Home Cloud Risorse come utility: la prossima fase del cloud

Risorse come utility: la prossima fase del cloud

Il modo in cui oggi viene fatto il provisioning delle risorse IT sta cambiando rapidamente, delineando grandi opportunità per tutti qugli operatori (specie di canale) che saranno così veloci da comprenderlo, trasformandosi in cloud service provider.

E questo è tanto più evidente nelle applicazioni legate ai carichi di lavoro. Lo sostiene Bernardo Palandrani, Direttore del canale di Emc Italia, che per convincerci ci porta indietro ai tempi d’oro del mainframe.

All’epoca, dice, le imprese di canale creavano soluzioni infrastrutturali per ogni singola applicazione. Il passo successivo è stato la virtualizzazione dell’infrastruttura, che può servire più applicazioni, riducendo i costi per i partner e clienti.

I workload nel cloud

Ne risulta che oggi tutto è virtualizzato, compreso lo storage e la rete, e ciò apre nuovi scenari: non solamente le applicazioni, ma anche i carichi di lavoro sono supportati in maniera dinamica, attraverso le tecnologie cloud.

Ne è esempio lo storage: ogni applicazione deve avere il backup dei dati, ma dove dovrebbe risiedere questo backup? Ovviamente, è supportato dall’infrastruttura, ma perché dovrebbe essere statica?

In realtà, per Palandrani, sarebbe molto più vantaggioso per i clienti avere un approccio dinamico. Per esempio i dati di backup mission-critical potrebbero risiedere su infrastrutture sicure on premise, controllate e gestite dal cliente, mentre i dati meno sensibili potrebbero essere risiedere su un’infrastruttura cloud a basso costo.

Il cloud è appena iniziato

Siamo senza dubbio lontani anni luce dai metodi costosi e lenti di una impresa basata su mainframe, però non siamo ancora arrivati alla fine del percorso evolutivo: l’era del cloud è appena iniziata e c’è ancora molto da scoprire.

Quali prospettive dunque per gli operatoro del canale? Palandrani pensa che ci si stia rapidamente muovendo verso un nuovo modo di pensare l’infrastruttura IT come utility. Questo significa allocare le giuste risorse (di elaborazione, storage e di rete) a seconda dei carichi di lavoro e delle effettive richieste e necessità, per massimizzare l’efficienza del servizio.

La logica utility

Si può parlare insomma di Infrastructure as a Service, ma con un servizio su misura, intelligente, in grado di capire il contesto.

Ogni innovazione porta opportunità, e per una buona parte delle aziende di canale questo significa diventare cloud service provider, o a loro volta integratori di service provider.

Trattando le risorse come utility, gli operatori di canale potranno offrire soluzioni personalizzate ai propri clienti, con applicazioni al giusto livello di performance e costo.

Nei prossimi anni, per Palandrani, questo sarà il vero elemento differenziante.

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche

css.php