Restore dati da tape legacy, questo sconosciuto

 

Tape_NastriPotenzialmente esposte al rischio di azioni legali o di salate sanzioni.
Sono un terzo delle imprese interpellate da Kroll Ontrack in un recente studio condotto a livello mondiale su un campione di 720 amministratori It i quali, nel 30% dei casi, non conoscono quali siano le informazioni memorizzate all’interno degli archivi su nastro, spesso legate a richieste urgenti e a specifici obblighi di legge.

Condotto negli Stati Uniti, in Inghilterra, Germania, Austria, Svizzera, Italia, Polonia, Singapore e Nuova Zelanda, lo studio sui processi e le problematiche legate alla gestione e all’archiviazione dei nastri magnetici ha altresì evidenziato come gli amministratori It sono regolarmente sotto pressione quando devono accedere, identificare e recuperare dati specifici dagli archivi su nastro, anche solo per questioni di eDiscovery che riguardano i dati archiviati.
Tanto che, dei 720 It manager interpellati, il 22% conferma di non essere in grado di accedere ai dati legacy di cui avrebbe bisogno.

Da qui un primo dato secondo cui il 43% dei rispondenti reputa difficile e dispendioso in termini di tempo accedere ai nastri e visualizzarne i contenuti.
Tra i principali impedimenti a una visione chiara delle informazioni contenute negli archivi su nastro risultano, poi, la constatazione, nel 24% dei casi, che l’azienda non possiede più l’infrastruttura software o hardware per accedere ai tape legacy mentre, in un altro 18% dei casi, ad essere additati sono i costi di mantenimento dell’infrastruttura legacy lasciando, solo al 7% del campione, il danneggiamento dei nastri come ultimo impedimento.

Interrogatasi sui protocolli di backup in uso presso le realtà interpellate, Kroll Ontrack ha, inoltre, evidenziato come solo il 62% degli intervistati archivia i dati quotidianamente, mentre il 38% non lo fa.
Di questi, il 13% effettua il backup dei dati solo una volta al mese o meno, esponendo l’azienda a gravi rischi poiché i dati potrebbero essere persi e non si avrebbe a disposizione nessun backup per recuperarli.

Come se non bastasse, ben il 12% degli intervistati afferma di avere più di 500 nastri legacy all’interno delle proprie aziende, mentre più della metà (56%) degli amministratori It interpellati gestisce nastri che hanno più di cinque anni seguita da altri due dati secondo cui, il 34% possiede nastri con età compresa tra cinque e dieci anni e il 21% con oltre dieci anni di vita.

Nonostante l’età media di un nastro non sia un dato preponderante per il rischio di perdita dei dati, di certo gli anni sommati ai numerosi processi di lettura e scrittura delle informazioni, a una cattiva conservazione e alla mancanza di software e hardware adeguati, possono causare seri danni.

Risorse It sovraccaricate e il fatto che quasi un terzo delle imprese incontri notevoli difficoltà anche solo nel sapere o capire quali dati siano presenti in azienda e come sono archiviati, rappresentano una vera e propria sfida che può potenzialmente esporre le imprese a rischi nel caso in cui non riescano a fornire queste informazioni in un tempo ragionevole.

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