Ricerca, sviluppo, investimenti e startup, i legami fra Italia e Francia

Un rapporto di Business France dice che gli investimenti stranieri in Francia hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi dieci anni e l’Italia continua a svolgere un ruolo di rilievo, con quasi 100 progetti di investimento e oltre 1.500 posti di lavoro creati o mantenuti sul territorio d'Oltralpe lo scorso anno.

La Francia è il secondo paese europeo più attraente dopo la Germania. Il "Rapporto 2018 sugli investimenti esteri in Francia", che analizza le dinamiche degli investimenti esteri in Francia, riporta che nel 2018 sono stati avviati in Francia 1.323 progetti di investimento estero, il 2% in più rispetto all’anno precedente. Tali decisioni di investimento hanno consentito di creare o mantenere 30.302 posti di lavoro sul territorio francese.

Gli investimenti provengono da 58 paesi. I principali paesi investitori in Francia sono gli Stati Uniti (18% dei progetti totali), la Germania (14%) e il Regno Unito (9%).

Rispetto all’anno precedente, si registra un incremento del 33% dei progetti di investimento avviati in Francia da società provenienti dal Regno Unito e attive nei settori della consulenza, della finanza, dell’IT e dei servizi informatici.

Chi è Business France
Business France è l'Agenzia nazionale al servizio dell'internazionalizzazione dell'economia francese. È incaricata dello sviluppo internazionale delle imprese francesi e delle loro esportazioni, così come dell’identificazione e dell’accompagnamento degli investimenti internazionali in Francia. Promuove l'attrattività e l'immagine economica della Francia, delle sue imprese e dei suoi territori. Ha 1.500 dipendenti in Francia e in 58 paesi e lavora con partner pubblici e privati.

È importante la presenza italiana in Francia. Oltre 1.700 aziende francesi sono controllate da un investitore italiano. Le filiali francesi di gruppi italiani impiegano circa 63 000 persone su tutto il territorio francese.

Sono 94 i nuovi progetti di investimento italiani in Francia nel 2018 (7% del totale degli investimenti esteri in Francia). Tali progetti di investimento consentiranno di creare o mantenere 1.502 posti di lavoro in Francia.

Investimenti italiani in Francia

La Francia si conferma essere il primo paese di destinazione dei progetti d’investimento italiani in Europa (37% dei progetti italiani), seguita dalla Spagna (14%) e dalla Germania (14%).

Due regioni francesi accolgono quasi il 50% dei progetti di investimento di origine italiana: la regione Ile-de-France, con il 34% dei progetti, e Auvergne Rhône-Alpes (15%).

Più della metà degli investimenti italiani in Francia provengono da Lombardia (33% del totale dei progetti italiani avviati in Francia) de Emilia Romagna (18%). Seguono poi le regioni Piemonte (14%), Friuli- Venezia Giulia (10.5%) e Veneto (8.5%).

Le creazioni di nuovi siti rappresentano il 37% dei progetti italiani avviati in Francia, mentre il 40% dei progetti italiani riguarda l’ampliamento di attività già esistenti in Francia.

Per quanto riguarda la natura degli investimenti, le imprese italiane sono particolarmente dinamiche nei centri decisionali (27% dei progetti) e nelle attività di produzione (25% dei progetti). Seguono poi i punti vendita (15%), i servizi alle imprese (13%) e i servizi ai privati (10%). Da sottolineare, infine, che l’11% dei progetti italiani avviati in Francia sono investimenti ad alto valore aggiunto, in attività di Ricerca & Sviluppo, Ingegneria e Design.

Le società italiane hanno investito prevalentemente nei settori meccanica e metalmeccanica (15% dei progetti, 18% dei posti di lavoro), del tessile e moda (15% dei progetti, 8% dei posti di lavoro) e nel settore turistico alberghiero (12% dei progetti, 20% dei posti di lavoro).

Significativa è la progressione dei progetti italiani nel settore meccanica e metalmeccanica: le aziende italiane sono infatti all’origine di 21% dei progetti esteri totali avviati in Francia in questo settore.

Pascal Cagni, ambasciatore agli investimenti internazionali e presidente del Cda di Business France

Vocazione startup

Le aziende italiane sono all’origine dell'8% degli investimenti esteri realizzati in R&S in Francia. L’Italia è il secondo paese a livello mondiale a investire in attività di R&S in Francia, dopo gli Stati Uniti (26%), e a pari merito con la Germania (8%).

In Francia le attività di ricerca e sviluppo sono cresciute con un tasso di crescita medio annuo del + 9% negli ultimi cinque anni e rappresentano oggi il 10% dell’insieme degli investimenti esteri avviati in Francia, - conferma Pascal Cagni, Ambasciatore delegato agli investimenti internazionali.

E quello delle startup tecnologiche è un segmento che a propria volta unisce ulteriormente Francia e Italia, come dimostra l'ecosistema French Tech, che mette a denominatore comune la nuova imprenditoria, la politica economica, le tendenze del mercato.

In Francia, ha spiegato Cagni a Milano, nel corso di un incontro durante Seeds and Chips, il supporto del governo alle startup c'è da sempre e comunque, a prescindere dal colore politico.
Un chiaro esempio è lo statuto di Jeaune enterprise innovant, che esiste dal 2004 e conferisce una serie di vantaggi alle piccole e medie imprese con meno di 8 anni che sostengono spese di ricerca e sviluppo che rappresentano almeno il 15% delle loro spese.

Il governo francese nel corso degli anni ha creato un modello di riferimento, improntato a far sedimentare il concetti di imprenditoria nelle nuove generazioni.

Da un lato, ha spiegato Cagni, insistendo sul fatto che gli imprenditori sono le figure positive dei tempi moderni, dall'altro con un sistema di incentivi stimoliamo investimenti del risparmio privato.

Per Cagni anche in Italia non dovrebbero esserci problemi dal punto di vista degli investimenti, proprio perché, come dimostrano i fatti, le idee ci sono: serve un sistema che consenta loro di librarsi.

Per Cagni i settori maggiormente innovativi in cui l'imprenditoria italiana vocata alla tecnologia può essere sostenuta sono il machinery, il turismo, l'agricoltura (agritech e foodtech), l'aerospaziale, il navale e, trasversalmente, la blockchain.
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