Retelit, a Corsico un data center AI ready da 13,6 MW

Render Nuovo DC Corsico Retelit

Retelit avvia la costruzione di un nuovo data center AI ready a Corsico, Comune della città metropolitana di Milano, con una potenza prevista di 13,6 MW e un’estensione complessiva di 18.000 metri quadrati. Il progetto rappresenta uno dei passaggi più concreti del piano di investimenti triennale da 350 milioni di euro annunciato dall’azienda e punta a rafforzare l’infrastruttura digitale italiana in una fase in cui intelligenza artificiale, cloud, edge computing e servizi ad alta intensità di calcolo richiedono capacità sempre più elevate.

Il nuovo sito sorgerà su un’area ex industriale appartenuta a Marcegaglia, dove erano presenti due capannoni e una palazzina a uso uffici. L’intervento prevede quindi la rigenerazione di una zona già edificata, in prossimità della tangenziale, con l’obiettivo di trasformare un’area siderurgica dismessa in un’infrastruttura digitale destinata a supportare la crescita della domanda di servizi AI e cloud.

Il primo rilascio di capacità è previsto entro il 2027. Il data center sarà articolato in due edifici gemelli e sarà progettato secondo standard di affidabilità elevati, con l’obiettivo di rispondere anche alle esigenze degli hyperscaler e delle imprese che necessitano di ambienti ad alte prestazioni, sicuri e scalabili.

A Corsico un’infrastruttura pensata per AI, cloud ed edge computing

Il punto centrale del progetto è la capacità di sostenere carichi di lavoro sempre più complessi. L’intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente i requisiti delle infrastrutture digitali: i server destinati ad applicazioni AI generano quantità di calore molto superiori rispetto ai sistemi tradizionali e richiedono soluzioni di raffreddamento più evolute, maggiore densità energetica e una gestione più attenta dell’efficienza complessiva.

Per questo il data center di Corsico sarà realizzato con sistemi di raffrescamento ad acqua a circolo chiuso, pensati per salvaguardare il patrimonio acquifero dell’area. Il progetto prevede inoltre l’integrazione di tecnologie di liquid cooling per il raffreddamento dei server AI, che possono generare fino a dieci volte più calore rispetto ai server convenzionali.

La scelta non è solo tecnica. Nel mercato dei data center, la capacità di gestire carichi AI diventa un elemento competitivo sempre più rilevante. Non basta disporre di spazio e connettività: servono infrastrutture in grado di sostenere consumi elevati, densità computazionale crescente e requisiti di continuità operativa molto severi.

In questa prospettiva, il nuovo data center AI ready di Retelit si inserisce in una fase di forte domanda di capacità elaborativa, spinta dall’adozione di modelli di intelligenza artificiale, dall’espansione dei servizi cloud e dalla necessità di avvicinare dati e applicazioni agli utenti finali attraverso architetture edge.

Sostenibilità e recupero del calore al centro del progetto Retelit

La sostenibilità è uno degli elementi più rilevanti del progetto di Corsico. Retelit punta su un’infrastruttura a minimo impatto ambientale, costruita su un’area già edificata e dotata di sistemi di raffreddamento progettati per ridurre l’impatto sulle risorse idriche locali.

Il progetto prevede anche la possibilità di recuperare il calore di scarto prodotto dal data center e trasformarlo in energia a beneficio di famiglie e imprese del territorio. È un tema sempre più importante per il settore, perché i data center sono infrastrutture essenziali per l’economia digitale, ma sono anche impianti energivori. La loro sostenibilità non può quindi essere valutata soltanto in base all’efficienza interna, ma anche alla capacità di generare ricadute positive sul territorio.

Nel caso di Corsico, il recupero del calore può diventare una leva per creare un modello più virtuoso tra infrastruttura digitale e comunità locale. L’obiettivo è ridurre la dispersione energetica e integrare il data center in una logica più ampia di rigenerazione urbana e utilizzo efficiente delle risorse.

“Crediamo fermamente nel ruolo dell’Italia come futuro hub digitale del Mediterraneo e vogliamo sostenere questa crescita investendo nei data center che sono pilastri necessari per sostenere gli sviluppi tecnologici legati all’intelligenza artificiale e restano un asset cruciale della nostra strategia”, dichiara Jorge Álvarez, CEO di Retelit. “In linea con quanto fatto in passato, anche in questa occasione abbiamo scelto di costruire in un’area già edificata e combinando la sostenibilità con standard di eccellenza in fatto di prestazioni, sicurezza, affidabilità e efficienza”.

Il data center di Corsico rafforza l’Avalon Campus

Il nuovo data center sarà parte integrante dell’ecosistema dell’Avalon Campus di Retelit, indicato dall’azienda come il più grande interconnection hub italiano. L’infrastruttura ospita oltre 170 tra operatori, content delivery network, media e OTT, confermandosi come uno snodo strategico per la connettività e l’interconnessione dei servizi digitali.

L’inserimento del sito di Corsico in questo ecosistema è rilevante perché la competitività di un data center non dipende solo dalla capacità elettrica o dalla superficie disponibile. Conta anche la qualità dell’interconnessione, la prossimità agli operatori, la latenza, la disponibilità di percorsi ridondati e la capacità di collegarsi rapidamente a cloud provider, reti, piattaforme digitali e clienti enterprise.

Retelit presenta il progetto come un tassello di una strategia più ampia. Oltre al data center di Corsico, il piano prevede anche lo sviluppo di una struttura a Milano Bisceglie, attraverso la riconversione di edifici già individuati e acquistati. Le nuove infrastrutture si aggiungeranno ai 38 data center già esistenti e di proprietà.

Questa rete distribuita, che si estende da Treviso a Bari, ha una funzione strategica per ridurre la latenza e supportare servizi digitali sempre più sensibili alla prossimità fisica dei dati. Ma ha anche una valenza più ampia, legata alla sovranità digitale: mantenere dati e applicazioni critiche entro confini fisici e normativi nazionali può diventare un fattore competitivo per imprese, pubbliche amministrazioni e operatori tecnologici.

Data center e sovranità digitale, il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo

Il progetto di Corsico si colloca in un momento in cui l’Italia punta a rafforzare il proprio ruolo come hub digitale del Mediterraneo. La crescita del traffico dati, l’espansione dei cavi sottomarini, l’aumento della domanda cloud e l’adozione dell’AI rendono le infrastrutture digitali un asset industriale e geopolitico.

Per Retelit, il tema è particolarmente coerente con la propria evoluzione. L’azienda ha rafforzato la rete in fibra con la costituzione di Retelit-X, che incorpora le attività e gli asset italiani di BT, portando l’estensione complessiva della rete a oltre 47.500 chilometri. Ha inoltre ampliato l’infrastruttura nazionale dei data center con altri quattro siti tra Milano e Roma.

A questo si aggiunge l’accordo, insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze, per l’acquisizione di Sparkle, operatore strategico nei servizi wholesale internazionali e nei cavi sottomarini. In questo quadro, il data center AI ready di Corsico non è un investimento isolato, ma un tassello di una piattaforma infrastrutturale più ampia, che combina fibra, data center, interconnessione, cloud, cybersecurity e servizi gestiti.

La direzione è chiara: sostenere una domanda digitale sempre più intensa e, allo stesso tempo, presidiare asset considerati critici per l’autonomia tecnologica del Paese.

Una rigenerazione industriale con valore tecnologico

Il Comune sottolinea il valore territoriale dell’operazione, legandolo alla rigenerazione di aree dismesse e al recupero del calore di scarto. “I data center sono infrastrutture strategiche per il Paese, necessarie a sostenere il progresso attraverso la tecnologia. Riteniamo importante che il nostro territorio sia tornato attrattivo per investimenti ad alto valore innovativo, rigenerando aree dismesse nel rispetto della sostenibilità ambientale e con operazioni di recupero del calore di scarto, immesso nella rete di teleriscaldamento, creando così un modello virtuoso di sviluppo”, dichiara l’Amministrazione comunale.

Il punto è significativo perché mostra come la costruzione di nuovi data center AI ready non possa più essere letta solo come sviluppo immobiliare tecnologico. Sempre più spesso questi progetti devono dimostrare di poter generare valore industriale, ambientale e territoriale. La disponibilità di energia, la gestione termica, l’uso dell’acqua, il rapporto con il tessuto urbano e la ricaduta economica locale diventano parte integrante della valutazione.

Nel caso di Corsico, Retelit prova a combinare tre piani: capacità infrastrutturale per l’AI, sostenibilità operativa e rigenerazione di un’area industriale esistente. È una combinazione necessaria, perché la crescita dell’intelligenza artificiale richiederà sempre più data center, ma non potrà prescindere da efficienza energetica, accettabilità territoriale e integrazione con le comunità locali.

Il nuovo sito alle porte di Milano sarà quindi un banco di prova importante. Da un lato dovrà rispondere alla domanda crescente di potenza computazionale e servizi digitali avanzati. Dall’altro dovrà dimostrare che un data center AI ready può essere progettato come infrastruttura strategica, non solo come impianto ad alta densità energetica.

Per Retelit, l’avvio dei lavori a Corsico segna un ulteriore rafforzamento della propria posizione nel mercato italiano delle infrastrutture digitali. Per il sistema Paese, conferma che la partita dell’AI non si gioca soltanto nei software, nei modelli e nelle applicazioni, ma anche nelle fondamenta fisiche che rendono possibile l’elaborazione, la protezione e la circolazione dei dati.

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