Vicino a Milano il Politecnico locale, Hp e Intel hanno costituito il Rfid Solution Center. Docenti e ricercatori già al lavoro.
In Italia forse non c’è molta collaborazione tra università e imprese, come avviene in altri paesi, ma va anche riconosciuto che ci sono realtà che si stanno muovendo in modo virtuoso, come il Politecnico di Milano. Infatti, due sue componenti, come la School of Management e il Dipartimento di Elettronica e Informazione hanno unito le forze con Hp e Intel per creare il nuovo Rfid Solution Center, che avrà sede a Peschiera Borromeo (Mi) e disporrà di uno spazio complessivo di 800 mq.
I tre partner concorreranno all’investimento di 2,5 milioni che richiede il progetto e dal punto di vista operativo metteranno a disposizione le rispettive competenze per realizzare “Rfid assessment” che, come ha sottolineato Alessandro Perego, direttore del nuovo Rfid Solution Center e professore associato di Logistica e Supply chain management del Politecnico di Milano, «significa sperimentare tecnologie e gestionale insieme».
Nella prima fase di un progetto Rfid si studia e si definisce la tecnologia, poi si valutano i processi gestionali per capire come creare valore. I progetti pilota vengono realizzati su specifici clienti e infrastrutture, mettendo in pratica quanto definito in laboratori.
L’obiettivo di Perego è di far partire tanti Rfid assessment per arrivare a realizzare progetti reali e fare da cassa di risonanza per incentivare le aziende a credere in questa tecnologia, che tuttavia, va detto, al momento trova ancora forti vincoli in Italia, come la liberalizzazione delle frequenze Uhf.
Un comitato di coordinamento dell’Rfid Solution Center avrà l’incarico di definire quali ambiti applicativi esplorare, frutto di un’attenta analisi fatta sul mercato.
Il Centro vede coinvolti 7 docenti e 8 ricercatori universitari ai quali si affiancheranno risorse dei due partner tecnologici e poco meno di un’ottantina di studenti, tra laureandi e tesisti.
Hp, peraltro, secondo quanto esposto da Nicola Aliperti, amministratore delegato di Hp Italiana, ha già attivo un proprio laboratorio di Rfid, a Cernusco sul Naviglio (Mi) che è un centro di competenza a livello europeo, per cui questa partnership rientra nella volontà dell’azienda di trovare sempre nuove opportunità legate all’innovazione, che creano una aggregazione di soggetti e consentono di esplorare nuovi modelli di business.
Le esperienze fatte con il mondo della ricerca universitaria possono, poi, essere trasferite ai clienti, per cui Hp non vede sovrapposizioni con quanto viene fatto nel proprio centro Rfid: l’iniziativa con il Politecnico rientra nell’interesse di Hp di partecipare al processo di innovazione del paese e quanto poi viene elaborato dal network Rfid di cui fa parte in Italia, viene esportato anche negli altri paesi europei.
Dario Bucci, amministratore delegato di Intel Italia e Svizzera, ha a sua volta sottolineato che l’interesse della sua società è che i processi vengano sempre più digitalizzati, perché tutto questo si traduce in un maggior consumo da parte del mercato di device che usano i prodotti Intel. Per cui, secondo Bucci, anche in Italia la necessità di trasformazione dei processi passa attraverso la tecnologia Rfid, area dove peraltro Intel è già coinvolta in grossi progetti sia all’estero (con Metro) che in Italia (con il San Raffaele e Niguarda).





