili per qualche secondo prima di sparire dispongono di un pulsante come quello della sveglia, che programma la loro ricomparsa dieci minuti dopo. Tenendo premuto il pulsante è in realtà possibile fare scendere un menu a comparsa dove impostare una distanza di tempo differente, di minuti come di settimane.
Troverete molto produttiva la possibilità di rispondere a un messaggio direttamente dal riquadro di notifica e anche di cancellare direttamente da lì un messaggio di posta che riconoscete come inutile. Sappiate che, se avete fretta di fare scomparire il riquadro, potete trascinarlo a destra con il mouse. Non dimenticate che avete facoltà di usare il Centro notifiche per scrivere su Messaggi ma anche Facebook, Twitter e LinkedIn. Si fa molto prima che lanciare una app o usare il browser.

Finder
Gli amanti della personalizzazione della barra degli strumenti devono tenere conto di una piccola modifica: aggiungere alla barra un elemento esterno, come una applicazione o una cartella, non avviene più semplicemente trascinando l'elemento in posizione. Invece il trascinamento deve avvenire mentre è premuto il tasto Comando. Per levare l'elemento dalla Barra è sempre sufficiente trascinarlo via.
È consigliabile un giro tra i menu del Finder provando l'effetto dei tasti modificatori, perché Mavericks ha aggiunto diverse scorciatoie di tastiera, anche ricorrendo talvolta al tasto Ctrl. Ad esempio, nel menu Apple il comando di uscita forzata generica si applica alla App in primo piano se tenete premuto il tasto Maiuscole.

Il menu File contiene una serie di modifiche interessanti, come la possibilità di espellere solo il disco selezionato, o aggiungere un elemento al Dock invece che alla barra laterale. Provocano effetti sia Alt sia Maiuscole sia Ctrl. Nel menu Composizione, Alt permette di deselezionare tutto oppure, dopo avere copiato in memoria un file, di incollarlo in una nuova posizione spostandolo e così eliminandolo dalla sua posizione di partenza; di fatto un taglia e incolla ma più sicuro, perché non esiste il rischio di dimenticarsi il file in memoria senza incollarlo (lo si elimina solo se si porta a termine il comando con il modificatore applicato).

Nel menu Vai, il tasto maiuscole permette di selezionare il disco di avvio sulla Scrivania e il tasto Ctrl di mostrare la cartella che contiene l'elemento, ma in un'altra finestra.
Il menu Finestra, infine, non mostra grandi effetti speciali ma intanto contiene i comandi per passare da un pannello all'altro (i pannelli nel Finder sono una delle novità più evidenti di Mavericks) e poi permette, con il tasto Alt, di mandare nel Dock o ridimensionare tutte le finestre.
Per chiudere, i tag, funzione molto sbandierata anche sul sito Apple ed estremamente utile. Ma come cancellare un tag? È complicato. Bisogna aprire le Preferenze del Finder, cliccare la sezione Tag e fare clic destro sul tag da cancellare. Appare un menu contestuale che contiene anche il comando di cancellazione. Se il tag appare nella barra laterale del Finder, potete fare clic destro anche da lì. Se non lo vedete, cliccate Tutti i tag e apparirà in una colonna supplementare, dove ancora una volta funziona il clic destro. La colonna extra sparisce da sola quando scegliete un altro elemento della barra laterale.

iCloud
Mavericks segna un altro capitolo nella strategia di dispiegamento di iCloud, che per Apple rappresenta un'arma strategica nonostante tutte le presenti limitazioni che spesso fanno venire voglia di rivolgersi ad altre offerte, come Dropbox. Lentamente i servizi stanno aumentando e così il numero delle App, di Apple o di terze parti, compatibili con il cloud con la mela sopra.
Ha fatto giustamente rumore il Portachiavi iCloud, che è la sincronizzazione di tutte le password e dei dati tra Mac e apparecchi iOS che condividono lo stesso identificativo Apple. La tentazione di cedere il controllo al computer è fortissima e giustificabile, se però si è capito bene il meccanismo e si è consci delle possibilità e dei rischi.

Il positivo è semplicissimo: quando su web serve una autenticazione con nome utente e password, ci pensa Safari. Propone una password discretamente complicata, che non si potrebbe mai ricordare… ma la ricorda lui. Attraverso iCloud la sincronizza con tutti i dispositivi Apple a disposizione. Così la password proposta su Mac appare magicamente da sola quando serve su iPhone alla fermata dell'autobus.

Il contrappasso è altrettanto semplice: chi ferma un ladruncolo con il vostro iPad nelle mani dal provare a casaccio tutti i Preferiti e vedere se per caso il sito della banca si apre da solo?
Per questo, quando si attiva Portachiavi iCloud nella sezione iCloud delle Preferenze di Sistema, Mavericks e iOS diventano piuttosto fiscali sui codici di sicurezza. OS X propone in modo insistente di attivare la richiesta di password per uscire dal salvaschermo e iOS dà per scontato che si voglia impostare come minimo il PIN a quattro cifre previsto dal sistema. Se il peso di autenticarsi sempre è superiore al beneficio della protezione, potete disattivare tutto, ma siate consapevoli di dove i dispositivi entrano da soli e dove invece no e siate anche vigili sui vostri dispositivi. Ciò non toglie che il Portachiavi iCloud sia comunque un grande passo avanti.

Con iCloud non è ancora possibile condividere file con altri come permette di fare Dropbox, ma condividere il lavoro sui documenti lo è diventato, almeno su quelli iWork. I nuovi Pages, Keynote e Numbers sono stati rielaborati nelle fondamenta per ripartire da capo. Non a tutti comprensibilmente è piaciuto, come non erano piaciuti i “ricomincio da tre” di Final Cut Pro, di iMovie '08 e alla fine dello stesso Mac OS X 10.0.0 di tanti anni fa, che veniva dopo Mac OS 9 e però era privo di un sacco di funzioni cui tutti erano abituati.

Oggi non si può obiettivamente mettere in discussione OS X per le sue funzioni. Nel tempo, gli aggiornamenti e le nuove versioni hanno portato tutti molto più avanti di dove sarebbe mai potuto arrivare Mac OS. Lo stesso sta accadendo con Final Cut Pro X e (di nuovo) con iMovie. Accadrà anche con iWork e l'unica soluzione per chi ha perduto funzioni importanti è attendere che tornino, o rivolgersi ad altri prodotti. Apple ha un DNA privo della compatibilità a tutti i costi con il passato e spesso non esita a bruciare i ponti dietro di sé.
Ma stiamo divagando. Se condividete il nuovo corso di iWork e lavorate allo stesso documento da più apparecchi e magari anche da un Internet Point sperduto nella giungla, apprezzerete molto l'identità di interfaccia e funzioni che ora sussiste tra le App su iOS, quelle su Mac e la versione web. Che, se ci pensate, è il modo di Apple per permettere l'accesso a documenti iCloud anche da Windows, nella speranza che si ripeta l'effetto alone e, come iPod ha fatto vendere più Mac, così iWork via web porti nuovi clienti verso l'offerta Apple. Che, non dimenticatelo, è diventata gratuita.

Sempre relativamente all'offerta web va notato che è stata ampliata, parzialmente, a includere anche il browser libero Firefox. Un documento del supporto Apple (http://goo.gl/bpSEfC) spiega che non ci si deve attendere il funzionamento totale di tutto. Però è fuori discussione che i programmatori a Cupertino stiano lavorando per allargare la compatibilità del sistema. Piuttosto, il limite di 5 GB di iCloud gratuito sarà sufficiente per fare contento il cliente medio? Più aumentano le opzioni del servizio, più verrà usato. Sarà un metro di giudizio cruciale per capire le strategie di Apple.


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